ah, i bei tempi… (dove si parla di HUGO CABRET e si riparla di MIDNIGHT IN PARIS e di THE ARTIST)

Ho visto HUGO CABRET insieme alla solita ballotta. Film accattivante e ben diretto (Scorsese punta all’Oscar, whynot?), pieno di nostalgia.

Ecco, è della nostalgia che voglio parlare. Dopo (se proprio ci tenete) vi descrivo il film. Dopo.

  • il presente è grigio e deludente (tutti a sognare le Maldive e le crociere tipo LOVE BOAT… e le navi fanno patatrac e alle Maldive c’è un casino)
  • il futuro fa paura (disoccupazione e inquinamento alle stelle, caos monetario e Grecia kaputt)
  • resta il passato: questo spiega il successo di THE ARTIST (ah, l’età d’oro di Hollywood…) e di MIDNIGHT IN PARIS (ah, gli anni folli, Josephine Baker, Cole Porter, Picasso, Hemingway ecc)

Però, a pensarci bene, non erano tanto belli i “bei tempi”.

In quegli anni la fame e la “spagnola” fecero morire milioni di donne, uomini e bambini e la crisi del ’29 trasformò in disoccupati milioni di lavoratori.

Per non parlare di quei mattacchioni di Mussolini, Stalin e Hitler (lager, gulag, la notte dei lunghi coltelli, i fratelli Rosselli uccisi nella gaia Parigi e Trotsky in Messico…).

No, non mi entusiasma troppo il ricordo degli anni ’20 e ’30.

Tuttavia, sono disposto a fare un’eccezione “cinefila”. Immaginate di essere a Parigi nel 1931 (al cinema danno Le million di René Clair) e di frequentare un negozio di giocattoli che permette a Georges Meliès di tirare a campare.

Nel negozio potete vedere un ragazzino (si chiama Hugo) dotato di eccezionali capacità manuali. Capace di riparare un vecchio robot, pieno di viti e rotelline. Con l’aiuto di una misteriosa chiave il robot comincia a disegnare IL FACCIONE DI UNA LUNA ANIMATA CON UN RAZZO CONFICCATO NELL’OCCHIO DESTRO (vedi foto).

Occorre aggiungere altro? Qui si ritorna alle origini di quel mondo di sogni che si chiama CINEMA.

Per cui, anche se la storia è sostanzialmente una favola (ma piace anche agli adulti), la nostalgia gioca l’Asso di Briscola e (forse) vince l’Oscar. Vai a sapere…

Gli attori:

  • Ben Kingsley (già Oscarizzato per aver interpretato Gandhi nel 1982) è George Meliès
  • Helen McCrory (in THE QUEEN era la moglie di Blair) è la signora Meliès
  • Asa Butterfield (era il protagonista del BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE) è Hugo
  • Chloe Moretz (la supergirl di KICK-ASS) è Isabelle

Postilla finale. Aggiungo alla nostalgia cinefila quella per i “bei tempi”pretelevisivi in cui bambine e bambini giocavano con giocattoli meccanici (il Meccano: viti e rotelline…) e non si rincretinivano fin da poppanti di TV e di videogiochi.

cabretmelies

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11 commentiLascia un commento

  1. http://www.youtube.com/watch?v=4Wcg2-m1Me8 😀 😀

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  2. Mah, secondo me un po’ di nostalgia non fa male, potrebbe essere anche utile (a meno che non sia tipo quella del filmato passato sopra da Sailor Fede :D). L’importante è mettere le cose nella giusta prospettiva.

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  3. Ho visto solo quello di Allen e mi è piaciuto 🙂

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  4. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che gli anni ’20 e ’30 non siano stati troppo eccezionali se pensiamo alle varie dittature in Europa, alla guerra mondiale incombente e alla stragrande maggioranza della popolazione che viveva in condizioni di povertà… però Midnight in Paris (che mi è piaciuto poco a dire il vero) ci insegna che ogni uomo guarda al passato per rendere più dolce il proprio presente e che non esiste un’epoca d’oro. Però tutti si meritano di sognare ogni tanto 🙂

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  5. Grazie al cielo non ho visto Meliès al cinema, per fortuna c’è Scorsese. Non hai parlato del 3-D: è la crisi che ti fa vedere tutto in due dimensioni?

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    • è vero, non ne ho parlato
      il fatto è che il 3D aggiunge spettacolarità (ci mancherebbe altro), ma non è essenziale

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  6. Grazie anche per il commento di oggi… CIAO!!!

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  7. Più che nostalgia dei tempi penso che si parli proprio di nostalgia artistica. Erano anni speciali per artisti di ogni tipo, probabilmente la loro arte veniva anche enfatizzata dalla miseria in cui erano cresciuti, dall’eccesso e dalla sana ignoranza. Oggi siamo tartassati da artisti e pseudo artisti di ogni tipo, e alla fine riusciamo sempre ad elevare a modello ‘l’artista’ sbagliato.
    Ok, forse ho scritto abbastanza boiate.
    Ciao!

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    • infatti anch’io parlavo di NOSTALGIA CINEFILA
      per uno come me, un film di Max Reinhardt, Lubitsch o Murnau rappresenta un tessssoro (come l’Anello per Gollum)
      ma, certamente diranno molti, il tempo presente è MIGLIORE: abbiamo i capolavori di Fausto Brizzi e di Federico Moccia…
      no, non hai scritto boiate, Emanuel

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  8. Confesso, per il momento, di aver visto solo quello di Allen. Mi è piaciuto veramente tanto. Film che fanno bene all’anima, nostalgici al punto giusto. Certo, ogni tempo ha i suoi pregi e i suoi difetti…

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    • hai ragione, newmoon…
      ogni tempo ha pregi e difetti: l’Ottocento aveva Chopin e il colera, il Novecento aveva il jazz e la bomba atomica!
      il film di Woody meriterebbe l’Oscar, ma sarà dura: prevedo THE ARTIST (è troppo furbo) e SCORSESE come miglior regista

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