L’assalto al grande convoglio

Racconto di Dino Buzzati, pubblicato nella raccolta 60 racconti (1958).

Piace molto ai ragazzi, molto meno alle ragazze (che si chiedono “ma questi briganti non avevano donne nella loro vita?” e spesso non apprezzano il finale fiabesco del racconto): i voti, in media, variano tra il 6 e il 6,5. Grosso modo: 8 per i maschi, 5 per le ragazze.

TRAMA. Gaspare Planetta esce di prigione ormai vecchio e ritorna alla banda di cui era stato il capo. Ma ormai non gli obbedisce più nessuno e lui decide di mettersi in proprio. Proprio per dimostrare a se stesso e agli altri che non è finito, tenterà un’impresa veramente temeraria.

 Assalirà DA SOLO un convoglio di carrozze che trasporta un tesoro colossale. Poi fuggirà in Oriente col malloppo.

Un giovane brigante gli chiede di partecipare al “grande colpo”.

Come finirà? (ve lo dico dopo l’immagine)


 

 

 

 

L’assalto si conclude tragicamente. Gaspare e il suo compagno sono un facile bersaglio per i fucili della scorta. Si ritrovano così tra i fantasmi dei vecchi briganti e cavalcano con loro “in un mondo migliore”.

Personalmente, lo considero uno dei racconti più riusciti di Buzzati. C’è un’ottima ricostruzione dell’ambiente, tra i boschi e le stradine di un’Italia del passato remoto (inizi dell’800, presumo), c’è la suspence e la commozione della catastrofe finale.

E soprattutto c’è il ritratto di un eroe sconfitto: il vecchio brigante che non vuole arrendersi all’inesorabile declino e preferisce morire col fucile in mano piuttosto che invecchiare nella miseria, solo e dimenticato.

Published in: on marzo 12, 2010 at 8:30 pm  Comments (2)  
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