l’autore di questo bloggaccio trova analogie tra le cittadine di EBBING (Missouri) e DERRY (Maine); poi apre una parentesi sul tema del razzismo; poi (chiusa la parentesi) aggiunge una considerazione sociologica sul concetto di filius mignottae

Siete mai stati a Derry?
derrQuello sì che è un posto di merda, Mr. Trump!

Detto tra noi, per abitare a Derry bisogna essere davvero masochisti.

Lo stesso vale per Ebbing.
missour

Comincio con le analogie? OK, ma concluderò con una differenza mica da poco.

  • anzitutto sono entrambi dei luoghi immaginari: Ebbing sulla carta geografica non c’è (e non ci sono neanche Avesting, Ebbeng, Avemmong, Ebberong ecc); dìcasi lo stesso per la cittadina del Maine in cui Jake Epping (notate l’assonanza con Ebbing?) transita nel 1958; esiste un’altra Derry nel New Hampshire (abitanti 34.000 circa) ma non c’entra una sega.
  • in entrambe le località avvengono delitti impuniti, omicidi, stupri e altre cosacce; nel Maine sono opera di IT e delle menti da lui soggiogate; nel Missouri non sappiamo se Angela sia stata uccisa da un mostro vestito da pagliaccio, ma chi può escluderlo?
  • la gente di entrambe le cittadine è rozza, ignorante e xenofoba
  • in mezzo a tanta kakka può nascere qualcosa di buono: a Derry balleranno insieme Bevy-Bevy (“è meglio se ti levi”) e Rici-Rici (“che non sa andare in bici”), mentre nel Missouri può succedere qualcosa tra Mildred e Jason Dixon… hai visto mai?
  • differenza importante! nel Maine ci sono pochissimi negr afroamericani, a Ebbing ce n’è più di millanta e l’atteggiamento dei bianchi verso di loro non è dei più amichevoli; il che mi porta ad aprire una

PARENTESI

A scanso d’equivoci, dichiaro solennemente che il Missouri NON è uno stato di razzisti. Non lo sono le grandi città (St. Louis e Kansas City) e le zone del nord, ai confini dell’Iowa e dell’Illinois (dove è nato Lincoln).

Ma nei paesotti del centro sud Lincoln lo brucerebbero vivo. Un consiglio a Fontana: se ti va male in Lombardia, prova lì…
misso
CHIUSA PARENTESI

E cosa devo pensare del grafomane che infesta il mio quartiere? Quando vado al Despar (via Andrea Costa) mi ritrovo davanti la scritta che-sapete.

Per sviscerare il tema del “figlio d’una mignotta” contrapposto alla “persona rispettabile” ci vorrebbe una tesi di laurea. Penso, anzi, che sia già stata scritta.

In breve. Nella notte dei tempi si cominciò a distinguere tra chi “aveva un padre” e chi nasceva illegittimo (detto anche “bastardo”).

Adesso non ci si fa più caso, ma allora era basilare e di tutti i personaggi importanti si doveva specificare la nascita: Socrate figlio di Sofronisco, Salomone figlio di Davide, Pdor figlio di Kmer…

Disprezzo era riversato su chi non aveva natali certi e l’antica espressione figlio di una buona donna (Son of a bitch in inglese) non suonava come un elogio.

In un certo contesto, oggi, il senso di questa espressione si è capovolto in positivo.

Di questi tempi, soprattutto a Roma e dintorni, è un pregio essere filius mignottae (S. O. B, figlio ‘ndrocchia o simile); SOB è spregiudicato, libero dalla buona educazione e dalle regole morali; quindi più adatto a questo mondo dove homo hominis lupus est…

L’hai capita, grafomane?

 

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Published in: on gennaio 20, 2018 at 12:07 am  Comments (2)  

difendiamo la razza bianca!

Camerati, a noi!
fontan

Ecco effigiato il valoroso camerata Fontana, podestà di Varese e futuro Gauleiter della Lombardia!

Ha espresso con indomito coraggio e ferrea determinazione quello ogni Ariano sente dentro di sé: l’orgoglio della razza e il disprezzo per quelli che ariani non sono!
razzis

Non aggiungerei altro! Ma, poiché la velenosa propaganda DGM (=DemoGiudaicoMassonica) priva gli italici intelletti della capacità di valutare la gravità del problema razziale, vi elenco 4 categorie di Ariani.

  1. 100% ariani – Ce ne sono pochissimi; per lo più vivono nelle vallate alpine, al riparo di ogni contaminazione!
  2. A.L.I. (ariani leggermente inquinati) – Vivono in prevalenza nel Nord; ma ce ne sono anche nella Bassaitalia, in zone in cui il Generoso Sangue Nordico (dai Normanni alla Wermacht) ha lasciato tracce!!!
  3. Ariani così così – Gli piace il Gorgonzola, ma non tifano per l’Inter!
  4. Ariani della mutua – I terroni (se sono davvero bianchi), gli juventini (sono bianco-neri), i cocainomani (almeno la polvere è bianca) e i culattoni, purché abbiano il culo bianco!

ULTIMA ORA!!!! il camerata Fontana si è corretto; lui voleva difendere la razza BANCA!!!!!!!

adolf

Published in: on gennaio 17, 2018 at 12:45 am  Comments (2)  

i SETTE SAGGI del mondo moderno

Sono stato informato da Pendolante su un’iniziativa che mi intriga assai assai.

Essendo il numero 7 il più affascinante di tutti (i colori dell’arcobaleno, le note musicali, i nani di Biancaneve, i vizi capitali ecc) proviamo a individuare le categorie settimine e a ragionarci su.

Aperta parentesi. L’idea è nata da Tratto d’unione: non voglio privarla di questo merito. Chiusa parentesi.

Premesso ciò ecco una lista di Saggi moderni; la lista dei Saggi dell’antichità la conoscono tutti: Solone, Talete, Orzoro, Mulino bianco, Omino bianco, Vetril e Dixan.

  1. E. A. MURPHY (personaggio veramente esistito, anche se molte massime che gli si attribuiscono non sono sue) – “Se qualcosa può andar male, sta sicuro che andrà male” (corollario “per quanto imprevedibile sia un fallimento, c’è sempre qualcuno che salta su a dire che lui l’aveva detto che andava a schifìo”)
  2. A. EINSTEIN – la frase “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana… ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi” è probabilmente apocrifa; ma continuo a tenerlo in campo; se dovrò sostituirlo, in panchina c’è F. SCHILLER che scrisse “nemmeno gli Dei possono far qualcosa contro la stupidità umana”
  3. K. VON HAMMERSTEIN-EQUORD (generale tedesco antinazista, progettò invano di uccidere Hitler) – “In ogni esercito ci sono 4 categorie di uomini: i pigri stupidi, i pigri intelligenti (spesso sono brillanti condottieri), gli infaticabili intelligenti e gli infaticabili stupidi (questi ultimi, da eliminare senza pietà)
  4. B. RUSSELL“il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”
  5. S. POLYAK“Prima di lavorare sull’intelligenza artificiale perché non facciamo qualcosa sulla stupidità naturale?”
  6. A. BLOCH“Un idiota in un posto importante è come un uomo in cima a una montagna: tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti”
  7. E. DE FILIPPO “Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due”; frase forse apocrifa, ma se dovrò far uscire Edoardo si sta scaldando FLAIANO: “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia!”

mur

Published in: on gennaio 15, 2018 at 1:25 pm  Lascia un commento  

Come il commissario Maigret interrogò a lungo l’autore di questo bloggaccio a proposito di 3 manifesti nel lontano MISSOURI

-Si sieda!-
gabin
-Grazie-

-Se lei è disposto a collaborare con le nostre indagini potrà sperare in una sentenza indulgente… (pausa) ma se insiste a negare tutto peggio per lei! Potrebbe perfino essere costretto ad assistere, ammanettato alla sedia, a tutte le serate di Sanremo!-

-Collaboro! Certo che collaboro!-

-Meglio così… (si accende la pipa) Ci risulta che lei è stato nel Missouri, nei pressi di Sedalia, nel maggio del 1977. E’ stato anche a Ebbing?-

-Non posso negare di essere passato da Sedalia. Ci tenevo a conoscere Robert Altman, che però era a Hollywood per girare un film…-

-Sì, lo so: il film era THE WEDDING e ci lavorarono anche Geraldine Chaplin, Mia Farrow, Gassman e Proietti… ma non divaghiamo! Cosa mi dice di Ebbing, Mo?-
cerv

-Mai stato! Anzi, ho il sospetto che Ebbing non esista…-

-Ma esiste Golasecca sul Ticino (prov di Varese)! Dove sono stati scoperti 3 grandi manifesti con le seguenti scritte: SALVINI E BERLUSCONI PIRLA, SALVINI VA’ A DA’ VIA I CIAPP e BERLUSCONI TE GHE’ CIAPA’ LA VACA PER I BALL. Lei ne sa niente?-

-Assolutamente no! E poi non so il francese…-

Non è francese, è burgundese! (si riaccende la pipa) Le conviene dire tutto quello che sa! In caso contrario dovrò costringerla a vedere per 5 volte ininterrotte il film di M. McDonagh!

5 volte? Sono un po’ troppe, tenendo conto della durata… Però è un film bellissimo; quasi certamente centrerà l’Oscar…

– Dunque lo ha già visto! Perché non lo ha recensito?

-Pigrizia, signor commissario, pigrizia!-

-Molto male! Le ordino, ai sensi degli articoli 19 e 21 del Codice di Procedura Letteraria, di pubblicare entro una settimana una recensione ben scritta! Mi raccomando la punteggiatura! Nel frattempo, non si allontani dalla città!-

-Mi metto subito all’opera, commissario! Poi andrò a Golasecca: forse hanno aggiunto altri cartelli!-
rowan

Published in: on gennaio 14, 2018 at 12:49 am  Comments (2)  
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ORIGIN (by D. Brown)

PREMESSA. Daniel Brown (per gli amici, DAN) è antipatico al mio computer. Appena digito Dan lui fa le bizze. Ciò dimostra indubitabilmente che D. Brown è l’Anticristo; anzi no, è il Messia di una nuova Era; anzi no, è un replicante prodotto dalla Tyrell Corporation (lo hanno fabbricato nell’Area 51, nel Nevada); anzi no, è la reincarnazione di J.F.Kennedy (tra il 22/11/1963 e il 22/06/64 passano esattamente 7 mesi; ci può stare); anzi no, è un discendente di Maria Antonietta Maddalena e di re Artù (quindi può rivendicare il Trono di Spade!).

Premesso ciò, ho letto fino all’ultima pagina ORIGIN.

Chi mi conosce mi regala libri, tra Natale e l’Epifania. Regalare libri costa poco e fai (quasi sempre) bella figura.

Inoltre mi avevano detto: “E’ un romanzo molto interessante! Si celebra una specie di riconciliazione tra religione e scienza…”

Nell’ultima pagina, infatti, l’ascia di guerra sembra sotterrata. Dialogando con un religioso spagnolo (padre Bena) Robert Langdon si rammarica di non averlo conosciuto prima e poi “addolcisce” un famoso verso di W. Blake.

“Le religioni oscure spariranno e la dolce scienza regnerà” diventa “La dolce scienza fugherà le religioni oscure per far fiorire quelle illuminate”
langdon
Già. E quali sono le religioni oscure? Magari nel prossimo romanzo Brown ci dirà cosa pensa dell’Islam.

Quanto al valore letterario di ORIGIN, noto la solita inflazione di aggettivi. A pag. 90 ne ho contati 29! E’ proprio indispensabile all’economia del racconto dirci che Ambra (l’equivalente di Sophie Neveu) ha un’elegante veste bianca, che la sua pelle è olivastra, che la sua voce è colta e raffinata ecc? Secondo me bastava dire che Ambra è attraente… anche se Langdon (come negli altri romanzi) è troppo cerebrale per innamorarsi.

Niente di nuovo sotto il sole, dice Qoèlet. E’ come IL CODICE DA VINCI, con le stesse pallosità e gli stessi giochini di parole: scomporre il nome Churchill in church + hill (il Monte della Chiesa) ricorda molto il “cavaliere sepolto da un papa” (si allude a Sir Isaac Newton la cui sepoltura fu curata da Alexander Pope)

Ma ci sono dei pregi, devo riconoscerlo. A un lettore di media cultura (tipo me) LA SAGRADA FAMILIA di Barcellona, L’ABBAZIA DI MONTSERRAT (idem), IL MUSEO GUGGENHEIM di Bilbao e LA VALLE DE LOS CAIDOS non sono ignote.

Per molti altri (i bovari del Kansas o dell’Australia, Matteo Salvini ecc) non c’è differenza tra Pompei e Disneyland, tra i centurioni e le guardie svizzere; magari imparano qualcosa.

Concludo. Non so se il nostro futuro, come si sostiene nel cap. 96, consiste in una specie ibrida (corpi umani + intelligenze artificiali). So che il presente è rappresentato (ahimè) da Donald Trump, che di intelligenza non ne ha, né tradizionale né artificiale…
orig

Published in: on gennaio 12, 2018 at 11:46 pm  Comments (1)  
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Cosa aboliamo oggi?

Vedo che è di moda proporre (a fini elettorali) l’abolizione di questo o quello.

Mi accodo.

Prometto che, se sarò eletto, abolirò

  • l’Epifania, che tutte le feste le porta via (con quale diritto?)
  • il lupo, che perde il pelo ma non il vitalizio
  • la premessa “io non sono razzista, ma…” (segue una serie di banalità xenofobe, che forse anche Hitler si dissocierebbe)
  • l’alta e la bassa marea (basta con queste discriminazioni classiste!)
  • la nazionale di calcio italiana (che comunque si sta abolendo da sola)
  • i sondaggi pre-elettorali, assolutamente inaffidabili in Italia (c’è tantissima gente che voterà Destra, ma si vergogna a dirlo)
  • le malattie, i terremoti, le valanghe, il festival di sanremo, la kakka dei piccioni, le repliche di don Matteo e della prof. Baudino (che chissà quanti compiti arretrati deve correggere, visto che passa il suo tempo a innamorarsi e a risolvere casi polizieschi)
  • le vignette con Romeo Berlusconi che corteggia Giulietta Renzi al balcone (lo sappiamo tutti che finirà così; ma cazzo lasciateci sperare in un futuro diverso!)
  • tutti quelli che propongono l’abolizione di qualcosa (mi rendo conto che abolirei me stesso, ma ne vale la pena)

rome

Published in: on gennaio 11, 2018 at 1:24 pm  Comments (5)  

50 PRIMAVERE, film da vedere (c’è anche la rima… e se erano 50 estati cosa scrivevo? “soldi buttati”?)

PREMESSA. Cosa ha spinto i titolisti italieschi a cambiare il titolo francese AURORE (nome della protagonista)? Sospetto che abbiano voluto speculare sul numero 50 e sulle sfumature ecc. Comunque gli incassi sono stati modestissimi. FINE DELLA PREMESSA.

E’ un gioiello, è una gioia! I francesi confermano la loro maestria nell’arte della commedia! (si vede che mi è piaciuto?)

Mi chiedo come avremmo trattato il tema “la vita può ricominciare a 50 anni” qui, nel paese dei cachi; la Ferilli andrebbe bene al posto di Agnes Jaoui? Magari la prossima volta butto giù qualche appunto…

La storia, per chi la vuol sapere, la racconto dopo l’immagine. Ma lasciatemi solo raccontare una scena divertente.

La protagonista, perso il lavoro, si arrangia facendo le pulizie (e la spesa) a una piccola comunità di biancocrinite vecchiett diversamente giovani (6, mi pare). Una di loro, ultra70enne, le confida il proprio passato erotico: “non hai idea, mia cara, di quanto ci siamo amati! lui è morto tra le mie braccia dopo tre giorni e tre notti di passione!”

Oh, come te lo ricordi bene!” esclama Aurore “Quanto tempo fa è successo?”

La risposta provoca una risatona in sala. “A marzo saranno 2 anni…”

In sintesi, viene trattato il tema la vita può essere meravigliosa anche nella terza età, basta non piangersi addosso!

I dettagli, dopo.
aurore

Aurore, 50enne separata, se la passa male. A parte le scalmane ha frequenti sbalzi d’umore, uno dei quali le fa perdere il posto di lavoro.

Trovare lavoro dopo i 50? Ci vuole un miracolo… Inoltre una delle 2 figlie si ritrova incinta. Aurore sbotta “anche tu hai fatto questa stronzata?”; la figlia non la prende bene “Cosa vuoi dire con anche tu ? che anch’io sono stata una stronzata????” Ma poi fanno pace.

Aurore non si perde di coraggio. Alla fine trova un impiego (vedi sopra) e anche l’amore. Non solo un amico di un’amica se la porta a letto e le propone una vacanza a Venezia, ma riemerge dal passato un compagno di liceo che non l’ha dimenticata. Con chi si metterà?

NO SPOILER, PLEASE!

Dico solo che è un bel film. Classificabile al di sopra del BAH.

Published in: on gennaio 9, 2018 at 12:06 am  Comments (2)  

L’amore è più forte della morte? (da Orfeo a D’Avenia)

La più antica storia d’amore? Forse è quella di Orfeo e Euridice.
orfeo

D’Avenia la conosce bene. Insegna latino alle liceali di Milano e mangia pane e Ovidio tutti giorni. Ma se qualcuna/o ha bisogno di chiarimenti offro 2 modi per colmare la lacuna.

  1. Cercare la voce Orfeo su wikipedia o fonte similare
  2. Arrivare in fondo a questo postaccio (=post brutto e cattivo) e leggere qualche mia noiosissima riga

Cosa dire di OGNI STORIA E’ UNA STORIA D’AMORE?

E’ una pregevole carrellata su tante storie d’amore. L’amore c’entra sempre: qualche volta porta gioia, qualche volta porta dolori atroci (non mancano le conclusioni tragiche, suicidi compresi). Qualche volta l’amore è reciproco, qualche volta non è corrisposto. Un elemento comune a tutte le storie: gli uomini (con qualche eccezione) ne capiscono poco.

Sono in genere capaci di amare, di “distinguere il sentimento dall’avidità del desiderio” (da una lettera di G. Gozzano all’amata); il guaio è che sono distratti da troppe cose, da come ha chiuso la Borsa di Tokio, da chi si candida per Renzi, da chi siederà sulla panchina del Torino…

Le donne, ripete D’Avenia, hanno “l’intelligenza del cuore” e sanno che “dell’amore non si può fare a meno”.

L’amore è crudele (scrive Zelda al suo Francis) ma è la sola cosa che c’è.

Siano dunque benedette le donne, a cominciare dalle mamme (senza di loro non saremmo qui)

Ogni capitolo, inframezzato ai misteri dolorosi e gloriosi di Orfeo ed Euridice, ha il nome di una donna: Joy Pilàr Giulietta Ingeborg Fanny Amalia Camille Edith…

Aggiungo un particolare (chi usa intingere la penna nel calamaio lo apprezzerà). Qualche volta la narrazione è affidata al solito Onnisciente come nel caso di Anna Snitkina, moglie di Feodor Dostoevskij. Ma molte storie sono raccontate da terze persone: un fratello (il fratello di Antonio Machado, ad es., si rivolge a Pilar de Valderrama), un infermiere (che si rivolge a Giulietta Masina, degente in un ospedale di Roma), un amico (Antonio Ranieri scrive a Fanny Targioni Tozzetti), un poliziotto (come quello che scrive a Nadezda Jakovlevna), un agente letterario (che dà del tu a Zelda Fitzgerald) e così via.
daveni

Ecco, in sintesi, la storia di Orfeo.

E’ un semidio (dicono sia figlio della musa Calliope e di Febo Apollo). Quando canta accompagnandosi con la lira ammansisce le belve, apre in due le rocce e fa scorrere i fiumi in retromarcia. Si innamora di Euridice e per riportarla in vita (serpente velenoso la morse!) scende nel regno dei morti e affascina cantando la dea Persefone. “Puoi riportarla alla luce, ma durante il ritorno non devi mai voltarti a guardarla!”

Purtroppo Orfeo si volta (forse non si fida delle promesse della Dea?) e perde di nuovo l’amata Euridice. Ora il suo è un canto amarissimo: invoca la morte e diventa vegetariano.

Non è chiaro perché le Baccanti lo sbranino, gettando i suoi resti in mare. Colleghi più eruditi di me sostengono che, prima dell’anno 1000 a.C., nel mondo ellenico c’era una specie di guerra di religione (culti agricoli-dionisiaci contro culti solari-olimpici) e l’Orfeicidio ne sarebbe l’episodio più emblematico.

Comunque l’Amore vince. Nell’ultimo capitolo Orfeo ed Euridice cantano insieme, uniti per sempre, nei Campi Elisi dove riposano le anime dei Giusti. Lo dice Virgilio, lo dice Ovidio e lo dice D’Avenia.
orfe

Published in: on gennaio 5, 2018 at 1:30 pm  Comments (5)  
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TEMA: Come ho iniziato il nuovo anno. SVOLGIMENTO…

L’ho cominciato bene!

(un po’ corto come tema… aggiungerò qualcosa…)

Alle 8 siamo andati al cinema Chaplin per vedere COME UN GATTO IN TANGENZIALE. Ma era ancora il 2017 e quindi non c’entra (magari lo recensirò domani; comunque anticipo che mi è piaciuto).

A casa di Mario e Pasqualina abbiamo parlato di cinema tra un antipastino e una lenticchia (c’è la crisi, sapete…) e si accesa la discussione.

  • Quale il peggior film dell’anno? 
  • Quale il peggior film italiano?
  • Quale il miglior film in assoluto?
  • Quale in miglior film italiano?
  • Come mai l’Inter, che sembrava dover spaccare il mondo, ha fatto solo 1 punto in 4 partite? (ma non conviene parlare di calcio nei temi; non sai di sicuro come la pensa che li correggerà)

Peggior film in assoluto è stato proclamato 50 sfumature di nero (notate che ho usato le minuscole?); Paola e io non l’abbiamo visto e ci siamo astenuti nella votazione.

Peggior film italiesco del 2017: io avevo proposto TERAPIA DI COPPIA PER AMANTI; ma Giuliano ha giurato sulla testa dei suoi figli che in confronto a NATALE DA CHEF il mio VNAV è candidabile all’Oscar e che Alessio M. Federici di fronte a Neri Parenti è Bergman. Gli credo sulla parola e assegno al cinepanettone boldesco il premio SFDNAV (Sono Felice Di Non Averlo Visto)

Miglior film del 2017 in assoluto. La votazione ha premiato DUNKIRK; anch’io lo valuto il migliore degli ultimi mesi; però per la mia graduatoria de las mejores pelìculas aspetto luglio (probabilmente in gennaio arriverà in Italia il meglio della stagione, come l’anno scorso)

Miglior film italiano del 2017. Vale lo stesso del punto precedente. Abbiamo votato quasi all’unanimità TUTTO QUELLO CHE VUOI (di Francesco Bruni). Ma è uscito nelle sale in aprile. Per me THE PLACE è il più migliore (Fedeli docet) della stagione. Finora.

La mattina di Capodanno ci siamo alzati tardissimo. Prima di far onore ai tortellini di Paola ho dedicato un paio d’ore alla letteratura.

Prima le poesie di Saba, compresa quella delle gioie dei portieri; forse Saba presentiva Alberto Brignoli…

Poi l’Amore secondo Alessandro D’Avenia.

Un bel libro. Si naviga tra l’antichissima storia di Orfeo ad Euridice e quelle più moderne di Giulietta Masina e Federico Fellini, Alma Reville e Alfred Hitchcock, Edith Bratt e J.R.R. Tolkien, Zelda e F. Scott Fitzgerald, Antonietta Portulano e Luigi Pirandello, Giacomo Leopardi e Fanny Targioni Tozzetti, Antonio Machado…

Ma adesso il tema sta venendo troppo lungo. La recensione aveniesca la rimando alla settimana prossima.
aless

Published in: on gennaio 3, 2018 at 12:46 pm  Lascia un commento  

Per i nati sotto il segno del Grillo il 2018 sarà…

…un anno fortunatissimo!

Nel mese di marzo saliranno al Quirinale per formare il nuovo governo. La maggioranza parlamentare sarà ottenuta mediante alleanza con i Leghisti e con un nuovo soggetto politico (chiamato Franza o Spagna purché se magna) formato dai parlamentari che hanno cambiato bandiera negli ultimi 10 anni, guidato da P. F. Casini e da A. Razzi.
quiri

Trionfo clamoroso nel mese di luglio. Sarà indetto un referendum per lasciare o meno l’Unione Europea. Andrà a votare il 4% degli aventi diritto e il risultato sarà schiacciante (99,99% per l’Uscita).

Più laboriosa la scelta a quale continente aggregarsi. In un primo momento si penserà all’Africa, ma la Lega sarà contraria (inoltre il premier Di Maio, invitato a trovare l’Africa sulla carta geografica, la confonderà con il Venezuela).

Alla vigilia di Natale il nodo verrà sciolto con un sondaggio online. L’Italia si unirà al Montenegro, alla Groenlandia, alla Gran Bretagna, all’Honduras, al Madagascar, a Timor Est e all’atollo di Tuvalu.
tuva

Published in: on gennaio 1, 2018 at 1:51 am  Lascia un commento