La bellezza del somaro

Sergio Castellitto ha molti amici (la cosa non stupisce: è un simpaticone) e li vuole far lavorare nel cinema.

Ma questo film viene male, come un soufflé che non sale.

Troppi personaggi inutili (per via dei molti amici di cui sopra), compreso un adolescente complessato che gira con un pitone intorno al collo. E le scene danno l’impressione che essere state girate in fretta (“buona la prima” o al massimo la seconda: si sa che ripetere molte volte la stessa scena COSTA MOLTO anche in termini di tensione nervosa) e il finale è frettoloso.

Tra i tanti il più simpatico è il guru interpretato da Enzo Jannacci.

La scena del supermercato, in cui abilmente “copre” una cleptomane, è la migliore in assoluto.

La giovane Nina Torresi (personaggio centrale, che provoca una reazione a catena nei genitori annunciando di essersi fidanzata a un settantenne) è “caruccia” (come dicono a Roma), ma è facile per una diciassettenne essere bella. E’ la “bellezza del somaro”.

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Published in: on dicembre 20, 2010 at 9:53 am  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. A mio parere un’opera inconcludente, inutilmente e fastidiosamente urlata, che -pur vorticosa nel ritmo e nel montaggio- rasenta sovente la noia.

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