TO ROME WITH LOVE, by W. Allen

Mi sono già occupato di questo film nell’Aprile scorso.

Ma non era una recensione vera e propria (non avevo lo sbattimento di approfondire il tema). Adesso sì, anche perché ho promesso di spiegare i motivi per cui mi è piaciuto così poco.

PERCHE’ lo hanno massacrato unanimemente i critici di REPUBBLICA, del GIORNALE e di IL FATTO QUOTIDIANO? Solo perché offre un’immagine alquanto squallida del popolo italiesco (romanesco e pordenonesco)?

Indubbiamente a noi dispiace che all’estero ci descrivano così. Un Paese delle Vacanze dove niente è serio tranne il cibo e l’opera lirica.

Però ce lo meritiamo. Quale contributo abbiamo dato alla cultura mondiale negli ultimi 25 anni? Quanti Nobel abbiamo ricevuto, tenendo conto che Capecchi è americano a tutti gli effetti? E chi ha organizzato i G8 del 1994, del 2001 e del 2008, essendo stato votato da milioni di italioti?

Scusate l’enfasi, ma dovevo sfogarmi…

Tornando a TO ROMEecc, ha cominciato a non piacermi fin dal TITOLO.

In prima battuta doveva essere un DECAMERONE POP. Ma, dear mr. Allen, i temi delineati da Boccaccio non sono tanto il sesso e la malizia delle donne MA L’INTELLIGENZA E L’ARGUZIA DEI PROTAGONISTI, capaci di cavarsela nei momenti peggiori… Cosa che in questo film NON SUCCEDE. MAI.

Poi si pensò a NERONE che, secondo la leggenda, cantava e pizzicava le corde mentre tutto andava a fuoco.

Forse era il titolo adatto a un paese grottesco come il nostro.

Forse Allen se avesse visto GOMORRA, invece che pensare solo a Fellini, avrebbe potuto girare una cosa seria invece di questi 4 siparietti…

Invece della tragedia abbiamo la FARSA. E oltretutto una farsa che non fa ridere.

A meno che non vi faccia ridere la battuta di Penelope Escort sul “lavorare stando sdraiati sulla schiena”

E ARRIVO AL NOCCIOLO.

La parola LOVE è ambigua in inglese come il suo corrispettivo italiano. Può significare dedizione, altruismo, capacità di sorridente sacrificio “ti ho preparato una cenetta coi fiocchi (anche se a me basterebbero i bastoncini findus)”, cercare un regalo originale per il nostro anniversario invece di cavarmela con due biglietti a teatro…. e può essere un sinonimo di SEX, come in questo caso.

Sarebbe stato un titolo più esatto HAVING SEX IN ROME. Non perché ci sia tantissimo sesso, ma perché le protagoniste SEMBRA CHE NON ABBIANO ALTRO DA FARE o per professione (Anna) o per hobby (Milly Monica ecc).

Mr. Allen, lei conosce troppo bene Freud per non sapere che chi trova simpatiche SOLO le putt le olimpioniche del materasso ha avuto una madre sessuofoba.

Oppure si chiama VANZINA.

Ma lei non è un Vanzino. E’ un grandissimo regista. Perciò la prego di utilizzare meglio attrici come P. Cruz o E. Page. Qui le ho viste MOLTO svogliate…

Infine, la domanda cruciale. QUALE DEI QUATTRO EPISODI MI E’ PIACIUTO MENO?

Hard to say.

Dopo l’immagine (notate anche voi che Woody è più depresso del solito? Forse si è reso conto che la ciambella non è venuta col buco…) elencherò e valuterò.
cruz
SIETEANCORAQUI?

  1. IL GRILLO PARLANTE. Alec Baldwin mette in guardia un giovane ingenuo da Ellen Page: “E’ fasulla! Ti farà soffrire!” Si comporta un po’ come il fantasma di Bogart in PLAY IT AGAIN, SAM. Naturalmente il giovane non dà retta e ci casca con tutte le scarpe. Direi che questo è l’episodio migliore.
  2. OMAGGIO A “LO SCEICCO BIANCO”. Sposini arrivano dalla provincia. Lei finisce a letto con Scamarcio, lui viene stuprato da una escort (che deve aver sbagliato persona). Imitare Fellini è praticamente impossibile. Albanese sta a Sordi come Berlusconi sta a Benedetto Croce. Molti errori rossi e blu.
  3. CANTANDO SOTTO LA DOCCIA. Woody Allen vola a Roma per conoscere i futuri consuoceri. Solite battute sulla psicanalisi. Judy Davis (già applaudita da me come Comtesse de Noailles) è sprecata. Sprecato anche Fabio Armillato. Perché canta Ridi Pagliaccio? Ammetto che cantare Di quella pira l’orrendo foco nudo sotto la doccia sarebbe un controsenso. Seimenomeno.
  4. DALLE STALLE ALLE STELLE E RITORNO. Roberto Benigni (sprecatissimo) è un nessuno che inspiegabilmente la stampa e i tg trasformano in VIP. Poi nessuno se lo fila più. La prende male. Nel frattempo fanciulle disinibite fanno sesso con lui. Qui ci stava bene un accenno al nostro ex-lader (…scusate, ex-leader). E’ mancato il coraggio? L’episodio peggiore, secondo me.

Concludo dicendo che TO ROME WITH SEX, nel premio CHIAVICA D’ORO, ha avuto 3 punti negativi e due positivi (da Blabla e da Anna Nihil). TOTALE: -1

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7 commentiLascia un commento

  1. film teribbbbile!

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  2. giusto per usare pure io uno stereotipo romanesco 🙂

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    • pure noi semo romani, ma er film de Allen nun ce piace

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  3. Credo che tu abbia finalmente messo nero su bianco uno di quei motivi reali che penso anch’io siano dietro ai molti commenti negativi che ho letto, ma che difficilmente sono esplicitati perché indifendibili: uno straniero non si deve permettere di alludere ai nostri punti deboli.

    La grande rilevanza data a El pasador nella colonna musicale fa dunque storcere il naso, come se tutti quanti al mattino in treno fischiettassero arie del Leoncavallo.

    Idem se si accenna a quanto sia nota una prostituta tra manager di alto livello – che invenzione irrealistica, vero?

    O forse da più fastidio che la Cruz illustri un tipico caso di doppia morale italica?

    Come moglie del nipote, la sua esuberanza lascia perplessi i parenti, che pure vivono in un contesto dove molti la frequentano come prostituta. Hanno le fette di salame sugli occhi e non si sono mai accorti di niente? O reputano accettabile la prostituzione, a patto che si mantenga la forma?

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    • Proprio perché si accenna alla MIGNOTTOCRAZIA imperante in Italia (almeno fino a un anno fa) SI POTEVA OSARE DI PIU’
      tipo mettere in scena un 75enne basso e intonacato di cerone (o far dire MI CONSENTA a Benigni)
      la produzione ha temuto un incidente diplomatico?

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      • Diaz / Cruz … la prossima volta la chiamerò Lopez 😀 Sì, correggi, grazie (e sentite scuse alla bella e brava Penelope).

        Non credo che in un anno sia cambiato molto nei nostri (mal)costumi. Ho sentito ieri al giornale radio di un magistrato beccato per problemi di sesso e potere, tanto per dirne una.

        Un riferimento diretto a Berlusconi, a mio parere, sarebbe stato un errore. E’ una figura troppo ingombrante per una apparizione marginale, avrebbe finito per far saltare gli equilibri della commedia. Come dicevi in un post precedente, potrebbe essere materia di un film intero (come lo è già stato ne Il caimano di Moretti, con risultati che direi molto interessanti).

        E poi, scusa, già così molte critiche negative hanno come solo motivo sostanziale il fatto che uno straniero si sia permesso di punzecchiarci. Figuriamoci se avesse fatto riferimenti espliciti ad un personaggio reale.

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  4. secondo me questo non può essere un film di Allen, non dopo Midnight in Paris….manca l’allure,il senso, e’ stracolmo di luoghi comuni (mi ha particolarmente irritato il fatto che gli americani siano sempre brillanti e migliori in tutto ed escano vincenti da ogni situazione). Ma esistono ancora le mogli italiane così ? nemmeno in qualche sperduto paesino di montagna. Quando mai Roma e’ stata cosi’ pulita e non caotica? Mi viene da pensare che lo abbiano girato a Las Vegas… Forse gli americani ci vedono davvero così e ce lo meritiamo. E le musiche? Non butto il DVD solo per rispetto dei soldi che ho speso. Credo che Allen come il suo personaggio dovrebbe convincersi che e’ giunto per lui il momento della pensione!

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