i film delle feste

Questo non è un gran periodo per i cinefili. Non c’è molto di nuovo (a parte le solite panettonate) e c’è troppa gente in sala.

Ho rivisto NOI CREDEVAMO (ci tenevo a farlo giudicare da mio figlio, appena tornato da Londra) nel cinemino di via Pietralata e ho visto (e recensito) IL VIAGGIO DEL VELIERO e LA BELLEZZA DEL SOMARO

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/12/26/il-viaggio-del-veliero-inteso-come-film/

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/12/20/la-bellezza-del-somaro/

Ora dedico il post a LA BANDA DEI BABBI NATALE, con Aldo Giovanni & Giacomo.

Premetto che l’umorismo di questi tre è di un tipo particolare.

Difatti non a tutti piace. E’ diversissimo da quello della commedia all’italiana (da Sordi a Verdone, da Totò a Ficarra&Picone) e semmai mi ricorda il duo Cochi e Renato. Infatti Cochi Ponzoni appare nel film, in una particina.

Cito una di queste situazioni surreali. Aldo si è chiuso dentro l’auto di Giacomo “per riflettere” e non trova più il modo di uscire. Giacomo fa di tutto per aprire la portiera ma non ci riesce. Arriva Giovanni. Richiesto di aiuto si limita a pronunciare (a bassa voce) due parole: “Dài, esci…” Un istante dopo Aldo esce

In sintesi estrema, a me è piaciuto.

E non solo a me: le risate in sala (il Medica) erano frequenti e fragorose, gli incassi in tutta Italia sono più che cospicui e sfidano quelli del becero NATALE IN SUDAFRICA.

TRAMA ESSENZIALE. Tre amici sono arrestati mentre scalano la facciata di un palazzo milanese, vestiti da babbonatale. Interrogati dal commissario Bestetti (Angela Finocchiaro) ricostruiscono in flashback le vicende che li hanno portati a compiere un atto apparentemente criminoso.

In realtà non erano venuti a portar via, ma a rimettere un oggetto sotto l’albero di Natale. Chiarito l’equivoco, il film non finisce: arrivano in commissariato (comprensibilmente furibondi) la fidanzata di Giovanni e il di lei padre. Chi glielo spiega che Giovanni è già sposato?


Published in: on dicembre 29, 2010 at 7:20 PM  Comments (4)  
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nuove figurine per il presepio

La tradizione vuole che nei presepi (soprattutto a Napoli) si introducano personaggi legati all’attualità. C’è stata la Loren, ci sono stati Lauro, Modugno, Moshe Dayan, Totò, Maradona, Giovanni Paolo II, Gorbaciov, Pino Daniele, Obama ecc

Quest’anno chi ci metteranno?

Provo a immaginare il presepio 2010. In primis Silvio I (sire di Bungabunga) circondato dal suo harem (ben riconoscibile Mara Carfagna) e ci metterei anche la signorina Belen Rodriguez, magari senza la testa, come la disegna Stefano Disegni.

E poi Sarkozy contestato dai francesi, Carlo e Camilla contestati dagli studenti inglesi… e mi fermo qui perché non c’è abbastanza posto (anche nel presepio più grande) per mettere tutti i simboli della protesta giovanile.

Ma non possono mancare Bertolaso e i suoi terremoto-boys. E sullo sfondo ci stanno bene un paio di autocompattatori carbonizzati.

Al posto d’onore dovrei mettere LIU XIAOBO, premio nobel per la Pace. Ma la statuina non ce l’ho… Ovvio, tutte le statuine sono prodotte in Cina.

Comunque, BUON NATALE a tutti!!!!

Published in: on dicembre 22, 2010 at 10:25 am  Comments (6)  
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IL VIAGGIO DEL VELIERO, inteso come romanzo

Questo romanzo (scritto nel 1952 da Clive S. Lewis) è popolarissimo in Inghilterra.

Me l’ha confermato R. Weatherill (da Harrogate, Yorkshire): lo hanno letto praticamente tutti gli inglesi, dagli anni ’50 in poi, e la scena iniziale in cui i protagonisti “terrestri” entrano surrealmente nel quadro che raffigura il Veliero ha fatto lavorare la fantasia di infinite ragazze e ragazzi.

Poiché la versione cinematografica sta arrivando sugli schermi italiani, me lo sono riletto.

Sintetizzo la trama. I fratelli Pevensie ogni tanto finiscono nel favoloso regno di Narnia e si mettono regolarmente nei guai (ma poi arriva Aslan e aggiusta tutto). In questo caso sono solo Edmund e Lucy (i più giovani del quartetto) a ritrovarsi sul vascello del Re narniano Caspian.

Assieme a loro c’è il cugino Eustace Scrubb. Un vero stronzo (scusate il francesismo), arrogante, vile e avido. La sua avidità lo renderà vittima di un incantesimo… e mi fermo qui, per il momento. Se ci tenete davvero a sapere come va a finire VE LO DIRO’ DOPO L’IMMAGINE.

Qui voglio aggiungere che, tra i 7 romanzi delle CRONACHE DI NARNIA, questo è il più “tolkieniano”. I protagonisti (Eustace, Lucy, Caspian ecc) sono a turno tentati dal potere assoluto. Lucy sfogliando un libro di magie si accorge che potrebbe (pronunciando una formula) acquistare una bellezza sovrumana e avere tutti gli uomini in ginocchio davanti a lei. Re Caspian, davanti a uno specchio d’acqua che trasforma in oro ogni oggetto che vi si bagni, perde la testa ecc.

Niente di strano, se si pensa che Tolkien in quegli anni lavorava alla pubblicazione de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, le cui pagine Lewis conosceva molto bene. E non è difficile scoprire analogie tra il bracciale di diamanti che Scrubb si infila al braccio (e che gli porterà un danno quasi mortale) e l’Anello di Sauron.


Come va a finire? Dopo una serie di avventure in svariate isole (tipo Odissea) il Dawn Treader, il vascello reale, arriva al Limite Orientale del Mondo di Narnia (che non è sferico come il nostro, bensì piatto).

Perchè tutti possano tornare a casa occorre che uno degli avventurieri oltrepassi volontariamente quel Limite (è una metafora della morte). Sarà Ciripì, il topo spadaccino, a farlo: camminando su una distesa di ninfee bianche uscirà da Narnia per entrare nel Regno del leone Aslan dove vivrà per sempre, felice e contento.

Re Caspian (diventato meno spaccone di come era all’inizio della storia) e il suo equipaggio torneranno al loro porto. Lucy, Edmund e il cugino Scrubb (guarito dai suoi difetti) si ritroveranno nella stanza in cui tutto era cominciato.