Un consiglio (anzi due): oggi andate al cinema, possibilmente a vedere il film su David Copperfield

Con l’aria che tira non è impossibile che domattina esca un decreto anticinefilo. Magari una disposizione che prescrive una distanza di sicurezza di 25 metri tra spettatore e spettatore.
cin

Spero proprio di no. Ma, nel dubbio, vi consiglio di andarci entro la mezzanotte.

Aggiungo che ieri sera siamo andati a vedere LA VITA STRAORDINARIA DI DAVID COPPERFIELD, versione moderna di uno dei romanzi più famosi del mondo.

Quando ne avrò voglia scriverò una recensione come si deve.

Adesso mi concentro su quale film vedere nel pomeriggio.

Mario consiglia IMPREVISTI DIGITALI che ha già visto al Roma.

Pasqualina vuol rivedere TENET (anche per me è il migliore degli ultimi 2 mesi)

Non tralascerei il biopic su GAUGUIN interpretato da Vincente Cassel (lo danno all’Antoniano).

Comunque, BUONA DOMENICA a tutte/i.

Published in: on ottobre 18, 2020 at 10:26 am  Lascia un commento  

TRITTICO – tre storie papali dirette da E. Lubitsch, Q. Tarantino e E. Vanzina

NON E’ COME SEMBRA (regia di Ernst Lubitsch)

La scena è una lussuosa suite dell’Albergo del Libero Scambio. Su una poltrona Frau siede Madame Marogna. Sta aggiustando l’orlo di un paio di pantaloni bianchi.
hotel

Entra il cardinale Pell. E’ appena tornato dall’Australia e risente del jet lag. Tuttavia non gli sfugge il colore dei pantaloni e arguisce che appartengano al Sommo pontefice.

-Confessate, Madame! Papa Francesco è nascosto in uno di questi armadi?-

-Non è come sembra, signor cardinale! Posso giurare che non c’è nessun papa in questi armadi!-

Pell non è convinto e apre, uno dopo l’altro, gli armadi sul fondo della scena. Nell’ultimo appare il cardinale Becciu vestito di bianco.

-Non è quello che pensi, caro Pell: è solo un gioco! So benissimo che non sarò mai papa e allora, adesso che ho tanto tempo libero, ogni tanto vengo qui a vestirmi…-
becc

Rendendosi conto di non essere gradito Becciu scatta come un centometrista ed esce di corsa inseguito da Pell, appesantito dagli anni e dal jet lag.

Quando il baccano si placa la porta del bagno si apre. Ne esce papa Francesco, privo di pantaloni.

-Hai finito l’orlo, Cecilia? Sai, comincio ad avere un po’ freddo…-

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IL CONCISTORO DI ITACA (regia di Quentin Tarantino)

Papa Francesco convoca tutti i cardinali in un convento abbandonato nell’isola di Itaca.
taca

-Vi ho riuniti qui, cari confratelli, per dirvi che intendo preparare un nuovo conclave!-

Mentre quelli sono paralizzati dallo stupore estrae dal suo scrittoio un lanciafiamme e li incenerisce in pochi secondi (è un modello miniaturizzato, brevetto Elon Musk).

Ottenuto il silenzio dichiara aperte le votazioni. Fumata bianca. Votanti 1, voti a suo favore 1.


A SPASSO NEL TEMPO (regia di Enrico Vanzina)

Leonardo da Vinci, com’è noto, costruì una macchina del tempo nel 1499 e la sperimentò inviando nel 2020 i discepoli più grulli della sua scuola: Massimo da Luino e Christian da Roma.
viaggi

I due grulli, sbagliando a ingranare la marcia indietro, si ritrovano nel 1860 su una delle navi di Garibaldi. Cercano di convincere il Generale a sbarcare a Montecarlo per tentare la fortuna al casinò ma vengono gettati in mare.

Dopo una serie di maldestri tentativi di far funzionare la Macchina si ritrovano a Gerusalemme la mattina del Sabato santo.

Lì incontrano Simon Pietro, devastato dai sensi di colpa per aver rinnegato il Maestro.

“Dai Pietro, non ti abbattere! Noi sappiamo che ti perdonerà! E comunque se sali nella macchina con noi ti facciamo tornare indietro di 36 ore e così correggi i tuoi errori!”

Come al solito Massimo schiaccia il pulsante sbagliato e si ritrovano tutti e 3 nel 1499 dove ad accoglierli ci sono Leonardo e una donna dai capelli neri.

Pietro la riconosce subito: Maddalena, come hai fatto ad arrivare fin qui?
maddalena santa
Maddalena spiega tutto. E’ stato Leonardo a trovarla con un modello perfezionato della macchina del tempo.

Ora è massimamente opportuno, aggiunge Leonardo, che Maddalena e Pietro viaggino fino al 2020 e chiedano udienza a Francesco, successore di Pietro.

Lo devono convincere che la Chiesa deve valorizzare le capacità delle donne.

-Non tutte le donne sono perfette; ma guardate Maddalena! Non solo è una santa, ma sa pilotare la Macchina con un’abilità sbalorditiva! Sembra che non abbia fatto altro nella sua vita!-

-Grazie dei complimenti, Leonardo! Ma perché proprio nel 2020? Non ci sono anni più vicini?-

-Ogni fiore ha la sua stagione, Maddalena. Ci vorranno secoli prima che possa maturare l’idea che le donne valgono almeno quanto gli uomini.- 
donn

Published in: on ottobre 16, 2020 at 12:17 am  Comments (2)  

DECRESCITA (FELICE?)

Ogni tanto sento dire che non tutti i virus vengono per nuocere.

Che l’eccezionale rallentamento dell’economia mondiale, iniziato la primavera scorsa, è un bene.

Soprattutto per l’ambiente. Anzi si deve pregare perché il virus si diffonda sempre di più e faccia passare a tutti la voglia dei concerti sulla spiaggia, dei viaggi in aereo, dei rave party ecc.

Mah.

Non sono uno studioso di ecologia, di scie chimiche e di ossidi di azoto.

Dico solo che in queste crociate contro la società dei consumi e in questa nostalgia della società preindustriale mi sembra di sentire l’eco del “ricordati che devi morire” a cui Massimo Troisi diede una risposta memorabile.
troi

Nessun ecologista è stato maltrattato nella stesura di questo post.

Published in: on ottobre 14, 2020 at 8:19 am  Comments (2)  

COLUMBUS DAY, ovvero STORIA DI UN CERVELLO IN FUGA

Che Colombo fosse italiano è provato da molti indizi.

    • era molto attaccato ai soldi (il suo motto era “scoprirò nuovi mondi solo se mi dai fondi”)
    • era sempre disposto a cambiare bandiera; prima di accordarsi con Isabella di Castiglia ci provò con i Portoghesi, i Francesi e con la Juventus (ma non si trovò l’accordo con Moggi)
    • non era ferrato in geografia: continuò a chiamare India quella parte di mondo che poi si chiamò America (fosse stato meno cocciuto oggi parleremmo di Christophoran Dream, Christophoran Graffiti, Christophoran Beauty ecc)

picgraffbeauty

Comunque ebbe culo gli andò di lusso. Se la vedetta non avesse gridato Tierra! Tierra!!! al momento opportuno la ciurma era pronta a fargli quel servizio che ho cancellato 2 righe fa.

Danielle Madam, atleta italiana

Questa donna è da ammirare. Studia in Italia (sta per laurearsi all’università di Pavia), lavora e lancia il peso (ha vinto molte gare e se non ha ancora raggiunto la misura di 18,50 che dà accesso alle Olimpiadi ci può arrivare)
madam

Ma non potrà rappresentare l’Italia ai Giochi Olimpici se non avrà al più presto la cittadinanza italiana.

Per motivi burocratici che non sto a raccontarvi (non voglio annoiare) la cittadinanza le è stata negata.

Lei, comprensibilmente, ha protestato scrivendo che a un calciatore uruguagio che a malapena sa spiccicare tre parole in italiano la cittadinanza sarà presto concessa, mentre lei “extracomunitaria di serie B” potrebbe diventare nonna prima di avere il passaporto.

(lo scudetto tricolore che vedete sulla maglia non è un abuso: la società Bracco Atletica è campione d’Italia)

Dopo che Danielle è stata sprezzantemente apostrofata da un tanghero “tu non sei e non sarai mai italiana!”, il sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi l’ha ricevuta in municipio e le ha promesso che farà fuoco e fiamme per risolvere il problema.

Infatti ha chiesto ufficialmente al presidente Mattarella di concedere il passaporto italiano a Danielle.

Nel mio piccolo rivolgo anch’io la stessa richiesta.

Caro Presidente, lei ha il potere di concedere la cittadinanza per svariatissimi motivi (culturali, scientifici, sportivi et cetera).

Firmi questo decreto, per favore.

il Nobel a Claudio Magris? Purtroppo no…

Stamattina sarà assegnato il Nobel per la letteratura. Ripubblico il post dell’anno scorso.

Mi sussurrano che quest’anno la Medaglia andrà a Louise Gluck.

Non te la prendere, Claudio. Sarà per un’altra volta.
magis
Ho sempre stimato Magris e ora, dopo aver letto TEMPO CURVO A KREMS, nella mia considerazione è salito di altri 5 gradini.
krems

5 gradini in quanto si raccolgono in questo libro 5 racconti, uno più bello dell’altro.

  1. IL CUSTODE – il protagonista è un infelice riccone che, paradossalmente, prova appagamento a svolgere la funzione di portinaio in un palazzo di Trieste che è suo come tante altre cose…
  2. LEZIONI DI MUSICA – il protagonista si chiama Salman Meierstein, insegna al Conservatorio; gli tornano in mente le traversie della sua famiglia, dalla Polonia degli anni 20 (dove gli Israeliti erano trattati molto peggio di come li trattava l’Impero degli Asburgo) all’Italia fascista (dove, prima delle infami leggi del ’38, la sua stirpe non era malvista); ricorda quando indossava la divisa di balilla e suo padre gli ordinava di salutare col braccio teso: “Hejb die Hand, Meschugge!” (traduco dall’yiddish: alza il braccio, idiota!“)
  3. TEMPO CURVO A KREMS – il protagonista ha tenuto un’applaudita conferenza su Kafka a Krems (a Magris piace tanto ambientare una storia sul Danubio) e fa una scoperta sconcertante: Nori, l’incantevole 18enne per cui aveva sospirato decenni prima, è ancora viva e lo manda a salutare Non è possibile! Nori era una classe avanti e non lo aveva mai degnato di uno sguardo… “per un ragazzo di 17 anni Nori era più inaccessibile di una diva di Hollywood per un professore”; esiste dunque una dimensione in cui il tempo è curvo, non rettilineo come l’immaginiamo normalmente?; cosa succede all’interno dei buchi neri, dove la gravità cancella anche il tempo?; magari in uno di quei buchi esiste un universo in cui Shakespeare non è mai esistito e Nori risponde a una tua telefonata.
  4. IL PREMIO – Lu (Alessandria); una sera tra letterati: è stato assegnato un premio (è a questo punto che ho pensato al Nobel) e si beve (nel Monferrato non c’è spazio per gli astemi); il protagonista si chiama Serra e si trova disagio tra poeti e narratori più giovani di lui (autobiografico?); alla fine torna a casa (casa per modo di dire) borbottando “devono essere queste le nuove tendenze letterarie… be’, passeranno anche queste!”
  5. ESTERNO GIORNO. VAL ROSANDRA – si sta girando un film sulla Grande Guerra; il protagonista è sul set come consulente storico (avendo combattuto su quelle trincee col grado di tenente); tra una scena e l’altra rievoca un episodio sanguinosissimo, in cui salvò la vita a un austriaco; il quale austriaco dopo la guerra lo volle ringraziare (“sie haben mein Leben gerettet”) e dirgli che aveva avuto un figlio e lo aveva chiamato Adam nella speranza che sarebbe vissuto in un nuovo Eden, un mondo senza più guerre (speranza vana, ahimè…)
Published in: on ottobre 8, 2020 at 12:27 am  Comments (5)  
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Quattro cose che migliorano la qualità della vita

Elenco 4 cose buone della vita. Ce ne sono certamente altre, ma adesso non mi vengono in mente.

  1. I gelati della Funivia, in particolare i gusti “50 special” “Cioccolata&Rhum” e “Leonardo”
  2. Andare al cinema (non importa se il film è un capolavoro o è noioso come LACCI; l’importante è mettersi comodi in attesa del buio in sala)
  3. I cannoli di Laganà
  4. Farmi aggiustare la barba, possibilmente da Fabio

funivnosadlaganfabio

Mi accorgo di aver elencato quattro categorie di servizi che il lockdown della primavera scorsa aveva costretto a chiudere:

  1. gelaterie
  2. sale cinematografiche
  3. pasticcerie
  4. barbieri, parrucchieri et similia

Devo preoccuparmi ora che il comportamento irresponsabile di alcune teste di cazzo teste vuote provochi un altro lockdown?

Perciò, per non privarmi dei cannoli e del cinema, mettetevi la mascherina quando uscite, lavatevi BENE le mani quando tornate a casa e mantenete la distanza di sicurezza.

Fatelo per me.

N. B. Lo so, l’effetto di un nuovo lockdown sull’economia sarebbe disastroso (altro che gelati); ma l’ho buttata sul frivolo.

Published in: on ottobre 5, 2020 at 11:25 pm  Comments (4)  

Dove si va sabato sera? Al cinema Chaplin!

Si ricostituisce ufficialmente la ballotta cinefila. Erano 6 mesi che non ci si vedeva tutti.

Stavolta è da Pinterrè in via Mazzini. In attesa delle pizze (io però ho ordinato gnocchi alla sorrentina) decidiamo dove andare. Noi due poniamo subito il veto su TENET.

E’ un bel film, veramente interessante, ma prima di dedicare altri 150 minuti a capire cos’è l’entropia (ho nozioni un po’ vaghe in materia) vorrei qualcosa di inedito.
chap

Si decide per PADRENOSTRO, il film di Claudio Noce. Gioca in suo favore che lo danno al cinema Chaplin, a pochi metri da casa.
nostr

In attesa del pignatiello dei miei gnocchi faccio una domanda a Mario, che torna da Vicenza.

-Anche da voi si vedono tante mascherine per terra? Qui è davvero uno schifo!-

-Ma no! Cosa dici? Non li mettete nell’indifferenziata?-
masc

Andrebbero messi in un sacchetto di plastica e poi gettati nel cassonetto dell’indifferenziata come già spiegato. Ma a Bologna c’è poca educazione…

Va detto però che Mario è affetto da miopia. Forse anche a Vicenza qualcuno le butta per terra e lui non le vede.

E ora mi dedico al pignatiello.
gnoc

Published in: on ottobre 2, 2020 at 11:34 am  Lascia un commento  

L’UFFICIALE E LA SPIA, di Roman Polanski

L’avevo già visto a Novembre e mi era sembrato noioso.

Ora l’ho rivisto grazie a Skycinema e ho deciso di recensirlo.

Non è poi così noioso e merita la qualifica di AL DI SOPRA DEL BAH.

Se della storia di Picquart (l’Ufficiale) e di Dreyfus (la presunta Spia) sapete poco o niente cliccate 1

Se conoscete bene la storia cliccate 2.

Se avete cliccato 1 vi consiglio di andare in fondo (dopo la seconda immagine) e di erudirvi. Poi tornate qui.

Se avete cliccato 2 dopo la locandina potrete sapere il mio parere sul film, ammesso che vi interessi conoscerlo.
drey

Come dicevo questo è un bel film, anche se le scene dei processi sembrano interminabili. L’interpretazione di J. Dujardin (uno che ha vinto un Oscar e una carriolata di altri premi) è eccellente. Un bravo attore che è passato attraverso il genere “commedia” e stavolta ha lo sguardo severo di chi rischia la carriera per amore della giustizia, poi finisce in carcere, passa dalle stalle alle stelle (di generale) e diventa ministro della Guerra.

Ma la scena più drammatica è quella della degradazione del capitano Dreyfus. Qui è evidente che Polanski filma l’umiliazione di Dreyfus pensando alla sua umiliazione.

Com’è noto il regista polacco (di origine israelita, come lo era Dreyfus) era stato condannato 43 anni fa a 90 giorni di carcere per atti sessuali a una minorenne (unlawful sexual intercourse with a minor).

Non era uno stupro (non se la sarebbe cavata con 90 giorni) e l’allora minorenne ha pubblicamente perdonato Polanski. Ma le cose si complicarono subito. Scontata la metà della pena, Polanski sentì dire che il Procuratore Rittenband intendeva riesaminare il caso e condannarlo a una pena molto più pesante. Preso dal panico saltò sul primo aereo per l’Europa e da allora non rimette piede negli USA.

A me sembra un puntiglio quello del regista (che oggi ha 87 anni e in ogni caso sconterebbe la rimanente pena ai domiciliari). Come è un puntiglio quello della Giustizia statunitense.

Comunque L’UFFICIALE E LA SPIA, presentato a Venezia un anno fa, è un evidentissimo apologo sugli errori giudiziari e su come l’opinione pubblica sia facilmente manipolabile.
zola
Avete cliccato 1?

Ecco una breve sintesi dell’affaire Dreyfus.

Parigi 1894. I servizi di controspionaggio francesi sanno che qualcuno passa preziose informazioni militari ai tedeschi. Un documento manoscritto sembra opera del capitano Alfred Dreyfus che viene subito arrestato, degradato e spedito all’Isola del Diavolo (carcere di massima sicurezza in Guyana).

Viene chiamato a dirigere il controspionaggio militare il colonnello Georges Picquart, che scopre che il documento di cui sopra non può essere stato scritto da Dreyfus e che tutta l’inchiesta è stata un falso. Fa riaprire il caso, ma contro di lui si scatena una furibonda campagna di stampa. Picquart viene rimosso dall’incarico e poi condannato per aver violato il segreto militare.

Ci vorranno anni perché prima Picquart e poi Dreyfus siano riabilitati.

Può essere interessante che per molti decenni molti politici e militari francesi siano rimasti ostinatamente convinti della colpevolezza di Dreyfus.

Nel periodo 1940-1944 quasi tutti i collaborazionisti (ma non Petain) sbandieravano la bandiera antidreyfusarda.

Published in: on settembre 29, 2020 at 3:07 pm  Comments (2)  

Dear mister Johnson…

To: Mr Alexander Boris Johnson

10 Downing St. Westminster, London SW1A

boriCon la presente propongo uno scambio culturale. Se voi ci inviate uno dei vostri premi nobel (uno a caso; ne avete tanti come ho annotato nell’ultima riga) noi vi spediamo Vittorio Sgarbi, deputato scrittore e polemista.

Soprattutto polemista.
polem

Come lei sa noi italiani siamo disciplinati, rispettosi delle regole, fedeli in amore e paghiamo volentieri le tasse. Ma Sgarbi è l’eccezione che conferma la regola.

Nella foto lo si può ammirare mentre lo portano via dalla Camera dei Deputati per aver contestato provocatoriamente l’obbligo di portare la mascherina antivirus in aula.

Nel comune italiano di cui è sindaco Sgarbi ha stabilito di multare chi indossa la mascherina all’aperto.

Ma non le sto a elencare tutte le trasgressioni e le provocazioni verbali e fisiche di questo clown. Non la finirei più.

Ho detto clown?

Sì, l’ho detto.

Sgarbi sarebbe piaciuto a Shakespeare, presumo. Nelle opere del Bardo compaiono spesso tipi bizzarri che, anche all’interno di un dramma, strappano una risata alla platea:

  • Mercuzio in ROMEO AND JULIET
  • Holofernes in LOVE’S LABOUR’S LOST
  • Touchstone in AS YOU LIKE IT
  • and so on

E non solo Shakespeare.

Personaggi alla Sgarbi si possono trovare nello stile paradossale di autori recenti come Oscar Wilde, G.K. Chesterton e G.B. Shaw.
wildchestshaw

Concludo affermando che Sgarbi sarebbe molto apprezzato dal pubblico britannico che ha qualche difetto, ma certamente ha un discreto senso dell’umorismo.

P.S. I britanni insigniti del Nobel dal 1991 sono ventinove.

Published in: on settembre 27, 2020 at 11:32 am  Comments (3)