una bambina chiamata MOMO

Cominciamo dal romanzo.

Michael Ende scrisse MOMO nel 1972. Risiedeva a Genzano e nella “antica città” in cui si svolge l’azione è facilmente riconoscibile Roma.

La storia raccontata da Ende può essere letta semplicemente come FIABA: una bambina saggia e coraggiosa è minacciata dai Cattivi (i SIGNORI GRIGI), ma con l’aiuto di un Mago (MASTRO HORA) riesce ad annientarli.

Ma c’è un altro livello di lettura, di cui sono capaci lettrici/lettori dai 14 anni in su. Lo so perchè ho proposto MOMO per tanti anni nel gioco didattico BOOKLAND.

A questo livello, il romanzo diventa “filosofico”. I demoniaci SIGNORI GRIGI sono il simbolo del sistema alienante e frenetico in cui viviamo. Seducono i bambini con il consumismo (uno di loro regala a Momo una specie di super Barbie con annessi infiniti accessori, ma Momo rifiuta) e rovinano la vita degli adulti spingendoli a lavorare sempre più in fretta e in condizioni sempre più stressanti.

La misteriosa Banca del Tempo può essere quindi vista come metafora del capitalismo.

Nel film d’animazione MOMO ALLA CONQUISTA DEL TEMPO (2001) si rimane al livello fiabesco. Difatti è piaciuto a bambini molto piccoli, un po’ meno agli adolescenti, proprio per niente agli adulti.

Aggiungo, per concludere, che nel film il personaggio di Gigi Cicerone è notevolmente modificato per un motivo che (se proprio volete saperlo) ha a che fare con la pedofilia. Nel romanzo Gigi è un adulto (lavora come guida turistica, poi in televisione, dove i Signori Grigi neutralizzano il suo potenziale eversivo) MA NEL FILM Gigi dimostra 15 anni (che sia diventato un famoso autore di fiabe è alquanto improbabile, ma almeno il suo amore per Momo non fa pensar male).

Published in: on ottobre 28, 2010 at 11:29 am  Comments (5)  
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