Kasetta in Kanadà: una tragedia a tempo di mambo

Si comincia dalla fine. Come in VIALE DEL TRAMONTO di Billy Wilder (1950) il protagonista galleggiava cadavere in una piscina e cominciava a raccontare come erano cominciati i suoi guai, così il nostro protagonista (si chiama Martino) vaga per la città disperato e solo, “senza una meta”, annientato dalla sventura. COSA GLI E’ SUCCESSO?

Flashback. Martino era proprietario (aveva indica possesso, non solo uso) di una bella casa con giardino. Un certo lusso borghese: tanti fiori, la vasca dei pesci rossi… Insomma se la passava bene. Non gli dispiaceva certo essere apprezzato dalle ragazze che passavano di là.

Tale Pinco Panco (personaggio che poi analizzeremo) gli brucia la casa. Lui la ricostrusce.

Finito? NO, CERTAMENTE NO: proprio perchè abbiamo sentito l’inizio della storia (Martino è diventato un homeless, un senzatetto) dobbiamo supporre che PINCO (il piromane) ABBIA COLPITO ANCORA.

Casa ricostruita, casa di nuovo distrutta. Forse una catena di ricostruzioni e di incendi, fino alla catastrofe.

Ora, cosa ci vuole insegnare questo apologo brechtiano?

Anzitutto, chi è PINCO PANCO? Fa ridere il nome (sembra un cartone animato), ma c’è poco da scherzare: forse è il simbolo della ferinità primordiale (homo homini lupus), ma può essere il TRUST che schiaccia il piccolo imprenditore, la BANCA che lo strozza con il mutuo, lo STATO AUTORITARIO…

E come mai Martino non si ribella, non trascina l’incendiario in tribunale o almeno non si munisce di un cane da guardia? INVECE NO, sembra rassegnato davanti al sopruso: troppo buono, troppo educato, troppo debole?

Assomiglia a Joseph K. (IL PROCESSO, Kafka) che si rassegna a essere processato (non sa nemmeno per quale motivo) e condannato a morte. Anche K. è un esponente della piccola borghesia. Categoria che viene educata fin dall’infanzia a obbedire, a non fare troppe domande, a mantenere un decoro tutto formale anche quando la portano al macello.

Non sarà che Martino (il buon borghese) è distratto dal SESSO?

Vediamo un po’: chi sono e cosa rappresentano LE RAGAZZE (tutte le ragazze che passavano di là)? Forse la società del loisir, del divertimento a buon mercato, della superficialità?

Domande che mi pongo mentre guardo il video seguente.

La cara (e un po’ suonata) Carla Boni e un plotone di sculettanti sullo sfondo. Dice Carla: “è un inno per i bambini!”

Inno per i bambini? QUESTA TRAGEDIA?

Published in: on febbraio 13, 2009 at 11:12 pm  Comments (8)  
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8 commentiLascia un commento

  1. Sei, ufficialmente, un mito ! Troppo bella questa analisi…accetti anche degli argomenti dai tuoi lettori? Perchè ci sarebbe “Papaveri e Papere”.Ma forse quella è già fin troppo chiara !!

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  2. pinco panco e panco pinco sono due gemelli nel film di disney “Alice nel paese delle meraviglie”

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  3. @ belphagor: grazie del complimento (ma non dormi a quell’ora lì?)… PAPAVERI E PAPERE l’ha già commentato LELLA COSTA mooooolto meglio di quanto potrei io: il papà che cerca invano di evitare alla figlia paperina SPIACEVOLI esperienze e lei che, alla fine della fiera, si ritrova IMPAPERATA (no pillola? ahi ahi ahi!) E SOLA
    LA PROSSIMA ANALISI STORICA riguarderà due classici del duo MOGOL-BATTISTI
    @ baronerosso: esatto! Difatti è un cartone animato!

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  4. Non dormivo perchè tornavo dal lavoro discotecaro !! Cmq pinco panco e panco pinco del film disney mi hanno sempre inquietato di brutto…mi davano della coppia di pedofili (non che Carrol disdegnasse, a quel che si dice…)

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  5. potrebbe essere che Pinco Panco rappresenti la malavita organizzata e Martino subisce le vessazioni perchè non vuol pagare il pizzo.

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  6. ipotesi molto intrigante!
    dunque anche in Canada si allungano i tentacoli della Piovra!
    ma Starsky e Hutch cosa ci stanno a fare?

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  7. Starsky e Hutch forse sono americani e non canadesi…

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    • Giusto!!!! Appartengono alla polizia di Los Angeles (Ca)
      Li ho citati così, tanto per dire….

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