philip seymour hoffman

E’ ammirevole la quantità di attori bravissimi che nel mondo anglosassone passano tranquillamente da ruoli comici al dramma, dalla parte del “cattivo” a quella dell’eroe.

Da noi, diciamoci la verità, di attori così se ne trovano pochi: Castellitto, Rubini, Placido… vabbè, ce ne sono anche qui (magari la prossima volta ne parliamo). 

Stavolta voglio rendere omaggio a Ph. S. Hoffman.

Elencherò solo le sue interpretazioni più recenti.

  • è stato Truman Capote nel film omonimo (2005): un po’ gigione, ma ha beccato l’OSCAR
  • è stato il cattivissimo Owen Davian in Mission Impossible (2006)
  • è stato un cinico agente della CIA (abile nel suo mestieraccio, ma profeticamente scettico) in La guerra di Charlie Wilson (2007)
  • è stato (sempre nel 2007) un imprenditore senza scrupoli, travolto dalla droga e dalla propria avidità in Onora il padre e la madre
  • è stato un prete sospettato di pedofilia in un bel film del 2008: IL DUBBIO; nomination per l’Oscar per il miglior attore non protagonista (lo ha battuto per un soffio Javier Bardem)
  • è stato un simpaticissimo dj in I love radio rock (2009, nomination in arrivo?), film molto bello (adesso che ho il DVD me lo rivedo con mucho gusto) che ha il grave difetto di non comprendere neanche una canzone dei Beatles (pare che i diritti d’autore siano costosissimi).

So long, Philip. Al prossimo film.