NELLA CASA, di F. Ozon (con piccolo quiz finale)

TRAMA ESSENZIALE. In un elitario liceo francese, un prof di lettere scopre che un alunno scrive (benissimo) descrivendo la famiglia di un suo compagno. Affascinato da tanta bravura, il prof stimola tale creatività. Era meglio se non lo faceva.

Molte domande tra noi, che aspettiamo le pizze (questa volta siamo da Tomi, in località S. Lazzaro di Savena).

DOMANDA n° 1. E’ così severa la scuola francese, dove (per aver taroccato un compito di matematica) sbattono fuori il prof? Da noi succedono cose anche peggiori (anche durante gli esami di stato) e i colpevoli, quando gli va male, se la cavano con una letterina di biasimo.

DOMANDA n° 2. Le casalinghe francesi sono tutte insoddisfatte sessualmente, come si vede nel film? Forse no, forse non tutte; ma è la terra di Emma Bovary (il liceo di cui sopra è intitolato a Gustave Flaubert).

DOMANDA n° 3. Com’è l‘odoredelladonnaborghese che tanto ha colpito il giovane Claude? Qui le risposte divergono: secondo Pasqualina i profumi francesi sono in-cre-di-bi-li ma per usarli bene bisogna avere classe, secondo altre commensali oggi trovi tutti i cosmetici possibili e immaginabili anche al supermarket e non c’è differenza tra borghesi e proletarie… arrivano le pizze, perciò pausa nella discussione.

DOMANDA n° 4. Sono reali tutti gli avvenimenti descritti da Claude? Ad es, è andato a letto con la moglie del prof (K. Scott Thomas), il compagno Rapha lo ha veramente baciato sulla bocca, nella notte c’è un cinese seduto in poltrona che osserva l’intimità dei due sposi ecc? Bah… direi che la domanda è mal posta: tutto il film si basa sul tema dell’invenzione ed è inutile tracciare una linea di confine tra reale e immaginario.

DOMANDA n° 5. I temi degli alunni vanno letti davanti alla classe? No, mai. Ve lo dico io, che non l’ho mai fatto in decenni di carriera. Lo diceva  anche il mio prof al liceo Righi (Vincenzo Amoroso da Avellino): ognuno ha il suo stile e la sua interiorità. Non imitabile il primo, non profanabile la seconda.

DOMANDA n° 6. Era proprio necessario il personaggio di Y. Moreau (le gemelle proprietarie della galleria d’arte)? Secondo me no; ma su questo le opinioni divergono. La verità è che nel mondo del cinema bisogna dar lavoro a tutte/tutti: se esci dal giro rischi la depressione.

Su queste e altre questioni tornerò a fine mese.

Ora stacco, non prima di preannunciare che mi occuperò presto di un famoso attore. Molto versatile. Capace di interpretare, ad esempio

  • un industriale
  • un regista cinematografico
  • un autore teatrale
  • un tosatore di cani
  • un vampiro
  • un pirata
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Published in: on maggio 6, 2013 at 10:40 am  Comments (3)  
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3 commentiLascia un commento

  1. Pare che il film sia passato piuttosto inosservato in Italia. Peccato, come dimostra il tuo dopo-cinema, è capace di fornire un buon numero di stimoli alla discussione. A questo proposito:

    3 – aggiungo una terza ipotesi: l’odore della donna borghese fa paura ad un ragazzetto di classe inferiore, che dunque lo ridicolizza per esorcizzarlo.

    4 – concordo, domanda mal posta.

    6 – personaggio di alleggerimento, magari non necessario, ma utile ad arieggiare lo sviluppo.

    Aggiungo anche un indizio al personaggio misterioso: in un film produce cioccolato, e in un altro ne consuma.

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  2. ESATTO: come Willy Wonka la fabbrica, come Roux la mangia
    quanto allo scarso successo nelle sale di NELLA CASA, non c’è da stupirsi: non è un cartone animato, non ci sono grandi divi, non ci sono vampiri, alieni e supereroi e sopratutto GLI ADOLESCENTI DEL FILM NON ASSOMIGLIANO a quelli delle nostre commediole (non ripetono continuamente “macheccazzovuoi?” “vaffanculo” “nonmirompereicoglioni”)

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  3. […] A quanto già detto aggiungo la lode a Fabrice Luchini (nel ruolo del prof Germain); è un attore notevole: nonostante la faccia un po’ tonta che si ritrova, mi ha impressionato. […]

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