Viaggio al sud – seconda pagina

Pizza da Verginiello, in compagnia di nostro figlio e nostra nuora. Vengono da Santiago del Cile e non sono abituati all’abuso, tutto italiesco, degli smartfon.
verginiello

Voglio dire che non sono abituati allo spettacolo: appena finito l’ultimo boccone sui tavoli intorno al nostro appaiono quegli oggetti rettangolari e via con le foto, le condivisioni, i messaggi whattsapp eccetera.
uatts

Quasi nessuno parla. Tutti messaggiano.

A quanto pare in Cile non usa tanto messaggiare a tavola. Usano quegli aggeggi sul posto di lavoro, negli aeroporti, in navigazione ecc.

Ma non dove si dovrebbe gustare il cibo.

Cambiamo discorso.

-Usano anche da voi i teschi sulle magliette?-
teschteschiotes

-Sì, ma non tanto frequenti come qui…-

Si discute sui motivi di questa moda che sembrava affievolirsi (ma questa estate italiana l’ha rilanciata).

  • si vuole esorcizzare la paura della morte
  • sono i riti di halloween (non più confinati alla fine di ottobre: ormai è halloween tutto l’anno)
  • se uno/a è brutto/a si consola così (come la moda dei jeans stracciati serviva per “contestare” i pantaloni troppo sciccosi che c’erano prima)
  • questo gusto macabro ha ripreso quota da quando c’è Trump: quel coglione rischia di provocare una guerra nucleare e noi, più o meno inconsciamente, ci prepariamo al peggio

A questo punto arriva la pastiera napoletana. Del complesso rapporto tra i napoletani e la morte ne parliamo un’altra volta. OK?
pasti

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Published in: on ottobre 23, 2018 at 8:50 am  Lascia un commento  

Viaggio nel Sud – prima pagina

Sono bolognese al 100%, ma amo il golfo di Napoli.

Qui lo dico e qui lo dico. Avverto però che qualche annotazione del diario di viaggio non sarà del tutto positiva.

A Pompei è stata decifrata questa scritta. L’eruzione del Vesuvio è avvenuta in autunno?
pomp

La cosa ha suscitato scalpore. Finora gli inquirenti della polizia imperiale seguivano la pista Annibale (è sempre comodo dare la colpa di tutto a chi viene dal nordafrica).

Ma ora Annibale ha un alibi inattaccabile: era in vacanza a Miami.

Le indagini dovranno prendere un’altra strada. Saranno indagati i cristiani, già ritenuti responsabili dell’incendio di Roma.
tax
I taxi napoletani non vanno a benzina. Vanno a clacson.

I clacson (non solo dei tassisti) suonano a distesa giorno e notte. Non solo per avvisare chi non scatta al verde come se fossimo al gran premio di Monza (questo succede anche a Bologna).

Suonano soprattutto per scacciare gli spiriti maligni, tipo indigeni dell’Amazzonia. Ma anche per avvertire chi cerca temerariamente di attraversare la strada: “Stai accorto a quello che fai! Sto arrivando io! Non pensare che l’essere sulle strisce o spingere la carrozzina di un bebè basti a garantire la tua sopravvivenza!”
capr
Oscar Wilde scrisse che “gli americani buoni dopo la morte vanno a Parigi, quelli cattivi restano in America”.

Io ho gusti diversi da O. Wilde; ritengo che il paradiso sulla Terra sia a Capri e dedicherò le prossime pagine a spiegarne il motivo.

Per oggi mi limito a segnalare che i Capresi hanno un’altissima opinione della loro isola e sostengono che gli Ischitani hanno un solo vantaggio su di loro: vedono da lontano l’elegante profilo di Capri e non possono, ovviamente, vedere il profilo di Ischia.
profilo

Published in: on ottobre 22, 2018 at 8:29 am  Comments (2)  
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“Soltanto” seconde?

Vi sembra poco che la nostra nazionale di pallavolo sia arrivata in finale ai Mondiali giapponesi?

E che abbia perso per un soffio il titolo mondiale?

E’ più bello quando si vince, certamente. Ma avere una medaglia d’argento al collo non è tanto male…

Dopo la foto vi rivolgerò qualche domanda. Si tratta di domande retoriche, di quelle che non hanno bisogno di risposta.

contente

  • l’Italia è al 2° posto nel mondo per la sicurezza dei suoi viadotti?
  • l’Italia è al 2° posto nel mondo per la ricerca scientifica?
  • l’Italia è al 2° posto nel mondo per la lotta all’evasione fiscale?
  • l’Italia è al 2° posto nel mondo per la lotta alla criminalità organizzata?
  • l’Italia è al 2° posto nel mondo per la rapidità dei processi civili?
  • Moody’s classifica l’Italia al 2° posto nel mondo nella graduatoria “nessun rischio di insolvenza”?
  • la nazionale italiana maschile di calcio è al 2° posto nel ranking mondiale della FIFA?
  • il cinema italiano è al 2° posto nel mondo per il livello delle sue produzioni?

 

Published in: on ottobre 20, 2018 at 10:41 pm  Lascia un commento  

Non fumo più…

Ho smesso di fumare da molto tempo.

Forse la cosa ha coinciso col fatto che sul grande schermo hanno smesso attrici/attori che adesso vado a enumerare.

Greta Garbo

Humphrey Bogart

Rita Hayworth

Marlon Brando

Audrey Hepburn

James Dean

Meryl Streep

Uma Thurman

Ian Mckellen – vabbé, Gandalf non fuma sigarette, per cui non vale…

Faccio prima a dire chi non fumava (dopo le foto)
gandalf
garbo
bogamarlonritaauddeanstreepmia

Marilyn Monroe non ha mai fumato nei suoi film. Almeno così mi risulta (dopo averli rivisti molto attentamente)
splend

Published in: on ottobre 20, 2018 at 6:41 am  Lascia un commento  

MIGRANTI

Ripubblico un post di 10 anni fa (5 ottobre 2008). Mi sembra che non abbia perso d’attualità (allora c’era Bossi, adesso Salvini)

Fino a qualche decennio fa gli Italiani (in gran parte) avevano le pezze al culo.

Erano gli italiani ad emigrare, spesso clandestinamente, come nel bellissimo film IL CAMMINO DELLA SPERANZA di Pietro Germi (1950).

Poi si sono arricchiti, in un modo o nell’altro, e hanno paura di perdere il GRUZZOLETTO.

Adesso si ha paura di tutto e di tutti. Ciò che è diverso, imprevisto, insolito, è visto come una minaccia. Perciò dagli al negro, dagli allo zingaro!

La crisi economica peggiora la situazione. Come la Germania diede retta a Hitler dopo la crisi del ’29 (prima Hitler era il leader di un partitino di esaltati, come Bossi), nei nostri infelici anni i misfatti del mercato coincidono con il moltiplicarsi dei casi di intolleranza e di violenza.

VIOLENZA contro tutti, mica solo gli stranieri. A parte i casi clamorosi come quelli di Erba e di Cursi, sento dire sempre più spesso di liti condominiali che trascendono in risse e minacce di morte.

P.S. Oltre al sopracitato film, l’emigrazione clandestina degli italiani in quegli anni ha dato spunto a IL LUNGO VIAGGIO, un racconto di Leonardo Sciascia contenuto nella raccolta IL MARE COLORE DEL VINO.

Gli alunni delle nostre scuole quando leggono questo amaro racconto credono che sia uno scherzo (alla Umberto Eco) che capovolge la realtà: sono abituati a vedere gli scafisti che scaricano i disperati dell’Africa sulle spiagge italiane. Ci vuole un certo sforzo per fargli capire che, fino ai primi anni cinquanta, i disperati eravamo noi.
viaggio

Published in: on ottobre 15, 2018 at 9:22 am  Comments (2)  
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Un “oscar” riservato alla categoria BLOCKBUSTER? No, no e poi no!!!

Dialogo con i fratelli Lumiere (dopo il terzo Cartizze mi succede spesso) a proposito del premio al miglior film “popolare”, cioè che ha avuto un fantastiliardo di spettatori.

Anzitutto Auguste mi chiede se questa idea del cazz opinabile è di un americano.

Rispondo che sì, è stata proposta da un certo J. Bailey.

“Volevo ben dire…” borbotta lui e si immerge nelle sue meditazioni.

Tocca a Louis impugnare la sciabola.

“Sarebbe una proposta sensata solo se esistesse una congiura demoplutogiudaicomassonica per escludere dalla gara per il miglior film i prodotti che abbiano incassato troppo… Ma non è così!”

Batte il pugno sinistro sul tavolo (era mancino). Quando si scalda dà il meglio di sé…

“Premesso che se uno, tipo il vostro Checcò Zalonè, incassa tante palanche (non sono sicuro, ma mi sembra che abbia sputazzato per terra)il suo premio l’ha già avuto, potrei citarti decine di ottimi film che hanno ricevuto premi importanti e, contemporaneamente, hanno fatto felici i produttori!”

  • IL PADRINO
  • IL SIGNORE DEGLI ANELLI
  • TOY STORY 3
  • VIA COL VENTO

Interrompo la sua arringa per inserire TITANIC nella lista. Ma non è una buona idea, perché appare improvvisamente Georges Méliès (gli piacciono le entrate ad effetto) e grida che lui TITANIC l’avrebbe fatto meglio.
milies
Tra i Lumiere Brothers e Melies si accende una vera rissa. Mi dispiace non potervi dire come è finita; mi sono svegliato quando il barista mi ha chiesto di pagare il conto per tutti (quei 3 se l’erano svignata).
nulllum

Published in: on ottobre 12, 2018 at 7:39 am  Comments (5)  

MURDER ON THE ORIENT-EXPRESS (2017): questa volta non si balla il valzer…

10 mesi fa ho recensito il film di Branagh

Ora, rivisto il branaghfilm nel piccolo schermo, sento l’impulso di riprendere il discorso.

Confrontando i 2 diversi finali, la figura di Poirot e la colonna sonora.
branagh

Ricordate il finale, a tempo di valzer, della versione del 1974?
bacall
Poirot ha smascherato i colpevoli creando tensione (per la verità le attrici e gli attori restano impassibili mentre il gesticolante detective ricostruisce il delitto; tanto sanno già come andrà a finire!) ma alla fine tutto si aggiusta e si beve champagne.

Nella versione del 2017 il clima è ben diverso.

Anzitutto Poirot non è il solito ghiottone vanesio. E’ pieno di nevrosi (la gag delle cravatte raddrizzate!) e di dubbi. Sembra Amleto (Branagh è stato un grandissimo Amleto nel 1996) e nelle sue mani la storia diventa veramente una tragedia.

La colonna sonora (di Patrick Doyle) abbandona il valzer e il tango per pagine molto drammatiche (pochi violini, molto pianoforte e lunghi momenti di silenzio).
defoejudy

Quando poi i nodi vengono al pettine, Poirot manifesta un profondo pessimismo. “Ho sempre creduto che l’uomo fosse razionale e civilizzato… ma la natura umana è perversa!

(questa battuta non c’è nel romanzo)

E non c’è il brindisi finale (che faceva finire il film del ’74 come un’operetta viennese). Linda Arden prima di tentare il suicidio mormora “la mia vita è finita con quella di Daisy…”. 

Ma non muore. Avrà una lunga vita (almeno spero) per riflettere su quello che ha fatto.
michell

Published in: on ottobre 10, 2018 at 9:43 am  Lascia un commento  
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Quando Nietzsche pianse… (romanzo di Irvin D. Yalom)

Le lacrime di Friedrich Nietzsche sgorgano a pag 435 al termine di un lungo dialogo con il dr. Josef Breuer di Vienna.

I motivi del pianto ve li spiego dopo l’immagine (se proprio volete saperli).

Prima occorre una premessa. L’autore (Irvin Yalom) è uno psichiatra di origine ebrea; gli sarebbe piaciuto far interagire Sigmund Freud e Nietzsche… ma era impossibile senza alterare la storia (Freud, nato nel 1856, era poco più di uno studentello quando Nietzsche incontrò Breuer).

Di conseguenza ricorre a una capriola narrativa: il filosofo Nietzsche, spinto dalla depressione a desiderare la morte (Lou Salomé gli aveva dato il due di picche) si affida alle cure del medico Breuer. E viceversa. L’uno racconterà all’altro i propri sogni/incubi (metodo che renderà famoso Freud) e lo aiuterà a comprendere se stesso.

Fine della premessa.
nietz

Cosa sogna J. Breuer? Ha avuto in cura una donna bellissima (Bertha Pappenheim) e lui sogna frequentemente di possederla. In una visione immagina che un incendio distrugga la sua casa e causi la morte di tutta la famiglia (la moglie e i 5 figli) lasciandolo libero di fuggire con Bertha. Infine immagina di affrontare la moglie e di dirle “Amo Bertha e me ne va vado per sempre!” (poi si sveglia, si pente e a Natale tutti, compreso il giovane Freud, banchettano insieme).

Cosa fa piangere F. Nietzsche?

  • Forse l’infranta amicizia con Wagner? Naaaa.
  • La sua storia con Lou Salomé? Forse… anche se per tutto il romanzo Nietzsche accumula battute misogine “Le donne corrompono e insozzano… non desidero capire cosa vogliano le donne, desidero solo evitarle!”
  • La consapevolezza di essere solo come un cane? Risposta esatta. “Lo sai cosa significa sapere che quando morirai il tuo corpo potrebbe non essere scoperto per giorni o settimane, finché l’odore non finirà per attirare l’attenzione di un estraneo?” L’autore di UMANO, TROPPO UMANO aveva un caratteraccio, di quelli che impediscono di stringere durature amicizie…

Fu così che il Natale 1882 Nietzsche lo trascorse, come sempre, da solo.

Published in: on ottobre 8, 2018 at 3:36 pm  Lascia un commento  
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Problema. La mamma va al mercato con la cittadinanza card…

Cosa ha comprato la mamma?

  • 75 grammi di mortadella
  • una guida turistica di Genova (bisognerà pure incrementare il turismo per quella sfortunata città…)
  • una confezione da un kg di sale grosso
  • un city pass valido per 10 corse sull’autobus
  • un costume da Donna Vampiro (è quasi Halloween)
  • una scatola di viagra, contenete 4 compresse (per il marito? per il figlio? per il vicino di casa? meglio non precisare)
  • una statuetta di gesso alta 14 cm raffigurante Padre Pio
  • 120 gr di lardo di colonnata
  • 6 lampadine LED Philips E27
  • una confezione di Nutella da 25 grammi
  • 24 scatolette di cibo per gatto “No trip for cats” da 85 grammi ciascuna

Quali acquisti saranno giudicati di prima necessità?
clint

Dalla notte dei tempi lo SPREAD ha condizionato le nostre vite

Com’è noto, la guerra di Troia fu causata dalla visita di Paride a Sparta.

Come sanno i lettori di Alan Ford, Menelao fu felicissimo di veder partire la moglie Elena. Ma il “rapimento” di Elena provocò un intollerabile aumento dello Spread acheo. E fu guerra.
numer

Cosa dire di Enrico VIII e della brexit del 1535? Tutto cominciò con l’aumento dello Spread… Enrico perse la testa, fece annullare il precedente matrimonio, troncò i rapporti col Papa (che aveva uno Spread incredibilmente basso) e sposò Anna (che a sua volta perse la testa)
ernr

Nel 1861 l’esercito confederato prese a cannonate Fort Sumter (Carolina del Sud) iniziando la Guerra di Secessione. Tutta colpa dello Spread che cresceva continuamente: i Confederati decisero di uscire dall’Unione e di sostituire il Dollaro con una nuova moneta, chiamata Cotton.
cotto

Come fece Hitler a legare l’Italia alla sua follia? Disse al duce: “Io annullare SPREAD, che essere invenzione ebraica! D’ora in poi Germania e Italia avere stessi tassi di interesse!”
hit

La verità è che lo Spread è un grosso cane che scodinzola quando sente parlare tedesco e mostra i denti quando sente risuonare nelle orecchie la dolce loquela italiana.
doberm

Published in: on ottobre 4, 2018 at 8:34 am  Comments (2)  
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