VINCERE, film di Marco Bellocchio

Un film molto ben strutturato (e interpretato da una maiuscola Giovanna Mezzogiorno), basato su una storia vera.

Ida Dalsèr conobbe veramente Mussolini nel 1907, lo seguì a Milano, ne ebbe un figlio. Ma il futuro duce si rimise con Rachele e la povera Ida, che continuava a ripetere a tutti di essere la moglie di Mussolini, venne rinchiusa in manicomio. Stessa sorte avrà il figlio, molti anni dopo.

Le scene più impressionanti sono proprio quelle nei manicomi: il dramma di Ida si snoda tra brutalità, cinismo burocratico e qualche atto di pietà (una suora l’aiuta a evadere), nel quadro complessivo della dittatura fascista.

Opportunamente il regista Bellocchio, volendo fare un film didattico, inserisce documenti filmati dell’epoca: l’attentato di Serajevo, Lenin, Mussolini a Berlino, la dichiarazione di guerra del ’40 ecc.

In alcuni casi la funzione didascalica straripa un po’: ad esempio, era necessario lo striscione FESTA SOCIALISTA su una pista di ballerini, poi manganellati dalle camicie nere? Oggi è così, certamente, ma nel 1921 si ballava anche senza striscione.

Lodo comunque due trovate della regia.

Nella scena iniziale il giovane Mussolini si presenta a un dibattito sull’esistenza di Dio: “Sfido Dio a fulminarmi entro i prossimi cinque minuti! Se non lo fa, NON ESISTE!” La scena è riproposta alla fine del film, prima che una scritta sullo schermo ci ricordi della fucilazione del duce nel ’45. Dio se l’è presa comoda, ma ha risposto alla sfida.

Seconda trovata: l’attore che impersona Benito Mussolini nel 1914 (Filippo Timi, un po’ gigionesco) impersona anche il figlio Benito Albino nel 1937, che si diverte a “fare” il Duce davanti agli amici.

Ultima osservazione. In uno dei filmati, il Duce si esibisce dal balcone di Piazza Venezia con tanta guitteria da sfiorare il ridicolo. Sembra la parodia di se stesso, sembra Corrado Guzzanti.

E INVECE NO, era proprio così: era davvero il trionfo dell’irrazionalità, il trionfo del grottesco culto dell’irrazionalità.

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Published in: on giugno 1, 2009 at 12:51 pm  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Non vedo l’ora di vederlo. Quanto al Duce, abbiamo poco da scandalizzarci: il suo emulo odierno non ha nulla da invidiargli, quanto a ipertrofia dell’Ego e culto della personalità… 😦

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  2. Non posso non andarlo a vedere questo Sabato dopo aver letto il tuo parere. (in realtà, lo avevo già programmato…) 😉

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  3. Ce l’ ho in lista, insieme ad Antichrist!!

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  4. Questo film è molto interessante perché mette in risalto tratti del Mussolini uomo, piuttosto che dittatore. Una pericolosissima forma di striscante revisionismo tende a sottolineare quanto Mussolini (almeno fino alla proclamazione delle leggi raziali) si comportasse in maniera diversa dall’alleato Hitler. Questo revisionismo tende a presentare Mussolini come, tutto sommato, una brava persona, che ha fatto anche cose buone per il paese. Se non, addirittura, un grande statista…

    Questo film ha il merito di mostrarci la natura cinica e…menefreghista del mussolini uomo: un uomo piccolo e meschino.

    Complimenti a Bellocchio per aver scelto questa storia per disegnare questo ritratto.

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  5. grazie per i tuoi consigli…approfitterò.
    Poi in estate li ridanno all’aperto, almeno nel mio paese
    ciao

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