Sono stata in prigione e sul trono, ho guardato dall’alto in basso Shakespeare e James Bond; Elisabeth Bennet mi ha messa alla porta

Judi Dench ha interpretato molti ruoli, in teatro e al cinema.

Di parecchi ruoli, però, non so dire una beata cippa.

NON HO VISTO come se la cava nei panni di M (il capo dei servizi segreti), essendo affetto da bondfobia.

Ho saputo che Lady Dench appare brevemente nell’ultimo film dei Piratideicaraibi, ma non ho visto neanche questo (devo sentirmi in colpa?).

Elenco perciò i ruoli che conosco:

  • CAMERA CON VISTA (1985; Eleanor è una gentildonna molto anticonvenzionale nella Firenze di fine Ottocento)
  • ENRICO V (1989; la signora Quickly, proprietaria di una locanda-bordello, ci informa piangendo della morte di Falstaff)
  • SHAKESPEARE IN LOVE (1998; la regina Elisabetta I sale sul palcoscenico del Globe e sentenzia che l’attrice che ha interpretato Juliet è un uomo, il che tronca ogni discussione in merito; premio OSCAR)
  • UN THE CON MUSSOLINI (1999; Arabella dipinge e restaura affreschi in Toscana; nel finale difende coraggiosamente le Torri di San Giminiano dai tedeschi in ritirata)
  • CHOCOLAT (2000; Armande affitta un appartamento alla cholatier Vianne e l’aiuta a superare molte difficoltà; l’amore per la cioccolata le costerà la vita, ma ne valeva la pena; nomination all’Oscar)
  • IRIS – UN AMORE VERO (2001; la scrittrice Iris Murdoch è invecchiata e il marito l’accudisce con commovente tenerezza; nomination all’Oscar)
  • L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNEST (2002; la terribile lady Bracknell si oppone con ogni mezzo ai matrimoni della figlia e del nipote; cambia idea quando si accorge che ci sono i soldi)
  • ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (2005; l’altezzosa Lady Catherine de Bourgh cerca di intimidire Lizzy Bennet, socialmente molto più in basso di lei; troverà pane per i suoi denti)
  • LADY HENDERSON PRESENTA (2005; Laura Henderson apre un teatro a Soho alla vigilia della seconda guerra mondiale; le ballerine nude alzano il morale dei civili e delle truppe; nomination all’Oscar)
  • DIARIO DI UNO SCANDALO (2006; Barbara è un’insegnante amareggiata dalla vita; la sua amicizia con una collega più giovane avrà conseguenze spiacevoli; nomination all’oscar)
  • JANE EYRE (2011; la signora Fairfax accoglie con molta simpatia la protagonista a Thornfield Hall; come finisce la storia lo sapete, no?)
  • MARILYN (2011; Sybil Thorndike era al culmine della sua gloriosa carriera quando le offrirono una parte in THE PRINCE AND THE SHOWGIRL accanto a Laurence Olivier e Marilyn Monroe)
  • J. EDGAR (2011; Anne Marie Hoover è la madre del protagonista; definirla una rompicoglioni è un eufemismo)
  • MARIGOLD HOTEL (2012; Evelyn, da poco vedova, parte per l’India: sarà colpita dalla freccia di Cupido, si farà una vita lì; è brava anche a bloggare; la produzione promette un sequel)

denchteaqueen

LE DEE DEL CINEMA (dopo il Torneo delle Trilogie…)

MARILYN, BRIGITTE, SOPHIA… le mie prime emozioni cinefile me le avete fatte provare voi.

Sullo schermo passavano anche grandi attori: Marlon Brando, John Wayne, Gregory Peck, Kirk Douglas, Burt Lancaster, Sean Connery, Vittorio Gassman e chipiùnehapiùnemetta. Ma (chissà perché) mi attizzavano affascinavano più le donne…

Ragion per cui inizio oggi una galleria di STAR al femminile (degli attori mi occuperò l’anno prossimo, col permesso dei Maya)

Comincio con Uma Thurman (scusate se è poco).uma

Elenco i film in cui l’ho vista lavorare, in ruoli drammatici o da comedian.

Invito gli eventuali lettori a dare un voto (da 1 a 10) alle interpretazioni di Uma.

Di conseguenza i vostri voti diranno IN QUALE RUOLO Uma nostra ha dato il meglio di sé.

Ripeto: NON AI FILM, solo alle interpretazioni. Se il film non l’avete visto, naturalmente passate al successivo.

  • PULP FICTION (1994; interpreta Mia; nomination all’Oscar)
  • GATTACA (1997; interpreta Irene)
  • I MISERABILI (1998; interpreta Fantine)
  • VATEL (2000; interpreta la contessa di Montausier)
  • KILL BILL 1 (2003;  è la Sposa.. che ve lo dico a fa’)
  • KILL BILL 2 (2004; come sopra)
  • PRIME (2005; interpreta Rafi)
  • THE PRODUCERS (2005; interpreta Ulla Inga Hansen Bensen Yansen Tallen Hallen Svaden ecc e canta anche bene)
  • LA MIA SUPER EX-RAGAZZA (2006; interpreta G-Girl)
  • UN MARITO DI TROPPO (2008; interpreta Emma)

N. B. Potete aggiungere altre interpretazioni. Ad es, Sailor Fede ha visto BATMAN&ROBIN e ha dato 6,5POISON IVY, mentre la Medusa di Percy Jackson e le nozze coi fichi secchi prende solo 3.

la Diva insicura e Sir Pomposo (continuo a parlare di MARILYN, premettendo clamorose rivelazioni librarie)

Le Clamorose Rivelazioni Librarie riguardano il gradimento dei giovani lettori di Bookland (categoria BLUE, fino a 12 anni) a proposito dei romanzi letti quest’anno.

La classifica completa la potrete leggere sull’altro blog. Qui anticipo il podio.

  • HARRY POTTER E IL PRIGIONIERO DI AZKABAN. VOTO 10.
  • A pari merito un altro romanzo della stessa serie: HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE
  • Medaglia di bronzo: ASCOLTA IL MIO CUORE (Bianca Pitzorno). Voto 9,75.

Fine delle C.R.L.

Dunque, parliamo del film di Simon Curtis.

A Cine BlaBla è piaciuto molto (lèggasi la sua recensione). A me un po’ meno.

TRAMA ESSENZIALE. Un giovane aiuto-aiuto-aiutoregista partecipa alle riprese di THE PRINCE AND THE SHOWGIRL (1957) e subisce il fascino (che te lo dico a fa’?) di Marilyn.

Giudizio sugli interpreti:

  • M. Williams ha un compito difficilissimo (rendere la crisi umana e professionale di una Dea che voleva uscire dallo stereotipo dell’Oca Bionda) e (in parte) ci riesce. Sa cantare e sa ballare: notevole la scena d’apertura (canta HEAT WAVE) e quando balla il foxtrot da sola. Molto meno convincente quando piange (e il rimmel non ne risente?) in una camera da letto piena di bottiglie.
  • K. Branagh interpreta bene Ser Pomposo Olivier. Gli riesce facile essendo un po’ pomposo anche lui, solo che (lui) è capace di autoironia.
  • E. Redmayne è il giovane protagonista. Incredibilmente lesso.
  • J. Dench interpreta la grande Sybil Thorndike. Ha poche battute, ma bastano a far scattare l’applauso. Meritava almeno una nomination all’oscar (invece l’hanno avuta Branagh e la Williams).
  • J. Ormond interpreta Vivien Leigh (moglie di Sir Pomposo) e ci mette tutta la malinconia di una donna non più giovane e amareggiata dalla gelosia.
  • E. Watson (non più streghetta) ha della stoffa. Se troverà ruoli più consistenti diventerà una Grande Attrice.

COMMENTO FINALE. Direi che è un atto di contrizione. Gli inglesi si pentono e si dolgono di aver trattato male la Monroe e le chiedono scusa. AVREBBE POTUTO ESSERE la grande occasione per la Dea di diventare una Vera Attrice. Lei stava allargando i suoi orizzonti, leggeva, si interessava al personaggio di Grushenka (a Hollywood ridevano dei suoi progetti e dicevano che era pronta per “I fratelli Karamazov contro Gianni e Pinotto”) e… finì tutto in fumo.

Ma il film (patriotticamente) non dà tutte le colpe ai Britanni. Dipinge A. Miller come un tanghero, talmente indelicato da far capire alla mogliettina (dopo pochi mesi di matrimonio) che era già stanco di lei.

E descrive la verde Inghilterra in modo cartolinesco: la campagna incontaminata, il cortile di Eton con i collegiali in cilindro nero, il castello di Winsdor (manca solo la coetanea di Marilyn che le descrive i disegni di Leonardo…)olivier

Published in: on giugno 6, 2012 at 8:25 am  Commenti (3)  
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Marilyn, che fascino… e che malinconia!

Come dicevo nel post precedente, sono stato poche volte al cinema nelle ultime tre settimane.

Ho visto qualche film unpòcosì unpòcosà e poi ho visto MARILYN.

Partendo dal basso:

  • KILLER ELITE. Uno strazio! Da anni De Niro accetta ruoli desolanti (è diventato l’Albertosordi americano). Avrà bisogno di soldi?
  • MEN IN BLACK III. Viaggio nel passato per salvare il presente (ma non è divertente come la trilogia di Zemeckis). Mi è piaciuta (senza esagerare) la ricostruzione dell’America del 1969. Come nel secondo film della serie M. Jackson cercava di arruolarsi nei MIB, qui scopriamo che Andy Warhol c’era riuscito, ma aveva seri problemi (“trovatemi un’altra copertura, sono stanco di questi concerti di sitar, non distinguo più i maschi dalle donne…”)
  • MARGIN CALL. Film di denuncia, non del tutto riuscito. Illustra didascalicamente quale grande truffa sia il sistema finanziario. Jeremy Irons nella parte del cinico boss (in confronto a lui Ghekko è San Francesco) aggiunge un tassello alla sua luminosa carriera.

E poi c’è MARILYN.

Vista dagli inglesi. Un film sul film che Lei girò nel 1957 negli studi di Pinewood (in Italia è intitolato IL PRINCIPE E LA BALLERINA) e che dimostrò da una parte la crescente instabilità della Diva, dall’altra l’ego smisurato del Divo (L. Olivier era convinto -che Dio lo perdoni- di essere l’Arte fatta persona).

Venne fuori una commedia un po’ sdolcinata, in cui quella che recitava meglio era la 75enne Sybil Thordike (nella parte della Regina). La Diva tornò in America molto delusa.

Ho visto MARILYN ierisera. Mi sono commosso (succede ai vecchi): pensavo che quell’incredibile cocktail di candore e di sensualità che era la Monroe NON PUO’ ESSERE IMITATA e in sintesi questo film è una passabile ricostruzione storica. Niente di più.

Ma questa sera lo rivedo, con la solita ballotta, e magari lo rivaluto.
marginmichelle

C’è commedia e commedia…

Tornato a casa, un po’ deluso, dal cinema Rialto (dopo vi dirò cosa mi ha deluso) rimetto su il DVD di una commedia di Billy Wilder…

No, non voglio parlare ancora di SOME LIKE IT HOT, capolavoro assoluto (non sono il solo a dirlo) di Wilder.

Mi riferisco a THE SEVEN YEARS ITCH (nella versione italiana, QUANDO LA MOGLIE E’ IN VACANZA) una commedia forse un gradino sotto la precedente, ma capace di farmi ridere come poche altre.

TRAMA. Un marito represso (i sette anni del titolo sono gli anni del suo matrimonio) sogna di sedurre la biondona del piano di sopra (un impasto incredibile di sensualità e candore; non occorre che vi dica chi è, vero?); dopo un’ora e mezza di gag comicissime corre a prendere il treno per raggiungere la moglie nel Maine.

Nella commedia da cui è tratto il film riusciva a portarsela a letto almeno una volta (la biondona); ma nel 1955 la censura impose che l’adulterio venisse solo immaginato. MA QUESTO E’ ININFLUENTE, secondo me.

Perché mi fa tanto ridere?

  • per la caricaturale figura dello psicanalista, che si è liberato dell’appuntamento precedente perché il paziente si è gettato dalla finestra?
  • per l’ironia dedicata alla pubblicità televisiva? (“quando pronuncio la mia battuta sul dentifricio Brillident” osserva la biondona “ho più spettatori di Sarah Bernhardt…”)
  • per l’ironia sulla politica editoriale? (la casa editrice in cui lavora il protagonista cambia il titolo di PICCOLE DONNE in I SEGRETI DELLE VERGINI)
  • per la vendetta della moglie, in uno dei tanti sogni del protagonista?
  • per la cameriera del ristorante vegetariano, che fa propaganda per il nudismo? (“pensi: se i soldati non indossassero uniformi non ci sarebbero più guerre…”)
  • per tutte queste (e altre) trovate?
Insomma, un film indimenticabile.
Un solo difetto nel DVD. A un certo punto il protagonista scopre che la biondona ha posato per una rivista fotografica e ne rimane folgorato.
La versione in sala era censurata: non ci facevano vedere la foto, ma solo l’emozione che provocava. Ce la siamo immaginata nuda, noi ragazzini degli anni cinquanta… ma nella versione integrale si vede la foto: Marilyn è in bikini! Delusione!!!!
P.S: Adesso dovrei spiegarvi perché LE DONNE DEL 6° PIANO mi è piaciuto fino a certo punto. Ma il post sta venendo troppo lungo. Alla prossima.

Published in: on giugno 15, 2011 at 12:17 pm  Commenti (1)  
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A QUALCUNO PIACE CALDO

Film diretto da Billy Wilder nel 1959. Titolo originale SOME LIKE IT HOT.

Per i pochi che non la conoscono, riassumo la TRAMA. Joe (Tony Curtis) e Jerry (Jack Lemmon) assistono involontariamente alla strage di San Valentino (14 febbr 1929). Inseguiti dai gangsters, si nascondono (travestiti da donne) in un’orchestrina jazz femminile. Joe seduce la cantante Sugar (Marilyn Monroe) fingendosi miliardario e impotente. Jerry (vestito da donna) è concupito da un vecchio satiro che alla fine salva tutti nel suo yacht. “Guarda, sono un uomo!” gli grida Jerry alla fine, togliendosi la parrucca. “Nessuno è perfetto…” è la battuta conclusiva.

Dire che questo film (pieno di battute scoppiettanti e di bella musica) è un capolavoro della commedia americana è come dire che in Sicilia c’è qualche mafioso. A quanto pare non sono il solo a pensarlo, visto che A QUALCUNOecc è citato come #1 della categoria anche da altri partecipanti al torneo di Gegio

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Voglio solo aggiungere che ascoltare la versione originale nel DVD aggiunge piacere al piacere: ad esempio, si ammira Curtis nella sua imitazione di C. Grant e si impara che l’impresario Poliakoff appartiene alla cultura yiddish.

E quando si sente Marilyn pronunciare la battuta “la ciliegia col baco tocca sempre a me!” non si può non pensare che le restavano meno di 3 anni da vivere.

Ultima osservazione: ci vuole un pallottoliere per contare i cadaveri. Tra la banda di Stecchino e quella di Ghette sono almeno 12.

Ma nelle commedie anche i morti fanno ridere.

 

Published in: on agosto 17, 2010 at 4:55 pm  Commenti (5)  
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fine anno al cinema

Non è un buon periodo questo, se vuoi vedere film di qualità. Gli spettatori (in gran parte) vogliono storie digestive. Per digerire il panettone e ammazzare il tempo.

Perciò non aspettarti molto.

Adesso, partendo dal basso, comunico la mia classifica tra i 4 film che ho visto di recente.

LA DELUSIONE PIU’ COCENTE me l’ha data Pieraccioni. All’inizio della sua carriera mi era molto simpatico, ma poi… In questo film tocca il minimo storico. Farà ancora peggio nel 2011? NON ASPETTATEVI EROTISMO dalla siliconata sosia di Marilina (alla vera Marilyn bastava un sorriso e una strizzatina d’occhio per far salire la pressione) nonostante le sue ghiandole mammarie (quarta misura, credo). Ceccherini è spento, Laurenti è svogliato (del suo personaggio si poteva fare tranquillamente a meno), Biagio Izzo è bravo, ma sprecato.

Battuta migliore (l’unica decente, direi): “Siamo nelle mani di Dio!” “Speriamo che non si metta ad applaudire…”

AMELIA (siamo saliti di parecchi gradini) è la biografia di un’eroica aviatrice. Qui la conoscono in pochi, ma in America è popolarissima. Dato l’argomento era inevitabile un ricorso alla retorica, che in certi momenti appesantisce il film (come il ghiaccio sulle ali nella trasvolata atlantica). Ottima la fotografia (da Oscar), soprattutto nelle riprese aeree della savana africana. Buona H. Swank, deludente R. Gere (sembra sempre che pensi ad altro). Battuta migliore: “Abbiamo eletto il Roosevelt sbagliato” (complimento alla moglie del Presidente).

Se non vi piace la conclusione del film, leggetevi http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/06/25/le-7-vite-di-maria-sklodowska/

Salendo ancora e chiedendo scusa a sir A. C. Doyle (a cui sicuramente non è piaciuto) dirò che SHERLOCK HOLMES di mr. Ritchie è un buon film d’azione (tra Bond e Indiana Jones) con una apprezzabile ricostruzione della Londra del 1890, e recitato con anglosassone professionalità.

TRAMA. Un cattivissimo lord (somiglia a Voldemort e difatti, come Voldemort, ucciderà suo padre) sale al vertice della massoneria britannica, facendosi credere protetto da Belzebù. Holmes non crede al soprannaturale. Crede alla scienza e, grazie alla sua razionalità, sconfigge il marrano. Nell’ombra agisce un altro cattivone (servirà per il sequel) che resta innominato (ma vi do un aiutino: è un prof di matematica).

In sostanza, mi è piaciuto questo Holmes all’americana (in certe scene si ispira al prof. Langdon di Angeli e demoni ) ottimo pugile (lo era anche il VERO Holmes) e non insensibile al fascino di una femme fatale (anche il personaggio di Irene Adler è tratto dai racconti di Doyle: preannuncio che mi occuperò di lei molto presto).

Difetti non ne mancano. Chiunque prendesse tutte quelle sberle andrebbe zoppo per mesi e la faccia sarebbe piena di lividi, Watson sopravvive a un’esplosione che nella realtà ridurrebbe in briciole un carro armato, il Tower Bridge (dove avviene il duello finale) è lontano assai dalla sede del Parlamento, ecc. Ma della logica e della verosimiglianza in questi film se ne fa a meno.

Battuta migliore: “ora è svelato il mistero di come lei sia diventato ispettore!” (Holmes a Lestrade, che si è rivelato massone)

Infine, best of all, ho rivisto A SERIOUS MAN nella sala Chaplin.

Storia tristissima, ma molto ben raccontata (dai fratelli Coen). Se non l’hai visto o non hai letto la mia recensione

http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/09/due-film-e-mezzo/

ti riassumo la TRAMA. Un onestuomo è bersaglio di una grandinata di sventure. Riuscirà la sua fede (ebraica) a confortarlo? E soprattutto rimarrà onesto?

Rivedendo A SERIOUS MAN (e in attesa di comprare il DVD), tre considerazioni.

  1. Forse questo era il film che i due del Minnesota volevano raccontare fin dall’inizio della loro carriera. Ma prima dovevano farsi un nome con capolavori più “leggeri” (Fargo, The big Lebowsky, Non è un paese per vecchi, Burn after reading, ecc).
  2. Probabilmente il ragazzino che si fa una canna prima del solennissimo rito del Bar Mitzvah (una specie di cresima) è autobiografico. I giovani Coen soffrirono una qualcerta costrizione nella loro comunità negli anni 70…
  3. L’uragano che incombe nel finale è un simbolo della morte, l’ineluttabile buio che conclude il film come conclude ogni vita. E la bandiera sbatacchiata dal vento sembra chiedersi “ci sarà un futuro per il sogno americano?”

Battuta migliore (in un film che non ha il compito di far ridere): “capisco quando non sono gradito…” (l’inquietante ospite a cui la padrona di casa ha appena piantato un coltello nel petto, nel surreale prologo polacco).

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