MY FAIR LADY (esemplificando il concetto di MOTIVAZIONE)

“E dov’è quella maledetta campagna?”

“In Spagna, in Spagna!”

Facciamo un passo indietro.

Ispirandosi alla commedia Pigmalione di G. B. Shaw, nel 1956 Alan J. Lerner (non è lo zio di Gad, credo) creò questo musical. Quasi 3.000 repliche a Broadway e a Londra.

Poi (nel 1964) il FILM.

Sento dire che vogliono rifarlo. Colin Firth al posto di Rex Harrison (il quale si beccò l’Oscar)? Keira Knightley al posto di Audrey Hepburn?

Staremo a vedere. Spero solo che sia più breve di 170 minuti…

Ora, prima di intrattenervi sul concetto di MOTIVAZIONE in pedagogia, sintetizzo la TRAMA.

Due studiosi di fonetica tentano un esperimento. Entro 6 mesi trasformeranno l’accento cockney di una giovane poverissima fioraia in un inglese impeccabile. Ci riescono: il modo di esprimersi di Eliza è diventato talmente perfetto che si sparge la voce si tratti di una principessa ungherese in incognito (perché “solo gli stranieri possono parlare un inglese così privo di accenti dialettali”).

Scena chiave (che spero di riuscire a inserire nel post): Eliza tenta da ore di pronunciare correttamente la frase the rain in Spain stays mainly in the plain (nella versione italiana, la rana in Spagna gracida in campagna) e sembra completamente incapace di farcela.

E’ stanca, è depressa. SI E’ BLOCCATA. Ma il prof. Higgins la disincaglia con un breve ma intenso discorsetto motivazionale. Non è solo l’aspetto materiale (imparare a esprimersi in modo elegante le farà guadagnare dei bei soldoni); c’è il piacere dall’arricchimento culturale.

“Pensa a quello che stai cercando di realizzare… i più sublimi pensieri che hanno attraversato le menti umane, espressi nelle straordinarie, immaginifiche e musicali combinazioni di suoni della lingua inglese! E’ questo il premio che stai per conquistare, Eliza… e con la tua tenacia CI RIUSCIRAI”

E LEI SI SBLOCCA.

Come ogni insegnante sa L’APPRENDIMENTO (suonare il piano, parlare bene il francese, i “fondamentali” nel basket…) NON E’ UN MOTO UNIFORME.

VA A SBALZI. Ogni tanto bisogna MOTIVARE l’alunna/o.

BISOGNA FAR INTRAVVEDERE IL TRAGUARDO FINALE e spiegare che “quella fottutissima rana nella strafottutissima campagna spagnola” è solo una tappa, noiosa ma necessaria. Suda e poi mi ringrazierai.

Io facevo così. Però (a scanso di equivoci) non ho mai ballato il tango dopo una lezione. Non so ballare il tango.

Published in: on marzo 1, 2012 at 12:35 pm  Comments (9)  
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