come la Valdisopra fu presa d’assalto dai villeggianti (ovvero, la battaglia del Ponte)

Fin da Gennaio, quando la neve e il ghiaccio impedivano la circolazione tra la Valdisotto e la Valdisopra, il Consiglio della Valle proclamò che MAI PIU’ il piede del villeggiante si sarebbe posato sui loro sacri prati e sui loro sacri sentieri.

Venne in quel contesto decretato di minare il ponte di Serravalle. Senza quel ponte l’ingresso nella valle era praticamente impossibile.

E così, all’alba di sabato 31 maggio, quando le avanguardie dell’Invasione avanzavano dalla Val di Sotto, l’assessore Pietro Micca si immolò dando fuoco personalmente alle mine (perché, diceva, non ci si poteva fidare del telecomando made in China).

Distrutto il ponte, il generale Patton lanciò un attacco suicida con la sua Divisione Camper lungo il sentiero Casserini, ma fu respinto con forti perdite.

Contemporaneamente, però, gli ardimentosi deltaplanisti del Battaglione Weekend si lanciarono dalla Cresta del Drago e planarono nella Piana di Marcesina, cogliendo di sorpresa i difensori.

Di conseguenza, nel corso della mattinata, i paracadutisti della Brigata Picnic occuparono l’intera Piana, compresa la chiesetta di Santa Brunechilde.

Don Brufolon, il parroco, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla popolazione civile, si offriva come intermediario e accompagnava il plenipotenziario Darcy Osborne dal sindaco, rag. Pietro Badoglio.

Alle ore 14 venne diramato, dai microfoni di Radio Altipiano, il seguente comunicato: “IL CONSIGLIO COMUNALE riconosciuta l’impossibilità di proseguire l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria HA CHIESTO UN ARMISTIZIO AL GEN. EISENHOWER comandante in capo delle FAV (Forze Alleate Villeggianti). La richiesta è stata accolta”

Subito dopo l’armistizio veniva firmato sul bancone del bar DA BEPI, in località Costa.

Nell’entusiasmo della vittoria il feldmaresciallo Diaz, comandante del 5° Corpo d’Armata PONTE, dettava questo BOLLETTINO.

I resti di quello che fu uno degli eserciti più tosti delle Alpi Erciniche ritornano in disordine e senza speranza sulle malghe da cui erano discesi con tanta orgogliosa sicurezza.”

Ma sui muri delle case e dei fienili che conducono alle dette malghe per tutta l’estate comparvero le scritte degli Irriducibili: TURISTI GO HOME, BOIA CHI MOLLA (qualche volta con una L sola) e PADRONI A CASA NOSTRA.altipiano

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Published in: on ottobre 28, 2012 at 2:21 am  Comments (1)  
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  1. 😀

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

    Mi piace


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