TOY STORY 3, film

Una storia per tutti, dai 3 ai 99 anni. I piccoli apprezzano i bei colori e le scene d’azione, i meno piccoli sono colpiti dalla complessa personalità del megaorsacchiotto Lotzo che, apparentemente bonario leader della comunità dei giocattoli, si rivela un crudelissimo despota (ma -detto a sua attenuante- ha alle spalle un trauma “infantile”).

Si ride molto (i duetti tra Barbie e Ken, l’astronauta Buzz che diventa spagnolo) e non mancano i momenti commoventi.

Insomma un mix ben riuscito. Dopo aver riassunto la trama, aggiungerò due considerazioni extra-vaganti.

Momento drammatico per i giocattoli di Andy: il loro padrone (ormai 17enne) sta per lasciarli. Porterà con sè solo il prediletto Woody (cosa ci farà con un giocattolo al college? misteri della psiche adolescenziale…) e tutti gli altri finiranno in soffitta. Woody non vuole separarsi dagli amici. Finiscono tutti in un asilo di bimbi pestiferi, evadono in massa, rischiano di essere inceneriti e finalmente trovano la giusta collocazione nella casa di una bimba ricca di fantasia.

Considerazioni finali:

  • com’è bello vedere bambini che preferiscono evitare TV e videogiochi (non se ne vede uno in tutto il film!) e usare la loro fantasia con giocattoli “semplici”, non particolarmente sofisticati!
  • lodevolissima la generosità con cui Andy non solo regala tutti i suoi giocattoli (compreso Woody) alla bimba Bonnie, ma le descrive le “caratteristiche ludiche” di ogni singolo pezzo

Infine, il doppiaggio: godetevi le belle voci di Giorgio Faletti, Fabio de Luigi, Claudia Gerini, Massimo Dapporto, Riccardo Garrone, Gerry Scotti, ecc