THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST

Ho trovato il DVD del film del 2002 (R. Everett, J. Dench, R. Witherspoon ecc) e me lo sono goduto, alternandolo a una vecchia videocassetta della RAI: L’IMPORTANZA D’ESSERE FRANCO.

Grandi attori gli italiani. Se c’è una tradizione teatrale che non sfigura al confronto con quella inglese è proprio la nostra.

Cito alcuni nomi che ai più giovani non diranno nulla, ma beato chi ha avuto la fortuna di vederli sul palcoscenico!

  • Tino Carraro (è Algernon, interpretato nel film da Rupert Everett)
  • Sergio Tofano (il rev. Chasuble, nel film Tom Wilkinson)
  • Mercedes Brignone (lady Bracknell, nel film Judi Dench)

E adesso, pagato il tributo agli attori italiani, parlerò del film inglese. Sostanzialmente fedele alla commedia di O. Wilde, racconta le schermaglie amorose di due giovani donne, entrambe affascinate dal nome ERNEST (che in italiano si può tradurre Franco).

La trama è comunque un pretesto per una grandinata di battute ciniche sul matrimonio, l’amore, la vanità femminile, la morale e la società in generale.

Ne cito soltanto alcune, sennò non finirei più:

Non mi piacciono i romanzi a lieto fine: sono deprimenti. I buoni finiscono bene e i cattivi finiscono male. Per questo si chiamano “fiction” (=finzione).

Disapprovo tutto ciò che interferisce con la naturale ignoranza. L’ignoranza è simile a un delicato frutto esotico: basta sfiorarla e appassisce subito! Fortunatamente in Inghilterra l’educazione non produce alcun effetto in tal senso! 

Ogni donna finisce con l’assomigliare a sua madre: è questa la sua tragedia. Gli uomini non riescono ad assomigliare alle loro madri: questa è la loro tragedia.

35 anni è un’età molto allettante. La buona società di Londra è piena di donne che sono rimaste, di loro spontanea volontà, all’età di 35 anni.

Non ci trovo niente di romantico in una richiesta di matrimonio! C’è il rischio che venga accettata!

Spero che tu ti comporti bene, Algy.. -IO STO BENE, ZIA!- Non è la stessa cosa! Anzi, raramente le due cose vanno insieme!

La perdita di un genitore, signor Worthing, si può considerare una disgrazia. La perdita di entrambi rasenta invece la sbadataggine!

Alle battute, prese dal testo teatrale, il film aggiunge trovate molto spettacolari. Algernon (perennemente inseguito dai creditori: deve entrare in casa sua dalla finestra per evitarli) arriva alla villa dell’amico Worthing con un pallone aerostatico, Gwendolin ci arriva con un’automobile (talmente lenta che viene sorpassata da due ciclisti) e si fa tatuare sulle natiche il carismatico nome ERNEST. Mi sono informato: usava già farsi tatuare nel 1895.

Infine, un particolare che forse O. Wilde non avrebbe apprezzato: l’inflessibile Lady Bracknell era da giovane una bellissima ballerina da tabarin e si era fatta sposare da Lord Bracknell col vecchio trucco di restare incinta nel momento opportuno. Ciò spiega la simpatia che prova per quell’affascinante mascalzone di suo nipote Algernon “ricco soltanto dei suoi debiti”.

Published in: on gennaio 7, 2009 at 4:58 pm  Comments (4)  
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