Può essere definito COMMEDIA questo film, dove nel sottofinale piantano un coltello nella schiena del personaggio principale? Sì, io dico sì, soprattutto se osservate la barba finta del medico del carcere…

E, adesso che ho spoilerato persino nel titolo, vi dico perché ITALIAN MOVIES mi è piaciuto.

Dopo le immagini (se proprio ci tenete) vi racconto la trama. Trama che, comunque, è un pretesto per dipingere un divertente affresco dell’Italia multirazziale.

In una grande città (hanno girato a Torino, ma poteva essere Roma, Bari, Genova…) sperano, soffrono e si arrangiano donne e uomini da tutti i colori e tutte le provenienze (Asia, Est Europeo, Senegal, Giamaica ecc).

Aperta parentesi. La faccia del Russo (il leader della combriccola) vi è familiare? Vuol dire che avete visto IL CONCERTO (2009): Aleksei Guskov era il protagonista, il direttore d’orchestra. Chiusa parentesi.

DOMANDA. Gli extracomunitari descritti in ITALIAN MOVIES sono migliori o peggiori degli italiani?

DOMANDA MAL POSTA. Oltrepassano qualche volta i limiti della legalità (poca roba, credetemi…), ma tenete conto in che condizioni vivono…

Credo di aver dato un’idea. Se volete saperne di più oltrepassate le immagini.
timimoviesitalian

TRAMA ESSENZIALE. Lavorano alle pulizie di uno studio televisivo (emittente da 4 soldi, specializzata in soap operas). Scoprono il modo di realizzare (di notte) filmini di funerali, battesimi, matrimoni destinati specialmente all’ambiente extracomunitario. Vanno sempre più forte. Soldi soldi. Fatalmente il padrùn li scopre (è Filippo Timi). Ma non li denuncia. Anzi,  prende la palla al balzo e li assume (spero non in nero) come registi, attori, operatori… In una fiction carceraria farà anche morire accoltellato il Guskov di cui sopra.

Comunque l’importanza del film sta proprio nel descrivere le passioni e le speranze degli italiani di domani: pelli scure, ambrate, giallognole…

Ah, lo avevo già detto prima? Scusate tanto.

Published in: on luglio 16, 2013 at 12:37 pm  Comments (1)  
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