il giovane Shakespeare in un romanzo romanzesco

Scopo del gioco didattico BOOKLAND è invogliare i giovani (12-16enni) a prendere in mano un romanzo e a prendere il vizio di leggere.

http://digilander.libero.it/bookland/

Le classi partecipanti hanno la facoltà di sostituire fino a 2 dei testi prefissati con altrettanti di loro scelta. Quest’anno una classe delle scuole medie ZANOTTI di Bologna ha proposto WILLIAM SHAKESPEARE E LA MAPPA DELL’IGNOTO di tale R. J. Harris.

E io (per dovere professionale) me lo sono dovuto leggere.

Dico subito che il valore letterario di questo romanzo è molto modesto. Poco male: l’importante è che le alunne/alunni di detta classe comincino ad provare il gusto della lettura. Quel che conta è salpare le ancore.

Poi, seguendo le loro predilezioni e seguendo qualche buon consiglio degli adulti, scopriranno quanto è vasto l’oceano.

Accetto perciò WILLIAM ecc come testo jolly per la II F delle Zanotti e ne accludo la copertina. Dopo di che, se proprio ci tenete, vi racconterò la trama.

Anno 1579. Nella Torre di Londra un 15enne prigioniero di Stradford-on-Avon (indovinate come si chiama?) rischia grosso.

ALTO TRADIMENTO: uno degli sgherri di Francis Walshingham lo ha sorpreso a recitare l’Ave Maria, in latino! Dunque è cattolico! Con una buona dose di torture sarà facile fargli denunciare tutti i traditori, a cominciare dai suoi famigliari.

Solo una fortunosa evasione eviterà che la testa e le membra squartate del giovane Will vadano a decorare le porte di Londra.

Tutto finisce bene. William e i suoi amici impediscono (durante uno spettacolo teatrale) l’assassinio del duca d’Anjou, fratello del re di Francia. La regina Elisabetta li prende sotto la sua protezione e Will decide che farà l’attore.

240 pagine, ripeto non di eccelsa fattura. Ma c’è tutto quello che può appassionare i lettori di 12-14 anni: un protagonista coetaneo, continui colpi di scena, il brivido della morte, una affascinante regina dei pirati, un ambasciatore spagnolo dalla pistola facile, ecc.

Buona lettura alla II F…

Ah, dimenticavo! Uno dei personaggi minori è Edward de Vere, conte di Oxford. Secondo alcuni studiosi sarebbe lui IL VERO AUTORE delle opere di W. Shakespeare (il quale non sarebbe stato che un prestanome).

Questione che lascio ai filologi. Nel romanzo non si accenna a nulla di tutto ciò. Forse l’autore (qualcosa mi dice che R.J.Harris è uno pseudonimo) prepara un sequel. Nel qual caso, mi prenoto fin d’ora.