Sono stato GIULIO CESARE, SIFFREDI e ZORRO, ho ucciso TROTSKY, ho fatto atterrare un Concorde sulle Alpi, ho combattuto per le vie di Palermo, sono stato barone, gangster, poliziotto e pugile. Merito il titolo di GRANDE o sono solo un APEG?

La filmografia di Alain Delon è molto vasta. Mi limito a citare qualche filmone e una quaterna tra i suoi (ahimè, numerosi) passi falsi

  • ROCCO E I SUOI FRATELLI (Visconti, 1960)
  • L’ECLISSE (Antonioni, 1962)
  • IL GATTOPARDO (Visconti, 1963)
  • COSTELLO FACCIA D’ANGELO (Melville, 1967)
  • IL CLAN DEI SICILIANI (Verneuil, 1969)
  • MR. KLEIN (Losey, 1976)

costello
alaitancred
Purtroppo non sempre AD è stato diretto da Visconti, Antonioni o Losey. Spesso la regia era affidata a mestieranti. Di conseguenza le interpretazioni di Alain non sono state brillanti, così come una cometa che si allontana dal sole non risplende… (questa cosa l’ho già detta, scusatemi)

Elenco qui, limitandomi a quelli che ho visto, 4 filmuzzi da 4 soldi:

    1. Asterix alle Olimpiadi (2008) – Puerile. Si ritrovano (forse per l’ultima volta) Delon e Depardieu (a sua volta arruolabile nell’esercito degli APEG?)
    2. L’orso di peluche (1994) – Sciatto. Tre attori di spessore (Bonacelli, Delon e Interlenghi) usati malissimo
    3. Il ritorno di Casanova (1992) – Triste. Ogni paragone con il Casanova di Fellini risulta impossibile
    4. Madly (1973) – Inutile tentativo di sfruttare la notorietà di Maria Schneider
      games

delborsalin

Published in: on agosto 25, 2015 at 6:49 pm  Comments (2)  
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RUPERT EVERETT: un Grande o un APEG?

Talento ne ha, no doubt about this. Ma non lo ha impiegato in modo costante

Gli inizi della sua carriera, comunque, sono stati brillanti. Posso ricordare che è stato:

  • Bayardo San Roman in CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA (1987)
  • George, principe del Galles in LA FOLLIA DI RE GIORGIO (1995)
  • George Downes in IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO (1997)
  • Christopher Marlowe in SHAKESPEARE IN LOVE (1998)
  • Lord Goring in UN MARITO IDEALE (1999)
  • Algernon Moncrief in L’IMPORTANZA DI ESSERE ERNEST (2002)

Roba fina, insomma.

Però sulla sua fedina penale c’è una macchia. Ha lavorato per la banda Vanzina in SOUTH KENSINGTON (2001)… e, adesso che ci penso, anche la sua interpretazione del protagonista di DELLAMORTE DELLAMORE (1994) non è sembrata un granché (ma forse ero troppo distratto dalle tett  dalle doti artistiche di Anna Falchi).

Dunque come giudicarlo? Un GRANDE attore o un APEG?

Forse, se il giudizio resta incerto, potremo tener conto della sua interpretazione di re Giorgio VI (A ROYAL NIGHT OUT). Sarà interessante confrontarlo con Colin Firth, che ha avuto lo stesso ruolo in IL DISCORSO DEL RE.
ruper
algy
out

Published in: on agosto 22, 2015 at 9:45 am  Lascia un commento  

ROBERTO BENIGNI: un Grande o un APEG?

Premesso che il minisondaggio della scorsa settimana ha decretato che il vecchio Clint merita il titolo di grande attore, occupiamoci di Robertaccio nostro.

Più televisivo che cinematografico (da Televacca alle letture dantesche ha dato il meglio sul piccolo schermo), Roberto da Vergaio ha comunque all’attivo almeno 4 filmoni:

  • NON CI RESTA CHE PIANGERE
  • LA VITA E’ BELLA (con tanto di Oscar)
  • JOHNNY STECCHINO
  • DAUNBAILO’

Merita anche lui il titolo di GRANDE?

Forse sì, ma dovete sapere che questa notte ho sognato padre Dante che brontolava contro “la gente nova e i sùbiti guadagni”

Ma non ho capito con chi ce l’avesse.

Con  Matteuccio Renzi? Con Carlo Conti? Con i cachet milionari di Benigni?
contibertorenzi
Difficile dirlo. Come sapete non è facile interpretare i versi danteschi (ho rinunciato da anni a capire quel “piè fermo era sempre il più basso”).

Quanto a Benigni, certe sue interpretazioni sono… imbarazzanti.

  • ve lo ricordate TU MI TURBI (1983)?
  • e PINOCCHIO (2002)?
  • e IL FIGLIO DELLA PANTERA ROSA (1993)?
  • e di TO ROME WITH LOVE (2012) vogliamo discutere?
  • e del centurione Detritus (1999)?

Ditemi voi, amiche/amici.

Avrebbe potuto essere un grande attore cinematografico o più grande di così non si può?

Published in: on agosto 18, 2015 at 1:07 pm  Comments (7)  
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CLINT EASTWOOD: un Grande o un APEG?

APEG? What does it mean?

Riassumo quanto già detto: APEG (Avrebbe Potuto Essere Grande) si riferisce ad attore/attrice che ha dimostrato indubbio talento in alcune interpretazioni e lo ha clamorosamente sprecato  in altre. Come le comete che, lontane dal Sole, sono buie; riflettendo la luce solare (fuor di metafora, facendosi dirigere da veri registi) sono splendide.

Esempi:

Oggi inizia la discussione su Clint Boscodell’Est.

Ha dimostrato talento? Hell, yes!!!

Soprattutto quando lo hanno diretto Sergio Leone, Don Siegel e Michael Cimino. Ma anche dirigendosi da solo ha fatto faville: GLI SPIETATI, BIRD, UN MONDO PERFETTO, I PONTI DI MADISON COUNTY, MILLION DOLLAR BABY, GRAN TORINO…

Accanto a questi film però non si possono dimenticare autentiche fetecchie, come LA RECLUTA, SCOMMESSA CON LA MORTE, FILO DA TORCERE, BRIVIDO NELLA NOTTE, IMPICCALO PIU’ IN ALTO, in cui il talento di cui sopra è stato gettato nel cesso.

Come dunque valutare il vecchio Clint?

Come un Grande, basandosi sulla sua indubbia bravura? O come un APEG, tenendo conto dei suoi passi falsi?

Ditemi voi, amiche mie e amici miei.
clint

Published in: on agosto 16, 2015 at 4:07 pm  Comments (7)  
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SECRET AGENT: in cosa consiste il “tocco alla Hitchcock”?

Sono tornato in città. Dopo una lunga astinenza mi ributto a vedere vecchi film.

Tra i miei preferiti c’è SECRET AGENT (in italiano, AMORE E MISTERO) di AH.

1936, con John Gielgud e Peter Lorre.
alfred
Se non lo conoscete ve lo riassumo… anzi, no: lo riassumo dopo la prossima immagine.

Rispondo prima alla domanda del titolo.

Nelle sue storie c’è sempre

  • una o più sorprese che spiazzano completamente lo spettatore, come quando devi parare un rigore e credi che la palla andrà da una parte e invece no (in questo caso tu credi che Edgar sia nella bara… e che Gaynor sia una spia tedesca…)
  • un innocente che tutti credono colpevole (Gaynor, appunto)
  • la suspense, creata con un abilissimo montaggio (una pagina memorabile: un cane, in una stanza d’albergo, è sempre più inquieto… il suo padrone, a molti kilometri, cammina su un sentiero di montagna… il cane abbaia… il padrone si avvicina al burrone… il cane abbaia sempre più forte… qualcuno si muove alle spalle del padrone… bau! bau! bau! aaaahhhhhhh!)

alfr
Beh, se proprio ci tenete, vi riassumo la storia.

I guerra mondiale. I servizi segreti inglesi devono uccidere una spia tedesca che si nasconde in Svizzera. Un’ inglese si innamora della persona sbagliata. Edgar, affiancato dal sedicente generale messicano Pompilio Montezuma de La Villa la insegue per mezza Europa. Tutto si conclude su un treno turco mitragliato da un aereo.

Bang! bang! ta-ta-ta-ta-ta-ta-tà!!!! bang!

Published in: on agosto 14, 2015 at 8:10 am  Lascia un commento  
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LEFT BEHIND, film candidato ai premi TPB (trama particolarmente balorda), CS4S (colonna sonora da 4 soldi) e SCC (sceneggiatura a cazzo di cane)

Immaginate che spariscano contemporaneamente il giornalaio, la cassiera del bar, 2 o 3 vigili urbani e l’addetto alla manutenzione dell’ascensore (e altre miriadi di umani)

Perché?

  • vi dovevano restituire dei soldi
  • hanno saputo che all’outlet di Roccacannuccia-di-sotto c’è una vendita promozionale di sex toys
  • sono inseguiti dall’Equitaliasaurus Rex, un micidiale esperimento genetico del prof. Merkel
  • il Padreterno li ha portati via da questo mondaccio infame, lasciando qui solo i figli di mignotta (ehi, come mai io sono ancora qui?)
  • la supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come se fosse antani

La risposta esatta la potrete sapere vedendo il film… ma è una fetecchia tale (già candidata al premio CHIAVICA DI PLATINO) che vi sconsiglio di sprecare i soldi.

Se proprio volete saperne di più, leggete la mia recensione sull’altro blog.
left

Published in: on agosto 10, 2015 at 9:28 am  Comments (5)  
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Ma davvero volete le Olimpiadi a Roma?

Io ne ho viste cose… che voi umani non potreste immaginare… pinete in fiamme a Fiumicino, capaci di paralizzare l’aeroporto… e ho visto immensi ammassi di spazzatura davanti alle porte di Roma (e anche dentro)… e in mezzo a ‘sto casino voi pensate ai Giochi Olimpici?

Comunque, dopo l’immagine, vi suggerisco un posto più adatto per le Olimpiadi del ’24.
cose
Che ne dite della Val di Susa?

Tra 9 anni la TAV sarà completata e permetterà ai turisti di arrivare comodamente. Almeno servirà a qualcosa.

Certo la valle sarà totalmente cementificata: perché fare le cose a metà? E comunque oggi (come sempre) i soldi sono tutto…

E si potrà introdurre nel programma una nuova forma di Triathlon. Lancio di molotov, Inseguimento e Manganellamento (individuale o a squadre)
roma

Published in: on luglio 31, 2015 at 10:52 am  Lascia un commento  
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STILL ALICE, by Lisa Genova (in questo caso la regola è sopraffatta dall’eccezione)

La regola a cui allude il titolo dice PRIMA LEGGI IL ROMANZO, POI VEDI IL FILM.

Ci sono eccezioni. Ricordo di aver visto BALLA COI LUPI prima sullo schermo e poi, inserendolo nel gioco di Bookland, ho letto il romanzo.

Lo stesso capitò per IL BUIO OLTRE LA SIEPE.

Adesso, dopo aver visto STILL ALICE, eccomi col libro tra le mani.piemme

Bellissimo.

Commuove e fa pensare.

L’autrice è una neurobiologa (all’Università di Harvard, dove ha conseguito il Ph. D., si usa il termine di neuroscienziata) e ce ne accorgiamo quando descrive il precoce Alzheimer della protagonista, Alice Howland.

Anche Alice insegna ad Harvard (nel film insegna alla Columbia University) e si accorge con crescente sgomento che i suoi neuroni fanno cilecca sempre più spesso. 

Meglio il romanzo o il film?

Da una parte la notevolissima interpretazione di Julianne Moore. D’altra la splendida prosa di Lisa Genova: “i pensieri si muovevano lenti dall’idea alla bocca come se dovessero nuotare per chilometri in un fiume scuro e melmoso prima di emergere e farsi sentire… e la maggior parte di essi affogassero lungo la strada”

“la scienziata che era in lei credeva che le emozioni si originassero nelle strutture cerebrali del sistema limbico… la madre che era in lei era convinta che l’amore per sua figlia fosse al sicuro dal caos della sua testa perché era nel cuore che dimorava”

Farò così: quando torno a Bologna compro il dvd e me lo rivedo con calma. Col libro nelle mani.

Published in: on luglio 30, 2015 at 7:05 pm  Lascia un commento  
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KEPLER 452b (ovvero, come visitatori provenienti dal Pianeta Gemello arrivarono sulla nostra terra e come ne ripartirono con un ambasciatore del Faraone)

La NASA ha scoperto un pianeta simile alla Terra nella costellazione del Cigno.

C’è acqua e la temperatura della superficie permetterebbe all’uomo di farci un picnic (anzi, è deliziosamente più fresca di questa afosa estate).

Cosa aspettano a mandarci la Discovery One, magari pilotata da Matthew McComesiscrive?one

C’è un piccolo problema. Kepler 452ecc dista circa 1400 anni luce… un po’ lontanuccio.

Io però (vi spiegherò poi come) so di un incontro ravvicinato del 3° tipo tra i Kepleriani e i Terrestri.

Successe 4501 anni fa. Era sabato.

Un Kepleriano si presentò al Faraone e gli disse Sgueppa sgueppa gna pons  (traduco: Eravamo curiosi di conoscere questo pianeta gemello e di sapere se c’erano abitanti simili a noi; sono contento di trovare qui tante varietà di mosche, scorpioni e coccodrilli e mi piacciono anche queste graziose piramidi che avete costruito… le costruiamo anche noi e le usiamo come pisciatoi pubblici… comunque io ho vinto una scommessa di 5 euro contro il mio capufficio che sosteneva che non avremmo trovato un cazzo qui)

Ramsete, il grande Faraone, rispose Le stelle sono tante milioni di milioni la stella di Negroni vuol dire qualità (traduco: Ma và?)

Insomma si misero d’accordo su uno scambio di ambasciatori: un kepleriano sarebbe rimasto sulla Terra e un cugino del Faraone sarebbe partito con i visitatori.

Chi era il kepleriano? Ero io. Ecco perché conosco tutti i dettagli dell’accordo.

Con la Smart Spaziale partì il cugino del faraone, Ramsettebello (di cui Ramsete voleva disfarsi: se la tirava troppo perché aveva inventato le regole dello scopone scientifico).

Ma (per via del paradosso spaziotemporale) il viaggio della Smart sarebbe durato solo due giorni, mentre qui sarebbero passati 10mila anni.

Infatti ho ricevuto un sms “siamo a metà strada, arriviamo domani” mentre assistevo alla vittoria di Napoleone sui Mamelucchi di Murad Bey (21 luglio 1798)

Per cui mi toccherà aspettare ancora.

Nell’attesa trombo tutte le mosche che mi capitano a tiro. Avrò diritto a un po’ di svago anch’io, no?
mosca

Published in: on luglio 25, 2015 at 2:07 pm  Comments (1)  
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NUMERO ZERO, by Umberto Eco

Non so se daranno mai il Nobel a Eco (non si può mai dire: chi avrebbe scommesso su Fo?); certamente non glielo daranno per questo breve, esilissimo romanzo.

Dopo l’immagine vi riassumo la TRAMA (questa volta senza spoilerare) e, se proprio ci tenete, concluderò con inquietanti, strampalatissime ipotesi.
eco
Primavera 1992, Milano. Un ricchissimo affarista, il comm Vimercate (ogni riferimento a Berlusconi è puramente voluto) strapaga un gruppo di mezze calzette, specializzate in giornalismo trash, per far uscire (a tiratura limitatissima) dodici numeri zero di un quotidiano, chiamato Domani.

Scopo dell’operazione: spaventare gli alti papaveri (politici, industriali, editori…) e permettere a Vimercate di salire in alto, molto in alto…

Si preparano, in un’atmosfera surreale, i primi articoli. Si trovano scandali dappertutto: massoneria, terrorismo, serial killers, Gladio, Valerio Borghese… Uno dei “redattori” (dal nome, preso dalla letteratura elisabettiana, di Braggandocio) ha un dettagliato dossier: Mussolini non è morto nel 1945 (hanno fatto fuori un sosia), ma si è rifugiato in Vaticano e poi è sparito, forse in Argentina.

Subito dopo Braggandocio ci lascia le penne. Chi è stato? Perché?

Anche il protagonista, sentendosi minacciato (chi ha chiuso la manopola dell’acqua sotto il suo lavello?) scappa con una sua collega. Si salverà?

COMMENTO. E’ un saggio di amaro sarcasmo sui giornalisti (solo italiani?), ma anche sui lettori, ormai disinteressati a distinguere il vero dal falso.

“Potresti andare in giro a dire che è stata Madre Teresa di Calcutta a mettere la bomba sull’Italicus e la gente dirà Ah, si? Curioso! si girerà dall’altra parte e continuerà a farsi i fatti suoi… L’unico problema serio del buon cittadino è non pagare le tasse. Amen”

Comunque (come ho già detto) non è un gran romanzo. I personaggi sono appena delineati, tranne il Braggandocio di cui sopra, con la sua fissa per le automobili di gran turismo (dev’essere un lettore accanito di Quattroruote) e il suo passato tra fascistoni (il nonno) e maoisti. “Alle nostre spalle c’è sempre qualcuno che ci inganna…”

Ipotesi. Non è il vero Eco ad aver scritto questo romanzo, ma un suo sosia (il vero Eco è nascosto in Vaticano e scrive i discorsi di papa Francesco).

Anzi no. Umberto Eco non esiste. Più esattamente non è una creatura umana (qualcuno di voi lo ha mai toccato? qualcuno lo ha sezionato?); è un androide costruito nell’Area 51 (Nevada) e inviato dalla CIA in Italia per sorvegliare Aldo Moro e la DC.

Anzi no. Umberto Eco è un extraterrestre: un Predicator 900, inviato a dispensare la Saggezza (dentro un involucro umanoide) da un’astronave distante 40 miliardi di km dal nostro pianeta.

Quando morirà (come un suo predecessore) l’Involucro riceverà un segnale dall’astronave, uscirà dalla tomba il terzo giorno e salirà al cielo, lasciando i discepoli a bocca aperta.

Published in: on luglio 21, 2015 at 11:13 am  Lascia un commento  
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