VIVA L’ITALIA DI FIONA E LARISSA IAPICHINO

Quando vedo un salto come quello di Larissa sono felice come sportivo e come italiano
lariss

Una progressione così non si vedeva da tempo. In prospettiva Larissa può salire sul podio alle prossime olimpiadi, a Tokyo nel 2020.

Intanto può vincere i campionati europei di categoria (si terranno in Ungheria dal 5 al 7 luglio): il suo 6.38 è la miglior prestazione continentale di quest’anno.

Premesso ciò e chiedendo scusa se queste note tecniche hanno annoiato, voglio sottolineare che la figlia di Gianni Iapichino e di Fiona May (allego foto di famiglia) è la miglior risposta a chi crede che ci voglia la pelle bianca per essere italiani.
may

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Published in: on giugno 22, 2018 at 7:12 am  Lascia un commento  
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Tema della Maturità: LE LEGGI RAZZIALI DEL 1938 (tipologia C)

Stanotte ho sognato di svegliarmi in un universo parallelo in cui il mondo era dominato dalle Potenze dell’Asse Roma-Berlino-Tokio (tipo LA SVASTICA NEL SOLE di Ph. K. Dick).

Dovevo scrivere le rituali 8 colonne di foglio protocollo sul tema LA PUREZZA RAZZIALE DELL’ITALICA STIRPE, inneggiando alla lungimiranza del Duce che, con occhio vigile e mano ferma, aveva sventato l’odioso complotto demoplutogiudaicomassonico diretto a indebolire la maschia gioventù del Fascismo con insidiose dottrine antirazziste. Grande merito aveva avuto in seguito il camerata Salvini, ministro dell’Educazione Nazionale, il quale aveva impartito drastiche disposizioni…

Adesso lo spunto ve l’ho dato. Continuate voi. Mica posso scriverlo io il tema!
razz

Published in: on giugno 20, 2018 at 8:32 am  Comments (4)  

Cose da NON dire all’esame di maturità

Ecco, ci siamo.

L’ESAME!!!!

Nervi a posto. Andrà tutto bene.
mau

Comunque, a beneficio di chi vuol superare la prova senza difficoltà elenco un paio di consigli. Valgono sia per la prova scritta (tipologia C) che per l’interrogazione.

    1. Cento anni fa si concludeva la prima guerra mondiale. L’Italia nel 1918 si ritrovò dalla parte dei vincitori, cosa molto insolita. Probabile che si parli in sede scritta e/o orale dei motivi per cui l’italico governo decise di entrare in guerra. Sconsiglio vivamente di dire che erano motivazioni imperialistiche, che si voleva annettere un territorio (il Tirolo) in cui la presenza italiana era nulla e altri (Istria e Dalmazia) in cui gli italiani erano in minoranza, quasi tutti concentrati nelle città costiere. Che si voleva qualche pezzo di Africa in più e una parte della costa turca, prospiciente alle isole del Dodecaneso. Meglio sorvolare o comunque ricorrere a temi classici: l’amor patrio, l’eroica difesa del Piave, il martirio di Cesare Battisti e di Nazario Sauro ecc.

cesasaur

2. Altro anniversario pericoloso: il 1968. Spero proprio che non venga citato nelle tracce ministeriali. Se lo fosse il mio consiglio è parlatene bene! Adesso è di moda rivalutare quegli anni: Beatles, figli dei fiori, Woodstock, “immaginazione al potere”, LSD e così via. Non dite che i favolosi di Liverpool (ahimé) erano sulla via dello scioglimento e le loro pagine migliori erano già state scritte (a meno che non consideriate un capolavoro Obladì Obladà). Non dite che in Italia cominciò una stagione di violenze e di follie (eversione nera, brigate rosse, bombe ecc) che spaventarono il ceto medio e aprirono la strada a Craxi, a Berlusconi, alla Lega…. Non ricordate che nella primavera del ’68 il PCI era arrivato al 30% (potenzialmente era sulla soglia del 40%). Ma dopo la sbornia viene il mal di testa: l’estremismo (“malattia infantile” disse un certo Lenin) del “tutto e subito” ci ha portati dove siamo. Insomma, dite tutto il bene possibile del ’68 e degli anni seguenti. Peace and love, friends!
obladì

E se il SACRIFICIO DI ISACCO fosse stato comandato a Sara?

Mostra a Forlì: DA MICHELANGELO A CARAVAGGIO (ma c’è anche Tiziano)

Bellissima.

Ci troviamo, mia moglie e io, davanti al “Sacrificio di Isacco”
carav

Domando (retoricamente): E se il sig Geova avesse chiesto di sacrificare Isacco non al padre ma alla madre?

Risposta (di mia moglie). Io avrei risposto così al Signore: se mi chiedi di sacrificare mio marito io obbedisco, e anche volentieri. Ma il mio Isacco NO, CENTO MILA VOLTE NO!!!!

Poi com’è noto la storia finisce bene.

Abramo aveva già impugnato il coltello (vedi sopra) quando un angelo gli disse “Sorridi Abramo, sei su SCHERZI A PARTE!!!!”

 

Published in: on giugno 17, 2018 at 11:21 am  Lascia un commento  
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Come andò che un re sfidò a braccio di ferro un suo cugino e come andò a finire…

Su uno dei canali di Sky ho visto (in replica) la storia romanzata di re Enrico VIII.

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La serie THE TUDORS ha avuto molto successo anche in Italia. Forse hanno influito le numerose scene di sesso più che l’interesse per la storia.

A me non ha fatto impazzire.

Però qualche scena interessante c’è. Ad esempio nella seconda serie c’è una sfida insolita tra re Enrico e suo cugino Brandon.
charl

Cosa era successo? Brandon aveva osato sussurrare all’orecchio del re che Anna Bolena (di cui Enrico era follemente innamorato) non era proprio un fiore di virtù.

Cartellino rosso! Brandon, duca di Qualchecosa, viene espulso dalla Corte d’Inghilterra e per ritornare dovrà letteralmente strisciare davanti al re.

Ed ecco la scena madre. Enrico sfida il cugino a braccio di ferro in una sala della reggia. Non c’è nessuno, a parte le telecamere.
bsacc

-I patti sono questi: se mi batti potrai tornare a corte, se vinco io non potrai mai rivedere Londra! Resterai in campagna a morire di noia!-

Perché Enrico ha sfidato Brandon, visibilmente più robusto di lui? Lo capiamo subito.

Re Enrico (ottavo di questo nome) ha oltrepassato la quarantina e sente declinare le sue energie. Vuole provare a se stesso di essere ancora forte e ha scelto uno sparring partner che si impegnerà alla morte per batterlo (se l’avversario fosse un cortigiano qualunque lo lascerebbe vincere, no doubt about it). Alla fine, dopo un match veramente tosto, Brandon batte il regale cugino. Tutti e due contenti: uno perché può tornare a corte (dove farà ulteriore carriera dopo la decapitazione di Anna) e l’altro perché ha fatto un salutare esercizio fisico.

Published in: on giugno 16, 2018 at 12:51 am  Lascia un commento  
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dialogo immaginario tra 2 personaggi in cui uno ha chiesto all’altro qualcosa che l’altro non vuole concedere

Si alza il sipario.

In una fastosa sala i 2 personaggi sono soli. Hanno mandato via gli interpreti per ovvi motivi di discrezione.

Comunicheranno attraverso uno specialissimo codice linguistico creato dalla dottoressa Louise Banks.
luoi

Nessuno può sentire cosa dicono. Proviamo a immaginare.

2° Pers. (che chiameremo con un nome di fantasia, ad esempio Donald) No, assolutamente no! Non posso, credimi!

1° Pers. (che chiameremo Kim, altro nome di fantasia) Belìn, come sei ostinato! Pensa che con questi accordi potresti avere il Nobel per la Pace… cancellando il ricordo di quel negraccio di Obama!

2° Pers. Potrei vincerlo l’Oscar della pace… ma accettando la tua proposta mi renderei ridicolo!

1° Pers. (tra sé e sé) Più ridicolo di così? Già fai ridere i polli dell’intera Galassia! Io invece faccio paura a tutti, che per noi orientali è essenziale!

La trattativa continuerà per chissà quanto tempo, noiosa come tutte le trattative politiche.

Ma il punto è: cosa ha chiesto Kim a Donald?

Chiedo a te, che per puro caso o per deliberata scelta sei passato di qui, di scegliere tra le seguenti risposte o aggiungerne altre.

  • affidare a Kim una parte importante del futuro sequel STAR WARS: L’INVASIONE DEI CRICETI ASSASSINI
  • costruire alle porte di Pyongyang un DisneyWorld 20 volte più grande di quello di Parigi
  • presentarsi a Sanremo come ospiti d’onore (Kim canterà Ma se ghe penso alloa mi vedo o mare, accompagnato al piano da Donald)
  • far togliere una multa dalle autorità comunali di San Giacomo Po; Kim si era recato in incognito alla Sagra della Nutria (va matto per la nutria alla griglia) e l’aveva beccato l’autovelox
  • decidere a tavolino l’esito dello spareggio Cosenza-Siena, in programma sul campo neutro di Pescara (a quelli dell’FBI ci vuole poco a fabbricare prove fasulle di doping)
Published in: on giugno 14, 2018 at 8:21 am  Comments (2)  
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Ci sono un film italiano e uno francese. Uno non è niente male, l’altro è candidato al premio CHIAVICA D’ORO 2018 (indovinate quale?)

MALATI DI SESSO mi è stato segnalato da Luciano, un amico imolese.

-Lo fai ancora il premio Chiavica d’oro?-

-Sì. Ma adesso lo chiamo Premio VNAV (Vorrei Non Averlo Visto)-

Io vorrei non aver visto MALATI DI SESSO. E’ una cagata (ma non vorrei che la cacca si offendesse) che non consiglio a nessuno. Non è nemmeno in grado di ispirare una pugnetta: il trailer inganna! Non è (sottolineo non) la versione italiana di  NINPHOMANIA di Lars Von Tràcchete. Possono piacere soltanto le scene sulla neve (ce le hanno messe per avere il contributo della Valdaosta)-

Date le premesse non credo proprio che l’andrò a vedere. Però come faccio a candidarlo al premio VNAV? Se tu che mi leggi hai avuto un incontro ravvicinato con la cagat con la Larsata, informami.

Ho invece visto con molto piacere IPPOCRATE, girato in Francia nel 2014 e arrivato nelle nostre sale giovedì scorso. Come mai ha impiegato tanto tempo? Forse, entrato nel tunnel ferroviario tra Modane e Torino, era rimasto bloccato e non andava né avanti né indietro.

TRAMA. Un giovanissimo medico (23 anni! ma in Francia ci si può iscrivere all’università anche a 17 anni) fa pratica in un ospedale alla periferia di Parigi. Non è uno di quei posti pulitissimi e organizzatissimi che si vedono in tv, tipo DR. HOUSE o E.R. MEDICI IN PRIMA LINEA. Le pareti dei sotterranei sono affrescate con giganteschi cazzi e anche peggio. I camici sono pieni di macchie. L’elettrocardiogramma non si può fare perché la macchina non funziona più eccetera.

Insomma, un dramma quotidiano. Che diventa tragedia quando un altro medico (algerino) decide di staccare la spina, d’accordo con i familiari, a una 90enne piena di metastasi.

Si apre un’inchiesta, che probabilmente stroncherà la carriera all’algerino.

Ma alla fine succede qualcosa… che non vi racconto.
ipposes

Published in: on giugno 12, 2018 at 10:18 am  Comments (4)  
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Come il figliol profugo venne in Italia cercando un padre e come venne accolto dal Ministro degli Interni

(dal Vangelo secondo Matteo Salvini)

In un paese lontano venne una grande carestia e un giovane si trovò nel bisogno.

Voleva nutrirsi con le carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. Allora partì per l’Italia dove forse avrebbe trovato un padre.

Appena sbarcò il Ministro degli Interni gli corse incontro con un grosso bastone gridando : “Ohé, pirla! Dove cazzo credi di andare?”

il profugo disse che veniva a lavorare come bracciante, citando il vangelo secondo Luca (XV, 19)

Ma venne subito interrotto.

“Io quel Luca lì non lo conosco. E poi che cazzo di nome è? Finisce per A e quindi è un nome da donna! Sarà mica un culattone?”

-Ma io…-

“Zitto! Zitto e a cuccia! Io li conosco quelli come te! Piangete disgrazie e ci rubate il lavoro! Adesso entra subito in quel recinto e non sognare di uscire tanto presto! Dobbiamo metterci d’accordo col nostro amico Putin se smistarvi in Siberia o sul mar Caspio. Ci vorrà tempo!”
prof

Published in: on giugno 10, 2018 at 9:03 am  Lascia un commento  
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Perché il calcio sì e il ciclismo no?

IL FATTO. La partita amichevole di calcio Argentina-Israele è stata annullata. Si doveva giocare a Gerusalemme. Le proteste palestinesi e la minaccia esplicita di versare sangue ha consigliato gli argentini a restare a Barcellona, dove si sono radunati attorno al loro Messi(a).

LA DOMANDA. Se ospitare una manifestazione sportiva internazionale nella città che noi chiamiamo Gerusalemme e gli islamici al-Quds crea tante tensioni perché nessun islamico ha obiettato quando il Giro d’Italia è partito proprio da lì?

LA RISPOSTA. Non ho la pretesa di entrare nella mente di tutti i palestinesi (né riesco a immaginare una soluzione di quella tragedia senza fine); ma se io volessi suscitare l’interesse del mondo boicottando qualcosa non sceglierei il ciclismo. Poca cosa è ormai il ciclismo e il Giro d’Italia è totalmente ignorato dal 90% della popolazione mondiale.

Invece il calcio e i suoi campioni li conoscono tutti, dalle megalopoli asiatiche ai villaggi dell’Uganda. Le magliette di Messi o di Cristiano Ronaldo fanno notizia cento volte di più della bici di Froome.

messicilo

Published in: on giugno 8, 2018 at 12:43 pm  Comments (2)  
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LA SCOMPARSA DI PATO’ – dal romanzo al film

Andrea Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene.

Nell’anno giubilare 2000 il Camilleri ha scritto un vero capolavoro, il cui complicatissimo intreccio riassumerò dopo l’immagine. Soltanto 12 anni dopo fu realizzato un film che ieri sera ho visto in tv.

Ci sarebbe da dire che il cinema italiesco (a differenza della tv) non ama Camilleri. Ma il tema è complesso e oggi non ho lo sbattimento di approfondire.

Magari la prossima volta.
pat

IL ROMANZO. Fine Ottocento a Vigàta. La sera del Venerdì Santo si rappresenta la Passione. A un certo punto il bancario rag. Patò (che impersona Giuda) si impicca. Applausi e insulti: “Traditore!!! Infame!! Fetuso!! Vai all’inferno!!!” Ma quella sera Patò non torna a casa e la mattina seguente la moglie ne denuncia la scomparsa alle autorità di polizia.

Sui muri di Vigàta una scritta naturalmente anonima: Murì Patò o s’ammucciò? (Patò è morto o se l’è svignata?)

Carabinieri e poliziotti, pur non amandosi, collaborano e giungono a una conclusione imbarazzante.

IL FILM. Lo schema iniziale è lo stesso, ma ci sono notevoli differenze nel finale. Naturalmente non ve le racconto. Vi dico solo che ci lavorano attori di gran classe: il duo Frassica-Casagrande (nella foto iniziale), Neri Marcoré, Flavio Bucci, Roberto Herlitzka, Gilberto Idonea, Guia Jelo, Simona Marchini eccetera (gli eccetera non si offendano se non ho messo la foto)
buccinerimherli

Concludo (ma tornerò sul tema Camilleri-e-il-cinema) chiedendovi se avete visto il rag. Patò.

La mafia locale lo sta cercando.

paò

Published in: on giugno 6, 2018 at 6:37 am  Lascia un commento  
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