Hitler è tornato… e c’è poco da ridere!

Siamo andati, mossi dalla curiosità, a vedere questo film programmato all’Odeon (per soli 3 giorni: 26, 27 e 28)

TRAMA. Lui riappare per le strade di Berlino, con le stesse vesti del 1945. Lo scambiano per un bravo attore (molto “calato” nella parte) e si ritrova subito in tv. Fa furore: dove lo trovi un personaggio così? Per la strada i ragazzini lo deridono, due teste di cazz due naziskin lo trattano malissimo (sempre credendolo un attore). Molti però lo salutano a braccio teso, gli chiedono l’autografo, gli dicono che loro non sono nazisti… ma tutti questi stranieri, insomma… Lui è dapprima stordito dal personal computer e dal linguaggio dei talk show, ma impara a padroneggiarli. Sempre meglio.
hit
Considerazione personale.

COMMEDIA? Vi sembra una commedia? A me no, anche se quasi tutti (Trovacinema, MyMovies, Wikipedia ecc) classificano così LUI E’ TORNATO.

Per “commedia” intendo una storia più o meno comica, comunque incoronata dal lieto fine. Ma qui c’è da rabbrividire. Tantissimi berlinesi, sentendosi liberi di esprimere le loro “idee” hanno rovesciato nei microfoni la loro xenofobia, la loro rozza ignoranza e il loro disagio sociale.

La parola giusta, secondo me, è GROTTESCO. Stavo per usare “paradossale” ma in realtà non c’è paradosso nel descrivere come i massmedia (la tv, facebook eccetera) siano perfetti per indottrinare le masse.

Qui da noi abbiamo un comico che si è divertito a fare il politico (adesso forse la smette, perché il gioco è bello quando è corto…)

Nel film c’è un politico che gioca a fare l’attore… ma chi lo fermerà?

Published in: on aprile 30, 2016 at 9:58 am  Comments (5)  
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Bill Turcotte, uomo dalle molte vite… (dopo aver visto la terzera puntata di 22.11.63)

Comincio dal romanzo.

Jake Epping (il protagonista) si allena a cambiare il passato.

Ma prima si impara a camminare poi a correre. La grande missione per cui si prepara è salvare la vita di John Kennedy nel 1963; il test di allenamento è impedire a F. Dunning di compiere una orribile strage nella notte di Halloween 1958 a Derry (Maine)
derr
E qui compare Bill “senzabretelle” Turcotte. E’ un veterano della guerra di Corea. Odia Dunning, che probabilmente ha ucciso la sua prima moglie (sorella di Bill). In quella sanguinosa notte di Halloween Jake e Bill si contendono l’onore di uccidere Dunning (vince Bill, che però muore d’infarto).

Jake ritorna nel presente e, così facendo, cancella quanto avvenuto nel primo viaggio. Non chiedetemi perché: è complicato… diciamo che lo richiede l’economia del romanzo.

Secondo viaggio. Jake sfiora appena l’esistenza di Bill. Gli manda (dopo aver fatto secco Dunning in un agguato al cimitero) una lettera, firmata “un amico”: Caro Bill, vai da un bravo medico e fatti curare il cuore

Se Bill sia andato a curarsi non lo sapremo mai.

E ora passiamo alla serie tv
dallas
Nella quale serie (che continua a deludermi) Bill ha ventanni (e l’attore che lo interpreta ne dimostra anche meno), vive in un paesotto del Kentucky e non uccide nessuno. Scopre però che Jake viene dal futuro e si unisce a lui nella strada che porta a Dallas.

Mi dicono che Bill morirà presto… Ma io sto pensando che, se mi infilo nella Buca del Coniglio nascosta nel mio frigorifero, potrei tornare nel passato e convincere S. King (co-autore della sceneggiatura) a cambiare il finale.

 

Published in: on aprile 28, 2016 at 2:51 pm  Lascia un commento  
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il lato B di Matteo Salvini

Sta per uscire un singolo (edizioni Lalegaceladuro) di Salvini e Pivetti (Irene).

Cantano MILA E SHIRO, DUE CUORI NELLA PALLAVOLO. Un evergreen.

Ho inserito la foto, ma non la canzone (potrebbe provocare, ascoltandola, fastidiosi effetti collaterali). E comunque mi sembrava doveroso dare la notizia. Possiamo dedurne che, alla prossima votazione per eleggere il capo dello stato, i voti leghisti confluiranno su Cristina d’Avena?
mila
Come lato B, ovviamente, un altro Hit di Matteo da Lambrate: “Senti che puzza, scappano anche i cani…”
senti

Published in: on aprile 26, 2016 at 2:03 pm  Comments (1)  
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il Kindle rosa di Stephen King (in attesa della terza puntata di 22.11.63)

Immaginate di essere un insegnante di letteratura anglo-americana a Moore (Kentucky).

Immaginate di ricevere un pacchetto. Avete ordinato ad Amazon un Kindle (con qualche riluttanza, ma ce l’hanno tutti in facoltà…) ma non dovrebbero essere bianchi?

Scoprirete che quel roseo aggeggio non l’ha spedito Amazon. Infatti la vostra carta di credito non ha addebitato alcuna cifra.

Le stranezze si accumulano. Salta fuori un romanzo di Hemingway, I CANI DI CORTLAND, di cui non avevate mai sentito parlare.

E ci sono opere inedite di W. Shakespeare, E. A. Poe ecc

Siete entrati in contatto con un universo parallelo, in cui la Crisi di Cuba del 1962 ha provocato la Terza Guerra Mondiale: intere nazioni cancellate, solo a New York si contano 6 milioni di vittime…

E vi accorgete che la donna che riempie il vostro cuore (si chiama Ellen Silvermann) morirà: il suo autobus si è scontrerà con un Suv che andrà contro mano.

Riuscite a impedire l’incidente.

Ellen è salva! Ma ora dovete affrontare il giudizio di due creature non propriamente umane. “Non hai pensato che una di quelle giovani donne un giorno potrebbe partorire un mostro, in confronto al quale Hitler e Stalin sono dei buontemponi? Non hai pensato che stavi immischiandoti di cose molto al di là della tua comprensione?”

Insomma, siete nei guai fino al collo.

Tutto ciò avviene nel racconto SPERIMENTANDO NUOVE TECNOLOGIE (UR, nell’originale) all’interno de IL BAZAR DEI BRUTTI SOGNI (20 racconti uno meglio dell’altro).
kin
Ora, considerando che il racconto in questione è stato scritto PRIMA del romanzo 22.11.63, è ragionevole che questo racconto sia lo spunto iniziale del romanzo?

Beh, trovare “ragionevole” e “Stephen King” nella stessa frase fa un certo effetto…

Published in: on aprile 24, 2016 at 3:10 pm  Lascia un commento  
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22.11.63 – Qualche considerazione dopo la seconda puntata

Del romanzo di S. King ho già parlato (se volete sapere come va a finire leggetevi le ultime righe del post).

Cosa penso della serie omonima? E’ ancora presto per valutare (sono 8 puntate) e quindi ne riparleremo.

Però qualcosa la voglio dire adesso.
22.11

    • La tv conosce i suoi polli (gli spettatori) e punta sull’azione; pochi ragionamenti, molto sangue; l’orrore nella casa di Doris Dunning (solo 3 pagine nel romanzo) è descritto con scialo di effetti speciali, mentre le considerazioni di Senzabretelle Turcotte sul fatto che l’ergastolo sarebbe una pena più severa per H. Dunning della pallottola che Jake sta inserendo nel tamburo del revolver sono state tagliate.
    • S. King è bravissimo nell’analizzare la psicologia dei suoi personaggi, ma il suo linguaggio non è trasferibile sul piccolo schermo. Ci vorrebbe una voce fuori campo; “non ero ancora entrato nella nebbia dell’irrealtà che presto mi avrebbe inghiottito, ma le prime spire iniziavano a circondarmi… e potevo sentirle”. Per non parlare delle amare considerazioni politiche: “in America  (nel 1958 come nel 2011) l’apparenza è sempre scambiata per sostanza…”
    • Infine, il protagonista del romanzo (non è un santo) viene ingentilito nella serie tv (ha sposato una negr una coloured e dopo la separazione si scambiano gentilezze che nel romanzo non ci sono); ma c’è tempo nelle prossime puntate per descrivere i lati oscuri di Jake

jaj
Ah, mi sono chiesto perché la tragica storia dei Dunning sia stata spostata da Derry (Maine) a un immaginario paesotto del Kentucky.

Beh, in una serie tv si deve spendere poco (rispetto alle produzioni cinematografiche).

Si risparmia sugli attori. Soprattutto si risparmia sulle location.

Ricostruire Derry (la città in cui SK ha ambientato IT) è costosissimo: nel Maine il presente è molto diverso dal passato…

Meglio spostarsi in un angolaccio del Kentucky, tra casette di legno, bar e garage dove il tempo sembra essersi fermato a 57 anni fa.

 

Published in: on aprile 22, 2016 at 9:09 am  Comments (3)  
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Per i distratti non c’è compassione. Per i criminali nazisti…

Sono distratto. Distrattissimo.

Ho già raccontato di come sono riuscito per un pelo (grazie alla comprensione della Polizia italiana e di un’hostess della Ryanair) a non restare a terra.

Ma a molti altri è andata male, anzi malissimo. So di una ragazza che stava partendo con una gita organizzata (la sognava da anni) e, per distrazione, ha dovuto salutare gli altri con gli occhi pieni di pianto…

Beh, ve la racconto un’altra volta.

Altro è il tema che voglio trattare qui.

TEMA. Si chiama Anders Breivik. E’ un nazista che ha sterminato decine di persone a sangue freddo. Non si dichiara pentito. Lo condannano a soli 21 anni (circa 3 mesi a vittima). Con che faccia protesta perché non lo trattano come se fosse un cliente del Grand Hotel?

SVOLGIMENTO. Sì, certo… Cesare Beccaria… la finalità rieducativa della pena… la legge è uguale per tutti… i diritti dei carcerati, anche quelli di Anders Breivik, sono sacri…

Ma sono sicuro che Cesare Beccaria, se qualcuno chiedesse il suo democratico e illuminato parere, griderebbe (come io grido) MA VA A CAGARE, FACCIA DI CULOOOOOOOOOOO!!!!
brei

Published in: on aprile 21, 2016 at 3:22 pm  Comments (2)  
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Cosa resterà della stagione 2015/16? (elenco di 7 film made in USA, uno francese e uno italiano, tra i quali sceglierò a tempo debito the best of the season)

Ho visto CRIMINAL (recensito qui; mi è piaciuto il giusto) e HARDCORE! (ne ho parlato qui; bleah…)

Se questi film vengono distribuiti vuol dire che sulla stagione sta calando il sipario.

Da oggi al 31 luglio potrebbero uscire dei capolavori, ma ci spero poco.

PROVVISORIAMENTE elenco qui 9 titoli, in ordine alfabetico. A luglio deciderò chi incoronare come mejor pelicula de la estaciòn.

  1. AVE, CESARE – Un atto d’amore. Amore per il cinema hollywoodiano. Al protagonista (Agente K Brolin) offrono mari e monti per lasciare il suo ufficio di factotum della Capitol Pictures. “Cosa devo fare, Padre? I soldi sono soldi…” “Resta nel cinema, figliolo! I film aiutano a sognare!”
  2. CAROL – Lei ama lei. E come si fa a non amare Galadriel Blanchett? Un po’ di dramma, ma soprattutto molta sophisticated comedy nella Manhattan del 1952
  3. HATEFUL 8 – Otto piccoli indiani in una baracca del Uaiomin. Tanta neve intorno. Alla fine lo sceriffo e il maggiore (pieni di buchi più di uno scolapasta) impiccano Mrs. Parker Leigh. E non ne rimase nessuno.
  4. INSIDE OUT – 5 personaggi nella testa di Riley. Joy sembra destinata a morire (in un mondaccio come questo non ci sarebbe niente di strano), ma il sacrificio di Bing Bong fa virare verso la commedia. Tutto finisce bene. Peccato per il nome: il Bingbonganesimo suona male
  5. LA CORTE (L’HERMINE) – Anche i presidenti della Corte d’Assise hanno un cuore. Alceste Luchini riconosce tra i giurati colei per cui si prese una folgorante cotta. Come invidio i francesi! Sanno mischiare il dramma e la commedia come nessuno!
  6. MR. HOLMES – Dove impariamo che le vespe non sono api, che anche a 90 anni suonati la memoria funziona ancora e che il più famoso detective della storia non fuma la pipa. Interpretazione con la I maiuscola di Gandalf McKellen.
  7. PERFETTI SCONOSCIUTI – Inganni e amori al tempo dello smartphone. Che, come lamenta il protagonista (Marco Giallini), “è diventato la nostra scatola nera!” Un po’ Pirandello, un po’ SLIDING DOORS. A voi non è piaciuto? Comunque è il meglio che passa il convento italiesco.
  8. REVENANT – Stefano Disegni l’ha sfrugugliato su CIAK di febbraio, ma io l’ho trovato fantastico. E’ vero che ci sono molte più immagini che parole (Titanic Di Caprio più che parlare ansima); ma il cinema è questo: gli spettatori escono dal loro mondo abituale e rabbrividiscono nella neve del Dakota
  9. SICARIO – Se in questo breve elenco (che forse verrà aggiornato, spero) prevalgono le commedie questo film è dramma allo stato puro. Anzi, più che dramma è tragedia. Sangue, odio, depravazione, pallottole come se piovesse… e la protagonista (Queen Victoria Blunt) non sa più a cosa credere, poareta.

cateavecort

anche da una maialata vista al cinema si possono trarre utili informazioni (in appendice, una considerazione sulla città di Parma)

(mi scuso con i maiali se ho usato il termine maialata)

Ho letto da qualche parte che il cinema di domani sarà così. Tutto effetti speciali e trame da videogioco sparaspara. Se è così spero di non esserci in quel domani, e di trovarmi (in un’altra dimensione) accanto a Hitchcock, Fellini, Chaplin e B. Wilder per chiedere cosa sia per loro il cinema.
hard
Tralascio di raccontare la trama della maialat del film. Non ne vale la pena.

Ma la notizia interessante è questa: sta arrivando la stagione estiva, la stagione fiacca in cui vengono distribuite pellicole che nell’alta stagione (settembre-aprile) verrebbero schiacciate dalla concorrenza.

Prova ne sia che detta maial  che HARDCORE! viene distribuito in tante sale. Siamo in bassa stagione.

Se ne deduce che:

  • Film buoni (da adesso a settembre) ne vedremo pochissimi.
  • Posso preparare la lista dei meglio film della stagione 2015/16 (prima però voglio vedere CRIMINAL)

Detto ciò, lasciatemi dire qualcosa su una nobilissima città della nostra regione.

Quest’inverno sono stato 3 volte a Parma. Un po’ per certi affarucci miei, un po’ perché mia moglie stravede per le paste di Provinciali. Girando per Strada Cavour e dintorni notavo quanto fosse di moda tra le ragazze (anche qualche ragazzo) il jeans strappato.
jeans
E mi dicevo “a Bologna non usano tanto…”

Beh, mi sono accorto che Bologna in quest’ultimo mese sta diventando come Parma. Mia moglie mi informa che ci sono sartorie dove studiano appositi orli e rammendi per rendere sempre più originali i capi in questione.

Parma è all’avanguardia! Ha precorso i tempi anche nell’eleggere un sindaco pentastellato (Federico Pizzarotti dal 21 maggio 2012) e mi sa che tra due mesi ci saranno altre città (Roma?) a scegliere la stessa strada.

Se sia un bene o male (come per i jeans tagliuzzati) francamente non so…

Published in: on aprile 16, 2016 at 9:09 am  Comments (5)  
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a che serve il muro del Brennero?

La prima cosa da dire è che chi si beccherà l’appalto metterà in tasca una bella cifra.

Fate voi un conto: quasi 300 metri di cemento armato, impianti di sorveglianza elettronica, eventuali reticolati…

Ci guadagnerà anche (in voti) il cancelliere Werner Faymann. Una fetta considerevole dell’elettorato austriaco scatta ad applaudire ogni volta che sente la parola Nationalsicherheit (Sicurezza Nazionale).

Un po’ come i leghisti che odiano i meridionali. Ho conosciuto dei veneti che sognavano di far saltare i ponti sul Po.

Infatti Matteo Salvini è entusiasta. Altri non la pensano come lui: Mattarella, il Papa, Dimitris Avramopulos ecc.

Io, nel mio piccolo, aggiungo qualche esempio storico.

  • la Grande Muraglia avrebbe dovuto difendere i cinesi dai loro vicini del Nord. Non bastò.
  • il Muro di Berlino servì solo a far morire qualche migliaio di tedeschi, in fuga dall’Est.
  • la Linea Maginot non impedì alla Francia la più spettacolare sconfitta della sua storia.
  • l’Impero Romano costruì muraglie (dalla Britannia al Mar Nero) per fermare i barbari…

In sintesi, le strategie difensive sono sempre state un fallimento. Se pensi di fermare il nemico con i muri… vuol dire che sei in decadenza e non hai idee nuove!

Oggi la muraglia cinese è solo un’attrazione turistica. Chissà, forse un giorno passando per il Brennerpass scatteremo una foto pensando “che koglioni erano…”muri

LA CAVALCATA DELLE VACCATE – 2

Riprendo l’elencaccio dei VNAV (Vorrei Non Averli Visti; ma purtroppo li vidi)

TROY (2004) – Chi me l’ha fatto fare? Perché mi avevano avvisato, sapete… “è una ciofeca che non finisce mai!” Eppure ho pagato il biglietto. Sarà stata la nostalgia di quando andavo alle medie; sarà che il genere epico era tornato di moda dopo IL SIGNORE DEGLI ANELLI (e infatti parte del cast si era trasferito dalla Terra di Mezzo: chi aveva interpretato Legolas adesso è Paride, chi era stato Boromir interpreta Ettore, ecc). Premio FSLFPJVM (Forse Se Lo Faceva Peter Jackson Veniva Meglio)
troia
DRACULA MORTO E CONTENTO (1995) – A Mel Brooks dedico il premio APEG (Avrebbe Potuto Essere Grandissimo) alla carriera. L’autore di FRANKENSTEIN JUNIOR (e altri pregevoli film) è deragliato; e proprio in una trama che, parodiando il romanzo di Stoker, poteva essere un capolavoro… e invece è una farsa da 4 soldi.

CRISTOFORO COLOMBO. LA SCOPERTA (1992) – Sconcertante pastrocchio storico in cui M. Brando (ho detto Marlonbrando, capito? tra i più grandi attori della storia!) diede il peggio di sé interpretando un quintalesco Torquemada (che in realtà era mingherlino). Aveva molto bisogno di soldi, tra mogli e figli… Premio KSDFPC (Kessaddafà Peccampà)

TRE METRI SOPRA IL CIELO (2004) – Circa 10 anni fa i partecipanti al gioco didattico Bookland mi chiesero di inserire il romanzo nell’elenco dei testi; mi toccò leggerlo (si è visto di peggio…) e poi ho avuto la cattiva idea di vedere il film; al quale film conferisco il premio SLVVDMST (Scamarcio Lo Vedrei Volentieri Due Metri Sotto Terra)

TUTTA COLPA DEL VULCANO (2014) – Anche i franciosi fanno queste cose? Bien sur! Normalmente solo i film migliori traversano le Alpi; molte nefandezze prodotte là non arrivano qua (e viceversa); questa farsa sgangherata purtroppo ce l’ha fatta. Premio speciale MPLHVMPMP (Ma Perché L’Ho Visto? Ma Perché? Ma Perché?)

VAN HELSING (2004) – Premio TPB (Trama Particolarmente Balorda); immaginate che nei sotterranei di San Pietro ci sia il quartier generale dei Servizi Segreti del Vaticano, con M (un cardinale) che affida a Bond (il cacciavampiri Van Helsing) armi segrete per lo scontro decisivo con Dracula; immaginate che la Bondgirl sia una principessa gitana e che nel finale salga in paradiso…; in sintesi una vaccatona, con l’aggravante di aver coinvolto attori veri (H. Jackman, K. Beckinsale, R. Coltrane, A. Armstrong ecc)

Published in: on aprile 12, 2016 at 5:33 pm  Lascia un commento  
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