CASABLANCA, il mito

Ogni tanto mi rivedo il DVD di questo vecchio, leggendario, Warner Bros.

Mi dà i brividi. Non voglio dire che Casablanca mi piace da morire: ha i suoi difetti (chi non ne ha?) e difatti ora parlerò dei suoi difetti.

MA CI SONO MOMENTI (alla stazione sotto la pioggia, la roulette truccata sul 22, “una volta sapevi dirle meglio le bugie”, il dialogo finale all’aeroporto) CHE MI STRINGONO ALLA GOLA.

Sarà che sono vecchio, sarà che mi torna in mente la prima volta che l’ho visto… boh.

Vediamo i difetti, le deliziose incongruenze. La visione manichea dello spettatore americano esige che i buoni siano incredibilmente buoni: chi lavora per Rick non può che essere un santo (anche il barista russo: nel 1942 i russi erano alleati), il doppiogiochista capitano Renault subisce l’influsso di Rick e si unisce alla Resistenza, persino Ugarte si riscatta ecc.

Ma è possibile che tutti i “buoni” siano anche ELEGANTISSIMI, SEMPRE ELEGANTISSIMI???

Passi per la romantica Ilsa (non c’è un momento in cui non sia perfettamente truccata e vestita all’ultima moda di Parigi), ma cosa mi dite di Laszlo, capo del misterioso FRONTE CLANDESTINO? Sfoggia un completo bianco, fresco di sartoria, con una cravatta impeccabile. Delle torture subite nel lager rimane traccia solo in una piccolissima cicatrice sul sopracciglio. Di più: non nasconde affatto la sua identità e si reca tranquillamente in prefettura per essere interrogato dalla Gestapo. E tutti quei soldi chi glieli ha dati? Ha vinto alla lotteria di Casablanca? O il FRONTE CLANDESTINO (l’idea che gli americani si erano fatti della Resistenza era alquanto naif) è munito di enormi risorse finanziarie?

Quanto al maggiore Strasser (Gestapo) sembra uno di quei Cattivi da operetta, tipo IL PRIGIONIERO DI ZENDA. Si muove da solo, va da solo all’aeroporto e spara tenendo la cornetta del telefono con l’altra mano. Un vero ufficiale nazista, credo, non si sarebbe scomodato: avrebbe mandato i suoi scagnozzi a bloccare la partenza dell’aereo (arrestando tutti i passeggeri) e, quanto a Laszlo, lo avrebbe ucciso dopo tre minuti di film, appena finiti i titoli di testa.

Questo secondo la logica. Già, ma così non ci sarebbe stato il triangolo Rick-Ilsa-Laszlo e Bogey non avrebbe potuto dare il suo meraviglioso addio a Ingrid Bergman.

Di conseguenza, non si sarebbe potuto parodiare tutto l’intreccio con il cartone animato CARROTBLANCA (è nel DVD, disco 2), in cui

  • RICK è Bugs Bunny
  • SAM è Duffy Duck
  • LASZLO è Gatto Silvestro
  • UGARTE è il canarino Titty
  • ecc