il federale, film con UGO TOGNAZZI

Forse è il film migliore interpretato dal grande Ugo. Diciamo che è quello che mi piace di più.

TRAMA. Alla fine del maggio 1944, il fascistissimo Arcovazzi cattura il leader antifascista prof. Bonafè. Se riuscirà a portarlo dall’Abruzzo a Roma sarà promosso “federale”.

Ma il viaggio della strana coppia è ostacolato da molti ostacoli, non ultimo la cattura di entrambi da parte dei tedeschi (Hitler in persona vuole che gli sia portato Bonafè, non proprio per onorarlo). Infine arrivano a Roma, già occupata dagli americani. Arcovazzi sta per essere fucilato, ma Bonafè gli salva la vita.

Bel film, ricco di trovate comiche e di ottime interpretazioni. Luciano Salce (anche regista) è il comandante tedesco, Gianrico Tedeschi è un poeta imboscato. Esordio per la 15enne Stefania Sandrelli, una furbastra che approfitta del caos per arricchirsi: all’inizio è una piccola truffatrice, pochi giorni dopo la troviamo a Roma, promossa al rango di imprenditrice (una così, oggi, sarebbe almeno sottosegretario a qualcosa).

Soprattutto ho apprezzato l’interpretazione di Ugo. Non fa la solita “macchietta”. E’ comico, ma assurge in certi momenti a una statura tragica (tragedia all’italiana, visto che sopravvive).

All’inizio la sua fede nel fascismo è granitica (“ha impiegato 20 anni per imparare quello che sa, glie ne vorrebbero altrettanti per cambiare idea”), poi comincia a vacillare. Alla fine ha capito che si può essere eroi in modi diversi e che l’INFINITO di Leopardi è meglio dei versi:

“chi all’assalto ci conduce? IL DUCE

chi è la guida dei nostri destini? MUSSOLINI”