Sarum, romanzo di E. Rutherfurd

Mantengo la promessa fatta ieri l’altro.

Dopo aver letto con crescente perplessità La biblioteca dei morti ho ripreso SARUM dallo scaffale dei miei preferiti.

(Ri)leggere un libro così (dopo la ciofeca precedente) è come respirare l’aria fresca dei boschi sopra Vidiciatico dopo una settimana di smog cittadino.

SARUM, più che un romanzo, è una collana di romanzi brevi, tutti ambientati nella regione di Salisbury (Inghilterra meridionale)

Si comincia nel 7000 a. C. e si arriva ai giorni nostri, attraverso la costruzione di Stonehenge, l’impero romano, il medioevo, l’età elisabettiana, le guerre di Cromwell…

Gli episodi migliori?

    SORVIODUNUM (121 pagine): un giovane romano (Caius Porteius, dal cui nome derivano i tantissimi PORTER dell’odierna Salisbury) sposa la figlia di Tosutigus, il capo-tribù celta, e introduce l’allevamento delle pecore nella regione. Molto ben descritta l’evoluzione psicologica del protagonista, prima dominato unicamente dal senso del dovere, ma poi felice di integrarsi tra i britanni.
    LA MORTE (75 pagine): la terribile epidemia di peste bubbonica del 1348, che spopolò la città e il contado, consentendo al clan dei Wilson (l’oscura “gente del fiume”) di arricchirsi rapidamente e diventare nel giro di due generazioni la famiglia più potente di Salisbury.
    NUOVO MONDO (80 pagine): il tumultuoso periodo Tudor tra idealisti, fanatici, doppiogiochisti, allegre prostitute, avventurieri e roghi; la scaltra Abigail Mason, approfittando dei conflitti di religione, realizza l’uxoricidio perfetto.
    In sintesi, una serie di storie ben raccontate, tra Agatha Christie e Ken Follet (certe situazioni ricordano I PILASTRI DELLA TERRA, che però è stato pubblicato 2 anni dopo).
Published in: on giugno 1, 2010 at 7:38 am  Comments (2)  
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