ciao oreste…

Eri bravissimo. Anche nelle guittate del Bagaglino dimostravi una professionalità e una classe ineguaglibili.

Hai interpretato decine di film, nei ruoli più diversi (da Licio Gelli a Seneca), facendo il buono e il cattivo (nell’ultimo film, NO PROBLEM, avevi un personaggio particolarmente odioso, il sig. Paino); ma un vero attore deve saper fare di tutto.

Soprattutto rimarrai indimenticabile come doppiatore di Woody Allen.

Ma prima di lui avevi dato la voce a Charlie Chaplin. E nel video sentirò ancora la tua voce. Una voce da grande attore.

Published in: on febbraio 19, 2009 at 3:39 pm  Comments (3)  
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splendido splendente…

Canzone di Donatella Rettore. Anno 1979.

Ha precorso i tempi. La protagonista (ma è un messagio bisex: “uomo o donna si vedrà…”) esulta nel contemplare gli effetti della chirurgia estetica: IO MI AMO FINALMENTE.

Da sempre poeti e musicisti si sono occupati della più grande passione umana: l’amore. Amore appagato (siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri, che sono tristi perchè non sanno più cos’è l’amor…) o inappagato (niente, nemmeno una parola, l’accenno di un saluto, ti dico arrivederci amore mio, nascondendo la malinconia…).

Da quel fatale, craxiano, 1979 nasce un nuovo soggetto da mettere in musica: l’amore per se stessi. E una nuova religione. IL NARCISISMO.

Oggi (trent’anni dopo) vediamo gli sviluppi di questo culto narcisista. Sembra sia necessaria una legge per impedire che le bimbe si facciano regalare le tette al silicone da rassegnati genitori. Quanto alle tragedie dell’anoressia e ai disastri che il bisturi ha causato alla faccia e ai glutei di centinaia di migliaia di infelici… meglio non esemplificare.

E cosa ne dite dell’attuale Presidente del Consiglio che da anni si fa stirare le rughe e ricrescere magicamente i capelli? La Rettore aveva previsto anche lui: “come sono affascinante… mi distinguo tra la gente… io sorrido eternamente… una splendente vanità…”

IO MI AMO è il motto di Silvio Berlusconi e dei berlusconiani di ogni sesso.

Negli anni ’80 Roberto d’Agostino (nell’indimenticabile Quelli della notte) coniò l’espressione EDONISMO REGANIANO. Reagan non c’è più, ma nell’Edonismo Reganiano ci siamo dentro fino al collo.

Published in: on febbraio 19, 2009 at 8:50 am  Comments (2)  
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