No, Radu

Non tutte le ciambelle vengono col buco (proverbio arabo-romeno)

Hai diretto film bellissimi, Radu: TRAI DE VIE e IL CONCERTO.

Ma stavolta hai toppato (voce del verbo TOPPARE, intransitivo).

Forse perché hai voluto confrontarti con una cultura troppo lontana dall’Europa orientale: il villaggio sperduto nell’Atlante magrebino è troppo diverso dallo Shtetl.

Ci sono molte cose che non capisco in LA SORGENTE DELL’AMORE (forse qualcuno me le spiegherà?)

  • Nel villaggio c’è la miseria nera oppure c’è un certo benessere? Le donne si riuniscono in una specie di sauna (c’è acqua calda) oppure davanti a un televisore per vedere una telenovela messicana (abbastanza spinta); i bambini vanno a scuola con zainetti variopinti; e i vestiti e gli ornamenti del balletto finale li avete guardati bene? FANNO INVIDIA.
  • Perché cantano sempre? Soggetto pronto per farne una commedia musicale? Certamente il film piacerà moltissimo agli spettatori arabofrancesi, ma non al nostro pubblico (al cinema Rialto, ieri sera, sentivo commenti tipo “cantano ancora? che palle…”)
  • Possibile che basti un piccolo acquedotto per trasformare completamente la valle? All’inizio i fianchi della montagna sono coperti di sterpaglie, alla fine (sono passati mesi o anni?) tutto è verde: sembrano gli aranceti della California.
  • Cosa aspettiamo a beatificare subito SAMI, il marito della protagonista? Non solo subisce lo “sciopero” della moglie (prova tu a dormire per settimane insieme a una così bella senza trombarla), non solo va di notte a riempire i secchi alla sorgente, non solo viene a sapere di uno spiacevole episodio passato senza vendicarsi dell’Altro… ma (insieme all’Altro) organizza una campagna di stampa che sbloccherà la pratica dell’acquedotto.

CONCLUSIONE. Non è tanto una contesa tra donne e uomini: le donne sono divise tra loro (suocere contro nuore) e lo stesso gli uomini (giovani contro vecchi, clan contro clan).

Meglio usare le categorie marxiane. E’ una lotta tra progresso e immobilismo: il preside contro il maestrino, il cinico burocrate contro il giornalista, il giovane integralista (che vorrebbe tornare al medioevo) contro l’imam (vecchio ma comprensivo).

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Published in: on marzo 10, 2012 at 12:09 pm  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Noooo, che nervi quando cantano sempre!
    Penso comunque di visionare il film al cinema non appena mi sarà possibile, e dopo proverò a rispondere ai tuoi quesiti, ma dubito di riuscirci, ci sono domande che la mente umana non può risolvere!

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    • Visto giovedì. Proviamo a rispondere ai tuoi quesiti:
      “Nel villaggio c’è la miseria nera oppure c’è un certo benessere?” Credo la miseria grigia, infatti hanno un unico televisore intorno al quale si riuniscono più famiglie (o meglio più donne). In teoria dovrebbero esserci periodi di magra ed altri di più o meno ricchezza in base ai turisti o ai soldi che inviano i figli, in pratica non so.
      “Perché cantano sempre? Soggetto pronto per farne una commedia musicale?” Sinceramente mi aspettavo molte più canzoni in base al commento che hai sentito in sala e sinceramente non mi hanno dato fastidio.
      “Possibile che basti un piccolo acquedotto per trasformare completamente la valle?” Ahahahahaha a quanto pare sì 🙂
      “Cosa aspettiamo a beatificare subito SAMI, il marito della protagonista?” Stanno raccogliendo le firme.

      Il nuovo film di Radu Miqualcosa non è una storia, ma una favola, non ci prova neppure ad essere realistica perché sappiamo che non andrebbe mai così. A me è piaciuto, non siamo ai livelli di “Train de vie” o de “Il concerto”, ma si lascia vedere.

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  2. Oh no, speravo che questo film fosse carino!!! Adesso ci penserò due volte prima di vederlo…

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  3. Non l’ho visto 😦

    Grazie mille per il commento 😀

    CIAO!!!

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  4. Per certi film valgono anche i ragionamenti marxisti, ma mi pare che un film di Radu (ormai lo possiamo chiamare per nome, tanta è la confidenza, tanto lo conosciamo bene) non sia mai da perdere.

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