Marilyn, che fascino… e che malinconia!

Come dicevo nel post precedente, sono stato poche volte al cinema nelle ultime tre settimane.

Ho visto qualche film unpòcosì unpòcosà e poi ho visto MARILYN.

Partendo dal basso:

  • KILLER ELITE. Uno strazio! Da anni De Niro accetta ruoli desolanti (è diventato l’Albertosordi americano). Avrà bisogno di soldi?
  • MEN IN BLACK III. Viaggio nel passato per salvare il presente (ma non è divertente come la trilogia di Zemeckis). Mi è piaciuta (senza esagerare) la ricostruzione dell’America del 1969. Come nel secondo film della serie M. Jackson cercava di arruolarsi nei MIB, qui scopriamo che Andy Warhol c’era riuscito, ma aveva seri problemi (“trovatemi un’altra copertura, sono stanco di questi concerti di sitar, non distinguo più i maschi dalle donne…”)
  • MARGIN CALL. Film di denuncia, non del tutto riuscito. Illustra didascalicamente quale grande truffa sia il sistema finanziario. Jeremy Irons nella parte del cinico boss (in confronto a lui Ghekko è San Francesco) aggiunge un tassello alla sua luminosa carriera.

E poi c’è MARILYN.

Vista dagli inglesi. Un film sul film che Lei girò nel 1957 negli studi di Pinewood (in Italia è intitolato IL PRINCIPE E LA BALLERINA) e che dimostrò da una parte la crescente instabilità della Diva, dall’altra l’ego smisurato del Divo (L. Olivier era convinto -che Dio lo perdoni- di essere l’Arte fatta persona).

Venne fuori una commedia un po’ sdolcinata, in cui quella che recitava meglio era la 75enne Sybil Thordike (nella parte della Regina). La Diva tornò in America molto delusa.

Ho visto MARILYN ierisera. Mi sono commosso (succede ai vecchi): pensavo che quell’incredibile cocktail di candore e di sensualità che era la Monroe NON PUO’ ESSERE IMITATA e in sintesi questo film è una passabile ricostruzione storica. Niente di più.

Ma questa sera lo rivedo, con la solita ballotta, e magari lo rivaluto.
marginmichelle

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5 commentiLascia un commento

  1. Man in black non pervenuto.
    Killer elite non mi è dispiaciuto, OK, niente di che, ma lo direi un buon film di genere (tipo Bourne, per intendersi). In confronto a roba come Limitless, la partecipazione di De Niro mi è sembrata accettabile.
    Margin call m’è piaciuto, non mi è sembrato didascalico, al contrario lo direi piuttosto realistico. Oltre a Irons ricorderei anche gli altri, almeno Spacey, Bettany, Tucci e Demi Moore.
    Marilyn m’è piaciuto molto. Toni da commedia leggera per narrare una tragedia.

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  2. “Il principe e la ballerina” non è affatto male, a me piace sempre MM. Cambiando argomento: qui le scosse non finiscono mai… 😦

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  3. Olivier con la Monroe? Affrontandolo mi era sfuggita questa cosa, e con la tua info sulla sua autostima direi che avrei tifato per la Monroe. Sono curioso, non andrei a vederlo al cinema, ma Men in black col viaggio nel tempo non riuscirei a perderlo.

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  4. Mi mancano!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  5. […] per la Pazienza (sopportare un marito simile non era uno scherzo). Inevitabile il confronto con MY WEEK WITH MARILYN: nel derby dei film-sui-film quello di Curtis batte quello di Gervasi 2 a zero. Incasso […]

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