Tra Checco Zalone e Clint Eastwood….

….c’è di mezzo un mare, anzi un oceano.

HEREAFTER e CHE BELLA GIORNATA sono film diversissimi e diversissimo è il mio giudizio.

A HEREAFTER dedicherò il prossimo post. Per il momento mi limito a osservare che il pubblico italiano non ha mai amato storie in cui si parli della morte, direttamente o indirettamente.

Siamo fatti così. Sappiamo di dover tutti morire, ma alludere a questa incontestabile verità induce i più a gesti poco eleganti. Perciò film (tragici o comici) che parlino della morte e di un’eventuale vita futura da noi hanno vita difficile.

Un esempio: https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/02/28/fantasmi-a-roma-il-film/

Quanto a CHE BELLA GIORNATA (che invece ha avuto un eccezionale successo di pubblico) non dirò che è brutto. Strappa il sei, inteso come sufficienza. Fa comunque riflettere su quale brutto paese abitiamo. Cito alcuni episodi:

  • il padre del protagonista è (più che un militare) un MERCENARIO (gli piace andare in missione all’estero per stare lontano dalla moglie) e si rallegra al pensiero che la guerra in medioriente possa coinvolgere anche l’Iran; così guadagnerà di più
  • un maresciallo dei carabinieri ricatta un parroco (restio ad accettare una musulmana come madrina di battesimo) dicendogli “vuoi che la tolga la multa a tua nipote o no?”
  • un vigile urbano non multa un motociclista senza casco; è troppo impegnato a chiudere una strada pubblica per una festa privata (il battesimo di cui sopra)

Eccetera. In questa commediola si descrive un’Italia cinica e qualunquista, dove studiare non serve a niente e gli incompetenti trionfano.

In sintesi si ridacchia, ma in bocca resta l’amaro.

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Published in: on gennaio 12, 2011 at 12:42 pm  Comments (4)  
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4 commentiLascia un commento

  1. condivido. Di Zalone ho visto anche Cado dalle Nubi e, come dire, sembra in entrambi i casi un testo costruito attorno al personaggio; ci si diverte, come dici tu, senza soprattutto scadere nel cinepanettone di turno. Chiamarla commedia mi sembra eccessivo però come dici tu è positivo che ci sia anche una satira della società italiana.

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    • infatti, si può considerare SATIRA
      ma c’è satira e satira: si può deprecare che l’Italia sia così (come credo faccia Antonio Albanese nel suo QUALUNQUEMENTE) oppure si può fare dello sterile qualunquismo (siamo fatti così, che ci vuoi fare?)

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  2. si, hai ragione: forse è un po’ ammiccante. Ma sempre meglio, a mio parere, che dipingere un’Italia felix.

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  3. Senza aver visto il film posso dedurre che le scene da te citate non siano proprio ciniche o qualunquiste. Questi termini negli anni si sono evoluti in qualcos’altro: il privato che supera la res publica ad esempio, e non voglio parlare di Berlusconi, altrimenti supero le righe consentite per il commento…

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