ACCADDE SUL 38 (Bus Tale)

Avete presente Via Collegio di Spagna?

La strada serpeggiante che costeggia l’antico Collegio ibero-americano che Egidio de Albornoz ecc. ecc.?

Era meglio (sta pensando il conducente del 38) se facevano una strada più dritta, come via Urbana. Ma allora non usava…

Ed ecco che un’auto parcheggiata male (ma veramente male, credetemi) ostacola il passaggio. Repressa a stento una di quelle colorite espressioni che contraddistinguono l’idioma bolognese da altri dialetti meno espressivi e sanguigni, il conducente lancia nell’etere due colpi di clacson e, siccome non arriva nessuno, altri tre.

I passeggeri si innervosiscono. E non vi dico gli altri automobilisti, bloccati in coda all’autobus. Alcuni passanti si fermano per vedere come va a finire. La tensione aumenta, come quando la polizia aspetta il secondo squillo per andare alla carica.

Finalmente arriva di corsa (mica tanto di corsa…) una DAMA abbronzatissima, carica di borsine da shopping. Prima di salire sulla pietra-dello-scandalo-a-quattro-ruote rivolge un sorriso (anzi un sorrisetto, se no si scuce il lifting) al conducente, come a dire: “Mi dispiace tanto, ma in fondo è un peccatuccio veniale, no?”

Al che questi replica a mezza voce con un’esortazione ad “andare a fare dei grugni“, nota espressione idiomatica che può essere tradotta così: “Rècati subito davanti allo specchio e atteggia il volto a grottesche smorfie affinchè il detto specchio te le rimandi indietro!”

Finalmente si riparte, ma si va poco lontano. Alla confluenza di via Collegio di Spagna in via Saragozza… olè! è nato un estemporaneo parcheggio-fai-da-te che impedirebbe il transito anche a un Pollicino (minibus) che avesse fatto una cura dimagrante.

A questo punto l’espressività del conducente raggiunge livelli omerici. Anche quello che pensano e dicono i passeggeri del 38 e gli automobilisti in coda non può essere riportato neanche in forma eufemistica. Qualcuno auspica, in tutta serietà, che i mezzi dell’ATC siano presto muniti di una piccola gru che rimuova in 4+4=8 gli ostacoli alla marcia.

Un patito della fantascienza (qual io sono e fui) si chiede quali effetti avrebbe un raggio laser.

Nuovo assolo di clacson. Passano i minuti.

Arriva il carro attrezzi, dopo un’attesa che (in base al paradosso di Einstein sulla relatività del tempo) è parsa interminabile. Si riparte.

ECCO. Questo avvenne in un tardo pomeriggio di qualche anno fa (quattro? cinque?)… ERAVAMO SOTTO NATALE.

Mi piacerebbe tanto ritrovare il conducente di quella corsa (si fa per dire) e gli altri protagonisti dell’odissea bolognese. Con particolare riferimento alla DAMA abbronzatissima. Che forse oggi siede alla Camera dei Deputati.

Published in: on ottobre 30, 2008 at 4:51 pm  Comments (4)  
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IL RISANAMENTO DELLE FINANZE

Care tele-elettrici, cari tele-elettori,

il mio amico Tremonti è sempre alla ricerca della pietra filosofale per aumentare le entrate dello stato e IO ho escogitato un’altra drittata.

La chiameremo L’ENTRATA NEL POSTERIORE e sono sicuro che avrà un successo mai visto! Sarà una lotteria molto speciale, perchè il premio non sarà il vile denaro, ma la facoltà di PENETRARE ANALMENTE un ministro/a (a scelta del vincitore) del mio governo.

Ogni giorno (anzi ogni 12 ore, mattina e sera) un supershow di Mediaset incollerà gli italiani al video. Lo slogan sarà: TI HANNO INCULATO FIN AD ORA? ADESSO TOCCA A TE!!!!!!!

Come mi è venuta in mente questa genialata?

Ho pensato che i soldi sono una bella cosa (ci mancherebbe altro!), ma ENTRARE IN CONTATTO COL CONSIGLIO DEI MINISTRI in questa maniera attizza molto di più!

So che alcuni ministri/e storceranno il naso…ma mi appellerò al loro patriottismo! Si tratta di risanare il deficit delle finanze italiane! Altri invece aderiranno con entusiasmo, anzi si offenderanno a morte se nessuno li sceglierà!

E se toccasse a me? Nessun problema! Interverranno subito EMILIO FEDE e SANDRO BONDI per offrire al posto mio le loro chiappe nel supremo sacrificio!

Prevengo l’obiezione. Come faranno le vincitrici a riscuotere il premio?

Ho pensato a tutto, IO.

Alle vincitrici sarà offerto in dono un comodo VIBRATORE A PILE che potrà utilizzato in molte maniere. Sarà anzi l’occasione per un messaggio promozionale, durante lo show…

Vostro 4ever, SUPERSILVIO

Published in: on ottobre 22, 2008 at 11:11 pm  Comments (2)  
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DAL VANGELO SECONDO EMILIO FEDE

In quel tempo Silvio si ritirò nel deserto per meditare.

Mentre calcolava quanto gli sarebbe costato costruire anche lì una città giardino come Milano 3, Gli si avvicinò il Diavolo per tentarLo.

-Silvio, se Tu sei davvero l’Uomo della Provvidenza, ordina che queste pietre diventino panini con la mortadella!-

La mortadella è roba da barboni! Piuttosto, signor Diavolo, mi consenta: lei è un tipo veramente in gamba, proprio simpatico! Perchè non si mette comodo e parliamo un po’ di affari?-

Mentre così parlava, Silvio trasformò le pietre del deserto in tartine al caviale, vol-au-vent, trote salmonate e bottiglie di champagne. Altrochè mortadella!

E si misero d’accordo, progettando un polo televisivo, un movimento politico, un gruppo bancario-assicurativo e una squadra di calcio, di cui il diavolo sarebbe stato la mascotte e l’amministratore delegato.

Appena il diavolo lo lasciò, comparvero alcuni mafiosi. Silvio li trasformò subito in specchiati galantuomini e li assunse al Suo servizio. Dimostrò così chiaramente la Sua natura divina, perchè come Egli disse poi parlando a un convegno del Rotary: -…è più facile che un cammello piloti una Ferrari che un mafioso diventi onesto!-

Ma il diavolo si comportò molto male in seguito. Non per niente è dipinto col colore rosso, quindi è comunista! Questo spiega come mai il mondo sia così pieno di errori e sofferenze, nonostante la presenza di Silvio.

In particolare il Diavolo creò

  1. I Magistrati, una oscura setta di fanatici che, invece di farsi i fatti loro, perseguitano la brava gente intenta ad arricchirsi onestamente
  2. La Lega Nord, con quel pirla di Calderoli
  3. Le regioni, le province, i comuni e tanti altri enti inutili
  4. I professori, una stranissima razza di balordi che si ostinano a riempire la testa dei loro ingenui alunni di nozioni assolutamente inutili… Come infatti Silvio disse, parlando all’assemblea della Confindustria, -Cosa giova ai giovani sapere che la terra gira intorno alla luna, se non imparano a fare i soldi? Cerchino dunque la via di un cospicuo conto in banca e non perdano il loro tempo in vane questioni filosofiche!- 
Published in: on ottobre 19, 2008 at 11:05 pm  Comments (5)  
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LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Care tele-elettrici, cari tele-elettori

siete contenti di come funziona la giustizia in Italia? Di come sono lunghi e soprattutto NOIOSI i processi, civili e penali? Naturalmente no, VE LO DICO IO, che sono sempre bravissimo a captare i vostri ISTINTI…

Quindi niente paura, STO PER VARARE UN NUOVO DECRETO.

I processi saranno sostituiti da uno SHOW, che potremmo chiamare LA RUOTA DELLA GIUSTIZIA e naturalmente andrà in onda sulle reti Mediaset. Ricordate il vecchio Mike (che sarà il nuovo ministro di Grazia e Giustizia) e la sua Ruota della Fortuna?

Provate a immaginare la scena: il giudice si avvicina alla Ruota (brusio del pubblico), l’imputato freme e si mangia le unghie (primo piano), rullo del batterista, IL GIUDICE FA PARTIRE LA RUOTA… TAC-TAC-TAC-TAC… ASSOLTO (applausi, l’orchestra si scatena: happy days are here again! balletto, pubblicità); oppure TAC-TAC-TAC… TRE ANNI CON LA CONDIZIONALE! DIECI ANNI! ERGASTOLO!!!! Balletto, pubblicità.

E, dopo la pubblicità, un secondo giro (Appello) e un terzo (Cassazione). E, se l’imputato è uno che tira l’audience, la settimana seguente REVISIONE DEL PROCESSO. Tutto daccapo.

Gli avvocati saranno sostituiti da spogliarelliste, che allieteranno il pubblico con simpatici siparietti tra un processo e l’altro. Daranno un tono allegro e nello stesso tempo serio: credetemi, sono molto più serie loro di Taormina!

E, al posto dei testimoni, ci saranno i TESTIMONIAL. Attori che reciteranno con grande professionalità: scenate di gelosia, giuramenti, crisi di pianto. E quando avranno incollato per bene gli spettatori allo schermo, partiranno con i MESSAGGI PROMOZIONALI.

Adesso vi lascio. Ho molto da fare, oggi. Debbo far entrare nel Consiglio Superiore della Magistratura Luca Barbareschi, Elisabetta Gregoraci e i Fichi d’India. La settimana prossima vi scriverò ancora. Vi illustrerò un progetto a proposito delle NUOVE ENTRATE per il mio amico Tremonti.

Vostro 4ever, SUPERSILVIO

Published in: Senza categoria on ottobre 15, 2008 at 11:48 am  Comments (3)  
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TOP TEN

Aggiungo alla classifica PROVVISORIA dei migliori film italiani del decennio QUELLA DEGLI STRANIERI.

Provvisoria, ripeto. Non li ho mica visti tutti, e IL DECENNIO 2000-2009 non si è ancora concluso.

  1. RADIO AMERICA (Robert Altman) -per quanto mi sforzi, non riesco a trovare un difetto in questo (ahimè ultimo) capolavoro di Altman, che ha dato l’addio al mondo con un film in cui si parla molto di morte; si alternano bellissime canzoni con situazioni sottilmente comiche, realismo (un teatro sacro alla memoria di F.S.Fitzgerald spazzato via dalla speculazione edilizia) e surrealismo (il biondissimo “angelo Asfodelo”)-
  2. SCOOP (Woody Allen) -poco apprezzato in America, Woody si è da tempo innamorato dell’Europa; qui dichiara il suo amore per Londra; la trama “poliziesca” è solo un pretesto per una serie di scintillanti battute, quasi tutte da antologia, a cominciare da quelle sul suo fallito matrimonio (è un tema classico per lui)-
  3. AVIATOR (Martin Scorsese) -biografia di un “bello e dannato”; come in citizen kane non si danno giudizi moralistici (Howard Hughes era un poveraccio da compatire, affetto da manie ossessivo-compulsive); bravissima Cate Blanchett; sarebbe perfetto se durasse un po’ meno
  4. LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (Tim Burton) -da un romanzo per ragazzi un po’ sdolcinato un film magico, che lascia tutti a bocca aperta (ad esempio, il balletto televisivo degli Umpa-Lumpa); Tim ha aggiunto il conflitto padre-figlio (nel romanzo non c’è) e il draculesco dentista Christopher Lee;
  5. CHICAGO (Rob Marshall) -anche chi non ama il genere musicale resta ammirato dalla bravura degli interpreti (Gere balla il tip-tap da professionista, la Zeta-Jones è una vera acrobata, la Zellweger sa cantare molto bene, oltre a recitare…); alternando la favola teatrale al dramma processuale-carcerario, l’impiccagione ai numeri di vaudeville, la regia dà un sapore brechtiano a un film indimenticabile;
  6. L’APPARENZA INGANNA (Francis Veber) -un delizioso capolavoro alla francese, con D.Auteuil che lotta per la vita e G.Depardieu nella parte del bischero; Veber mi piace molto perchè fa pochi film e li cura nei minimi dettagli (potrebbe guadagnare molto di più se girasse alla carlona, come tanti suoi colleghi)- 
  7. LA CONTESSA BIANCA (James Ivory) -dramma a Shangai; perfetta la recitazione di R.Fiennes e N.Richardson; suggestiva la ricostruzione di una città e di una “fine di un mondo”; a qualcuno è sembrato freddo: ma è l’opera (temo l’ultima) di un maestro che di cognome fa AVORIO…
  8. PROVA A PRENDERMI (Steven Spielberg) -guardia e ladro si rincorrono per oceani e continenti; difficile dire se è più bravo Hanks o DiCaprio: Spielberg prova più simpatia per il truffatore, diventato tale per le durezze della vita; anche in questo caso se accorciavano il finale era meglio;
  9. LA DIVA JULIA (Istvan Szabo) -la magia del palcoscenico, la malinconia di invecchiare, la perfida vendetta sulla giovane rivale; Annette Bening meritava l’Oscar, ma in quell’anno (2004) si trovò la strada sbarrata dalla magistrale interpretazione di Hilary Swank;
  10. PRIMA TI SPOSO, POI TI ROVINO (Ethan e Joel Coen) -commedia brillante, con momenti irresistibili di comicità, ma con un retrogusto amaro; la società è dominata dal cinismo, dalla meschinità e dall’inganno: solo il miracolo dell’amore (beato chi ci crede) può salvare l’avvocato Miles e l’avventuriera Marylin dal perdere la loro anima in un mondo inaridito-

Salvo errori ed omissioni. E aspettando qualche nuovo capolavoro.

Published in: on ottobre 8, 2008 at 11:29 am  Comments (2)  
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IO SONO NATO IN UN DOLCE PAESE

Lirica di SERGIO ENDRIGO, un grande. Vale da sola TRE trattati di SOCIOLOGIA.

Dedicata a politici e amministratori, detenuti o a piede libero, manager dell’Alitalia passati presenti e futuri, sondaggisti, esteti, filosofi, ecc.

Io sono nato in un dolce paese

dove chi sbaglia non paga le spese

dove chi grida più forte ha ragione

tanto c’è il sole e il mare blu…

Noi siamo nati in un dolce paese

dove si canta e la gente è cortese

dove si parla soltanto d’amore

tanto nessuno ci crede più…

Qui l’amore è soltanto un pretesto

con rime scucite tra cuore e dolore

per vivere in fretta e scordare al più presto

gli affanni e i problemi di tutte le ore.

In questo dolce e beato paese

vive la gente più antica del mondo

e con due soldi di pane e speranza

beve un bicchiere e tira a campà.

P.S. Secondo me, la gente ERA cortese quando è stato scritto questo testo (1968). Adesso è di moda la maleducazione, la pacchianeria e l’arroganza.

Published in: on ottobre 2, 2008 at 7:17 am  Comments (6)  
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