Psycho all’italiana

Sto preparando un post sul film di Hitchcock.

Secondo me (ma siamo in molti a pensarlo) Psycho (1960) è il più appassionante e il più riuscito thriller della storia del cinema.

Mi piacciono molto anche Vertigo (1958) e L’uomo che sapeva troppo (1956), ma non c’è gara con Psycho.

Ne riparlerò. Oggi, però, ho letto di un furbacchione a Catania che conservava il cadavere della zia in un grande frigorifero. Lo faceva per godersi la sua ricca pensione (aveva la delega all’incasso). La polizia ha scoperto tutto in seguito alla “soffiata” dei vicini.

Interessante versione italiana del tema. Non c’è omicidio, ma c’è l’occultamento di un cadavere e la truffa ai danni dell’INPS.

L’omicidio è più appassionante, più romantico direi. Siamo abituati da sempre a casi di omicidio (da Montalbano a Derrick, da Maigret a CSI tutti si occupano di omicidi, almeno tentati)

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/09/25/perche-ce-tanta-polizia-nelle-fiction-televisive/ 

In Italia però siamo sommersi da delitti meno spettacolari, ma comunque gravissimi: corruzione, evasione fiscale, abuso di potere, truffa, peculato, estorsione (avete presenti quei simpaticoni che chiedono il pizzo? che di fatto paralizzano l’economia di intere regioni?) malversazione, bancarotta fraudolenta e così via.

Ecco, vorrei tanto che i cervelloni della lotta-al-crimine televisiva e cinematografica (siano giudici, commissari, carabinieri, signore ingiallo… e mettiamoci anche Don Matteo e il commissario Rex) si dedicassero anche a questi delitti. E arrivassero a smascherare i tanti farabutti che allietano il Belpaese (ivi compresi quelli che occultano il cadavere della zia) magari senza bisogno di aspettare la “soffiata”.

Published in: on settembre 2, 2010 at 2:03 pm  Comments (5)  
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