IL MAGO di Ursula K. Le Guin

Un ragazzino (non ha ancora 12 anni) scopre di avere capacità veramente insolite. A un certo punto arriva un uomo alto, appoggiandosi a un bastone, che gli dice: “Tu sei un giovane promettente. Vieni con me e diventerai un grande mago!”

E gli insegna come raggiungere la SCUOLA DEI MAGHI, dove il ragazzino incontrerà molti altri giovani che imparano, anno dopo anno, a perfezionare incantesimi…

Film già visto, dirà qualcuno. Qui si parla di Harry Potter, romanzo di Joanne K. Rowling, la quale riuscì a pubblicare il primo episodio nel lontano 1997…

NIENTE AFFATTO.

Nel 1968 (millenovecentosessantotto) l’americana Ursula Le Guin (credo ancora vivente) pubblicava A WIZARD OF EARTHSEA (trad. italiana IL MAGO, nel 1989) in cui l’apprendista mago si chiama GED, LO SPARVIERO, quello che lo manda a Roke (la scuola dei maghi) si chiama OGION IL TACITURNO e il rettore della scuola si chiama Arcimago NEMMERLE.

Siamo al limite del plagio. Ma naturalmente ci sono notevoli differenze.

I romanzi della Le Guin sono ambientati in Earthsea, un arcipelago immaginario, una specie di TERRA DI MEZZO dove c’è più mare che terra. Ambientazione tipo vichinghi (le navi vanno prevalentemente a remi), alla Tolkien insomma.

AL CONTRARIO la caratteristica delle storie potteresche (che spiega buona parte del suo enorme successo) è che sono ambientate nel presente, NEL MONDO CHE TUTTI NOI BABBANI CONOSCIAMO.

C’è il primo ministro britannico, informato ogni tanto dal suo omologo Ministro della Magia, c’è la stazione di King’s Cross, c’è la NOSTRA TELEVISIONE, c’è il BULLISMO (il cuginastro di Harry è a capo di una banda di bulli nell’episodio HP E L’ORDINE DELLA FENICE), c’è il divieto municipale di sprecare l’acqua durante la siccità estiva…

E c’è il mondo (ricco di fascino soprattutto per noi del continente) delle scuole inglesi d’elite, con le loro uniformi e i loro rituali pieni di sussiego.

C’è la rivalità tra i collegi (con il torneo sportivo), il prof. incazzato perchè deve fare una supplenza, l’intromissione del ministero (il personaggio Dolores Umbridge non vi fa venire in mente nessuno?) e la vita quotidiana nelle camerate dei collegiali.

Mi accorgo che sto andando fuori tema. Bisognerà tornare sulle altre incredibili coincidenze (?) tra IL MAGO e il maghetto.  Me ne occuperò la prossima volta.

Published in: on dicembre 5, 2008 at 1:49 PM  Comments (4)  
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4 commentiLascia un commento

  1. Se non sbaglio HP ha anche delle comunanze con la saga di “mondo disco” di adessononmiricordochi ? Ne sai qualcosa?

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  2. MONDO DISCO è una serie di romanzi fantasy dell’inglese TERENCE (Terry) PRATCHETT e non ha molto a che fare con HP
    l’autore che J.K.ROWLING ha più volte riconosciuto come ispiratore è CLIVE STAPLES LEWIS (le cronache di Narnia e molti altri romanzi) e si vede: GLI ANELLI DI LEGNO che permettono al NIPOTE DEL MAGO Digory (da cui il cognome di C. Diggory) di passare da una dimensione all’altra hanno chiaramente ispirato l’idea delle PASSAPORTA
    e l’elenco potrebbe continuare
    del NIPOTE DEL MAGO mi occuperò presto
    SALVE ATQUE VALE (stammi bene)

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  3. Ciao Marco. Scusami l’OT… non sono molto ferrata in fatto di maghi. Volevo chiederti scusa per non aver risposto al tuo commento su viagiordanobruno17… per uno stupido errore tecnico non è stato pubblicato subito.
    Spero che continuerai a seguirci comunque.
    Intanto vado a leggermi cosa pensi de Il Divo.
    Ciao, Manuela

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  4. Ho sempre pensato che una delle ragioni dietro al successo planetario di Harry Potter ci sia anche, il fascino che molti hanno verso le scuole inglesi. Il problema è che la gente non si rende conto che in Inghilterra l’istruzione è rimasta ferma agli anni cinquanta: l’istruzione superiore (per non parlare delle università) sono davvero un lusso solo i ricchi si possono permettere e moltissimi finiscono di studiare (con enormi sforzi economici) prima dell’università, ma spesso in vere e proprie scuole di serie B o C.

    Il mondo esclusivo dei college di HP, dovrebbe far riflettere molti su quanto siamo fortunati in Italia, dove magari non sarà eccellente come in Inghilterra, ma l’istruzione è, di fatto, garantita a tutti.

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