Ritorno a Bright Star

La domanda a cui cercherò di rispondere è la seguente.

PERCHE’ nel cinema anglosassone ci sono tantissimi esempi di bambine/i che sanno recitare BENISSIMO (Jackie Coogan, Freddie Highmore, Dakota Fanning, Hailee Steinfeld ecc) e IN ITALIA NO?

Se volete seguirmi, armatevi di santa pazienza perché devo aprire una divagazione MOLTO LUNGA.

Quando un film mi piace DAVVERO lo voglio subito rivedere (ci sono tanti dettagli che sfuggono la prima volta…)

Se è il caso, compro il DVD (mi sono pentito solo una volta di averlo fatto, magari un giorno vi dico il titolo di quel film), il che mi permette di

  • ascoltare la versione originale e, grazie ai sottotitoli, fare progressi nelle lingue straniere
  • fermare l’immagine e godermela (quando l’immagine vale la pena di essere fermata)
  • vedere fino in fondo i titoli di coda (spesso ci sono degli extra deliziosi nascosti lì, ma in sala me li perdo quasi sempre perché nel frattempo è iniziato il dibbbbattito con gli amici: mi è piaciuto, vi è piaciuto?, grande interpretazione ma però, avete colto la citazione?…)
  • varie ed eventuali
Sto rivedendo in questi giorni pasquali il dvd di BRIGHT STAR e più lo vedo più mi affascina (l’avevo già lodato
https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/06/22/bright-star/)
Compito difficile (raccontare gli ultimi anni e la morte di Keats), ma svolto alla perfezione dalla regista Jane Campion, responsabile anche del soggetto e della sceneggiatura.
Evitando il rischio del patetico, l’amore romantico è descritto e ammantato da musiche incantevoli (Mozart, soprattutto Mozart); perfetta la fotografia, costumi da Oscar.
Quanto agli attori, rinnovo l’applauso a Abbie Cornish (la protagonista), a Ben Whishaw (Keats) e a Paul Schneider (il cinico amico di lui; ripensandoci, anche questo personaggio ha un suo perché).
E qui arriviamo al punto: la protagonista ha una sorella di circa 10 anni (interpretata molto bene da tale Edie Martin) che continua a chiedersi se “il signor Keats è un idiota o no”.
A questo punto chiudo la divagazione MOLTO LUNGA.

Dunque, perché da noi non ci sono (tranne rare eccezioni) dei J. Coogan, dei F. Highmore, delle sorelle Fanning e (appunto) delle Evie Martin?

Una prima risposta è che là ci sono SCUOLE SPECIALI di recitazione e qua no (facciamo fatica a far funzionare le scuole normali…).
E poi, lo ha detto Maurizio Nichetti da qualche parte, i piccoli attori italiani, “gonfiati” dalle rispettive mamme, papà, zie ecc, sono affetti da PROTAGONISMO.
ESIGONO ruoli importanti, sognano carriere rapidissime in TV (dove si lavora poco e si guadagna molto), non sopportano di essere scartati a un provino…
D’altra parte, il nostro cinema sembra non avere ruoli adatti a loro. L’ultima parte degna di tal nome data a un under 14 risale a Baarìa (Peppino Torrenuova da piccolo); poi solo particine mute o quasi.
Per pareggiare l’interpretazione di George McLaren in HEREAFTER (il gemello superstite) bisogna sommare decine delle nostre commediole. 

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2 commentiLascia un commento

  1. Altra dimostrazione di come la tv crei danni al cervello e allo società: causa continua programmi con bambini al centro dell’attenzione, soprattutto in ambito CANORO, si insegna alla nuove generazioni quanto sia inutile la gavetta e quanto sia facile arrivare al successo, basta apparire in televisione… e chissenefrega dello studio, dell’impegno e delle tante delusioni prima di raggiungere il traguardo!!
    p.s. ho evitato di aprire parentesi circa i genitori e i bambini ritenuti geni in ambito canoro, credo che la pensiamo allo stesso modo.

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    • VERO, il sogno dei nostri fanciulli/e è andare in TV (grandefratello, Xfactor, ecc): si guadagna molto e non occorre essere bravi…
      la recitazione è una faccenda seria: bisogna studiare studiare studiare (e non sempre si guadagnano milioni)
      P.S. tra le attrici che cominciarono presto dimenticavo di citare Kate Winslet: a nove anni era già una stakanovista del set!

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