UN BUON MOTIVO per desiderare la FINE DEL MONDO

lapo

è nata una star? CON INTERESSANTISSIME CONSIDERAZIONI SOCIOLOGICHE SUL PORNO, LA POLE DANCE E BERLUSCONI

Sabato. Rituale appuntamento con la ballotta: che film vediamo? Seguirà cena in pizzeria.

Sondaggio telefonico:

  • 4 voti per E’ NATA UNA STAR? 
  • voti per THE RAVEN
  • voto per MAGNIFICA PRESENZA
  • 1 voto, il mio, per CESARE DEVE MORIRE (non l’ho ancora visto, confesso; ma lo vedrò questo pomeriggio, mentre mia moglie è impegnata in una pratica quaresimale nota come Consigli di classe)

PRIMA CONSIDERAZIONE SOCIOLOGICA. I 4 voti per la commedia sul porno-fatto-in-casa sono tutti femminili. Le nostre signore hanno votato compatte (e ovviamente hanno vinto). Noto un crescente interesse femminile sull’argomento. SHAME l’ho visto dopo insistenti pressioni di mia moglie (che poi si è dichiarata delusa: non era abbastanza hard). E’ solo una posa o interessa davvero? FINE DELLA PRIMAecc

Comunque il film in questione non è male. Gli darei 6 su 10 se avessi l’abitudine di dare voti.

Alle signore è piaciuto tantissimo, non solo per il tema sopra accennato: il fatto è che LE DONNE DEL FILM dimostrano una maturità incomparabilmente superiore ai due protagonisti. Infatti:

  • il figlio (Castellitto junior) è un babbeo totale; dopo 3 anni di Istituto Professionale Alberghiero non sa cuocere il roast-beef; peggio ancora, si gioca l’amore della fidanzatina (che sembra una persona per bene) e vorrebbe continuare a “lavorare” in un ambiente dove non sai se temere di più la malavita (il porno è “cosa loro”), l’AIDS o la precarietà (quando non sei più in forma mica ti danno la pensione)
  • il padre (Rocco Papaleo) è consapevole dei rischi che corre suo figlio, ma si muove con goffaggine suprema; inoltre come fa a non sapere che se usi impropriamente il computer aziendale ti beccano subito? 
  • aggiungo che detto padre si rende ridicolo in numerose occasioni (ad esempio, quando sbircia le dimensioni di un presunto “rivale”) mentre la madre (Luciana Littizzetto) non ride mai, perché c’è davvero poco da ridere… e del sogno vogliamo parlare? le convinzioni morali del padre sono salde, ma l’inconscio è l’inconscio!

E Berlusconi non lo vogliamo citare? Claro que sì! L’immagine del Cavaliere (a cavallo, naturalmente) appare per un attimo (è il premio per la tombola al centro anziani). Ma l’ideologia berlusconiana (i soldi, la notorietà, la patonza…) è alla base dei “ragionamenti” del figlio. A questi modelli culturali (non ridete, in sociologia si chiamano così!) si contrappone la serietà delle donne di questo film: lavorano, fanno volontariato, curano la raccolta differenziata dei rifiuti, sanno riconoscere i propri errori (la prof che aveva insistito nel dare la parte di Lucignolo a un cinesino che parla italiano da solo 3 mesi si arrende all’evidenza…)

ULTIMA (finalmente!) CONSIDERAZIONE. Nel sogno del Padre una biondazza si esibisce in un balletto intorno a un palo al centro del salotto. Proprio come in un famoso monologo di Giacobazzi.

-Ah! E’ quella la lap dance?-

-No, cara. La lap dance è un’altra cosa. Quella lì si chiama Pole dance. Quando siamo a casa ti spiego meglio…-

-Ma Giacobazzi…-

-Si è sbagliato…-

Arrivano le pizze, interrompendo la disquisizione.

Published in: on marzo 26, 2012 at 11:42 am  Commenti (8)  
Tags: , , , , , ,

IL GIOIELLINO, film di A. Molaioli

Momento notevole: Remo Girone (interpreta Callistotanzi) in un ultimo, e vano, tentativo di salvare la sua azienda entra in una sontuosa biblioteca.

E’ la biblioteca del Presidente del Consiglio.

Parentesi. Chi indovina entro il tramonto di ieri chi era il Presdelcons nel 2003 vince una bambolina. Tempo scaduto! Chiusa parentesi.

Girone prende in mano un volumone ben rilegato e si è accorge che è FASULLO (probabilmente lo sono anche gli altri).

Altro momento notevole. Toni Servillo (interpreta il rag. Tonna) scende A PIEDI 48 piani nel Rockefeller Center di NYC. Non lo fa per tenersi in forma, o perché non si fida degli ascensori: vuole dare il tempo ai banchieri americani con cui non ha trovato l’accordo di RIPENSARCI e abbassare le loro pretese. E LA SPUNTA LUI.

Nonostante le furbate e i giochi di prestigio di Tonna, tuttavia, l’azienda fallisce e i vertici finiscono in gattabuia. C’è anche il suicidio del giovane e ingenuo direttore commerciale. Fine del film.

Inutile aggiungere che al botteghino ha incassato pochissimo.

Già, noi italiani al cinema vogliamo ridere… e qui c’è veramente poco da ridere.

Ultima considerazione. Per motivi legali nel film tutti i nomi sono stati cambiati.

Parmalat diventa Leda.

De Mita diventa “il senatore”.

Tanzi diventa Rastelli.

Tonna diventa Botta.

Beppe Grillo diventa “un noto comico”.

Parma non c’è: gli esterni sono stati girati ad Acqui Terme.

Solo il povero Pantani (vittima anche lui di questa tragedia chiamata capitalismo) viene chiamato col suo vero nome.

Published in: on marzo 28, 2011 at 3:32 pm  Commenti (5)  
Tags: , , , , , , ,

Le vite degli altri

Ieri sera il-miglior-presidente-del-consiglio-degli-ultimi-150-anni ha inveito contro le intercettazioni telefoniche che hanno provocato la sua incriminazione.

In particolare ha citato i sistemi della DDR. Probabilmente ha visto il film LE VITE DEGLI ALTRI, diretto da Von Donnersmarck nel 2007 e premiato dall’Oscar.

Forse il Casanova di Arcore l’ha visto frettolosamente (ha tante cose da fare…) e non ha notato che le intercettazioni del film riguardavano CRITICHE AL REGIME e non episodi di prostituzione minorile.

Per chiarire meglio, allego alcune scene del film.


i film più visti di gennaio

Fonte: TELEVIDEO RAI (pag.546), che giustamente non calcola gli incassi ma il numero di biglietti venduti (nelle classifiche degli incassi pesano gli euri in più per il 3D).

  1. AVATAR4milioni471mila presenze – mi sono divertito a parodiare questo bel giocattolone in http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/01/24/avatar-ovvero-balla-coi-pterodattili/
  2. IO, LORO E LARA2milioni417mila presenze – recensito in http://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/01/11/verdone/
  3. SHERLOCK HOLMES1milione851mila presenze – ne ho parlato in http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/31/fine-anno-al-cinema/
  4. HACHIKO775mila presenze – non l’ho visto (non perchè non mi piacciano i cani: è Richard Gere che mi sta sullo stomaco)
  5. LA PRIMA COSA BELLA733milapresenze – recensito in http://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/01/21/virzi/  
  6. NATALE A BEVERLY HILLS680mila presenze – non l’ho visto e non lo voglio vedere: sono tutti uguali (fatti per chi -e sono tanti- apprezza un weekend in un albergo di lusso più di tutti i Caravaggio e i Tiziano di questo mondo; poi non meravigliamoci se Berlusconi prende tanti voti)
  7. IO & MARILYN649mila presenze – me ne sono occupato in http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/12/31/fine-anno-al-cinema/

in attesa di film migliori, Buon febbraio a tutti!!!

 

 

 

 

Published in: on febbraio 1, 2010 at 1:36 pm  Commenti (4)  
Tags: , , , , , , , , ,

film di novembre

Ne ho visti parecchi in questo grigio mese, ma nessuno che mi sia piaciuto tantissimo.

Comincerò col migliore, poi ricorderò gli altri alla rinfusa.

CAPITALISM, A LOVE STORY (vedi post del 12nov) è un documentario, più che un film vero e proprio. Infatti non ci sono attori e molte scene sono in presa diretta. Andava accorciato, ma per proiettarlo nelle sale (facendo pagare il biglietto) lo hanno contrabbandato per film, con una lunghezza (2 ore) esagerata. Comunque il meglio del mese.

GLI ABBRACCI SPEZZATI mi ha un po’ deluso. Non è il miglior Almodovar, né il peggiore (il peggiore essendo La mala education). Troppo lungo anche questo. Ho gradito la citazione di Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Lo rivedrò?

Merita la sufficienza (ma niente di più) CADO DALLE NUBI, con il comico Checco Zalone usato male. Le gaffes del campagnolo meridionale a Milano erano già vecchie ai tempi di Totò e la malafemmina. Ho apprezzato Ivano Marescotti nel ruolo di un burbanzoso capoccia leghista che strabuzza gli occhi scoprendo che la Sacra Ampolla (invece che d’acqua sorgiva) è piena di urina. Indovinate di chi.

NEW MOON. In un’aula scolastica il prof (accortosi che nell’ultimo banco si chiacchiera) crede di cogliere in castagna l’alunno Cullen. “Ripeti gli ultimi versi!” E quello, senza battere ciglio (sono quasi cent’anni che ascolta le stesse lezioni), snocciola: ”Qui troverò riposo e potrò scrollare da questo stanco corpo il giogo delle avverse stelle. Occhi, guardatela per l’ultima volta! E voi, labbra, custodi del respiro, suggellate con un bacio il vostro contratto eterno con la morte!”

 Fa piacere sentir citare Shakespeare. Ma il guaio è che NEW MOON presegue per altre due ore, tra espressioni perplessamente tetre (Bella), cupamente tetre (Edward) e ottusamente tetre (Jacob). Per vedere qualche sorriso aspettate il prossimo film. L’interpretazione migliore, secondo me, è quella di Dakota Fanning (vampiretta 15enne, glaciale e perfida): bella forza, ha girato più film lei che i 3 porcellini protagonisti messi insieme!

Vedere Berlusconi che muore schiacciato dalla cupola di San Pietro può essere divertente. Ma poi ci pensi e ragioni: “Ti pare che uno così aspetta la morte pregando accanto al papa? Nell’eventuale apocalisse sarebbe il primo a infrattarsi nell’arca dei cinesi! Oppure aspetterebbe la fine del mondo in un’orgia di 120 giorni a villa certosa!” Perciò esci dalla sala in cui hai subìto 159 minuti di 2012 e chiedi indietro i soldi.

CE N’E’ PER TUTTI poteva essere una bella commedia (anche Alberto Sordi minacciava di gettarsi dal Colosseo in Un americano a Roma). Invece è un po’ farsa, un po’ dramma. Insomma pretende di essere preso sul serio. Dispiace vedere che il grande Arnoldo Foà è stato coinvolto in questa bufala.

Esattamente un anno fa….

…questo blog si occupava per la prima volta di vampiri. Non immaginavo, il 17 novembre scorso, che l’argomento sarebbe diventato tanto di moda.

Introducendo il torneo BOOKLAND per l’anno 2008/2009 segnalavo il Dracula di Bram Stoker come uno dei romanzi più apprezzati dai partecipanti e, en passant, davo un giudizio su una new entry, un romanzo intitolato TWILIGHT proposto dalle alunne di due classi come “testo jolly”.

Ho giudicato TWILIGHT degno di entrare nella lista. Poi ho visto il film e l’ho recensito. Poi ho letto NEW MOON.

Mi sono divertito a parodiare NM

http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/08/11/new-moon-misteri-e-inquietanti-interrogativi/

http://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/08/11/new-moon-continuazione-e-fine/

ma non sono stato abbastanza cattivo! Molto meglio di me ha scritto NONCICLOPEDIA, che così sintetizza il suo giudizio

“è davvero una storia piena di pathos e sentimento, anche se certo non ancora al livello de I tre porcellini

Comunque, preparatevi. Domani, mercoledì 18, prima mondiale del film. Gli esperti prevedono incassi da record in tutto il mondo. Solo in Italia, dai 16 ai 20 milioni di euro.

Ecco la trama, perchè vi possiate spiegare tanto successo.

La protagonista 18enne è stata mollata; prima si dispera, poi si guarda intorno e trova un bel licantropo alto 2 metri (insomma un figone).

Per cui, se tu sei X e sei stata lasciata da Y, puoi sempre sperare di trovare Z. Ma anche gli adolescenti sfigati possono apprezzare questa situazione: se sbavano per una irraggiungibile X, possono sempre sperare che Y se ne vada… e subentrare in quanto Z

Concludo con una citazione. Una (presa a caso) tra le fans: “ewwai non vedo l’ora che viene novembre… e non vedo l’ora che esce Eclipse ansi non vedo l’ora che si sposano…”

Da cui si può dedurre che:

  1. il congiuntivo è evitato con la massima cura tra le twilightfans (più o meno come l’aglio per Dracula)
  2. questo autunno i ministri berlusconeschi (in particolare la Gelmini) possono dormire tra due guanciali; niente agitazioni, né autogestioni, né occupazioni… c’è NEW MOON.

Cinema in settembre: Ricatto d’amore, Videocracy e …..

Ottenere la cittadinanza mediante matrimoni pro-forma. Succede sempre più spesso, anche da noi. Risposta a leggi crudeli.

GREEN CARD era un bel film del 1990. Lì il clandestino a NYC era G. Depardieu. Un film drammatico, non come questa commediola che (comunque) si lascia vedere.

Stavolta è lei (Sandra Bullock, 47 anni portati da dea) che “deve” sposarsi. Complicazioni e colpi di scena. Amor vincit omnia, alla fine.

Divertentissima la nonna terribile, capace di ingannare tutti e di celebrare un rito sciamanico nella foresta alaskana (lei discende da una tribù indiana), rito a cui la protagonista partecipa con crescente entusiasmo.

In una scena la Bullock tenta di offrire un cagnolino in pasto alle aquile; ma c’è un perché…

 VIDEOCRACY è un documentario sul berlusconismo e altre forme di corruzione televisiva.

La prima mezz’ora è fatta bene, alternando materiale di repertorio allo sfogo di un aspirante personaggio (che si lamenta: “se dico a una ragazza che lavoro in fabbrica, quella gira i tacchi; ma se riesco ad apparire in tv…”) e all’intervista a una turpe megera che vive scattando foto alle feste di Villa Certosa.

Purtroppo il regista dedica altrettanto (se non di più) tempo a un personaggio ancora più squallido del Berlusca (incredibile ma vero): tale F. Corona che discetta di politica (“tutte le leggi italiane fanno schifo” ecc) e si lava l’uccello sotto la doccia.

Pare che le massaie svedesi (Videocracy è stato prodotto in Svezia) apprezzino.

Comunque la risata più convinta in sala si deve a lui, o meglio alla dichiarazione di Lele Mora (un altro di quelli buoni): “sì, lo conosco Corona, è un ragazzo di sani principi!”

Lele aggiunge, mettendosi un dito nel naso, che Berlusconi gli piace, anche se “non ha la fermezza e lo spessore ideologico di Benito Mussolini…”.

Voltiamo pagina.

Cento anni fa, una cortigiana ricchissima e 50enne ha una lunga e tormentata relazione con un giovane viziato, chiamato CHERI. Finale amarissimo.

Michelle Pfeiffer l’avevo ammirata in L’ETA’ DELL’INNOCENZA (Scorsese, 1993), dove era un’aristocratica di New York che si rifugiava a Parigi dopo un amore infelicissimo. Stavolta c’è Parigi (ma non l’innocenza), le rughe non vengono più dissimulate e lei è veramente brava.

Prevedo un Oscar per i costumi e una nomination per la Pfeiffer. L’attore Rupert Friend rende bene un personaggio molto antipatico.

CIASCUNO E’ PERFETTO, ossia le bischerate di R. Morelli

PREMESSA. Nessuno, ma davvero nessuno, tra gli psichiatri (neanche S. Freud) ha sempre avuto successo. Anche i più bravi hanno dovuto registrare qualche smacco, qualche ciambella che non è riuscita col buco.

Invece a Morelli (a sentir lui) è sempre andata bene. MAI UNA VOLTA CHE IL/LA CLIENTE ABBIA INTERROTTO IL RAPPORTO (e abbia fatto causa): è sempre andato tutto bene.

Basterebbe questo a dubitare della serietà di questo Marrano. Fine della premessa.

“non pensare, non avere obiettivi, non lottare con se stessi, lasciare scorrere il desiderio e perdersi in esso” (bischerata di pag.53)

Vi è mai capitato, viaggiando in autostrada, di notare un tizio che piscia in una piazzuola?

L’area di servizio è vicina, neanche 10 minuti, ma l’allegro pisciatore (forse è Morelli o uno che si riconosce pienamente nella sua dottrina) non vuole lottare con se stesso. Vive il presente (“il passato e il futuro non esistono: non fare programmi, esiste solo il presente”) e svuota la vescica.

Ecco. Bisogna svuotare la mente da pensieri, programmi, moralismi e concetti razionali. Persino l’idea del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto ci impediscono di vivere serenamente. A essere maliziosi, si può notare una notevolissima sintonia tra queste bischerate e lo stile del nostro Presidente, che si diverte a fare cucù al Cancelliere tedesco.

Ma lasciamo perdere la politica, almeno per stavolta.

Non bisogna pensare, bisogna seguire l’istinto, insiste Morelli. E cita un caso (che ha tutta l’aria di essere inventato).

Un calciatore racconta di come sbagliò un gol: “in una partita decisiva… mi trovo davanti al portiere, sto per segnare e mentre calcio la palla vedo in un istante la vittoria della mia squadra, la promozione in serie A, il successo che sarebbe arrivato… questi pensieri mi hanno distratto: la palla è finita sul palo” (pag.159)

Si potrebbe dedurre semplicemente che questo “Francesco” è una pippa. Ma c’è il lieto fine (la qual cosa mi fa sospettare che sia tutta una balla): “Francesco” è finito fuori squadra, ma un giorno (subito dopo aver trombato, e te pareva!) gioca da Dio in una partitella, ritorna titolare e in due anni diventa un famoso campione della serie A. VOGLIAMO IL NOME! VOGLIAMO IL NOME!

Per concludere, una specie di “elogio dell’Alzheimer”.

Una donna (si dice a pag.129) per tutta la vita era stata oppressa dalle preoccupazioni e chiusa in se stessa. L’Alzheimer la trasformò in una persona allegra e sorridente. Hip hip hurrah!!!!

Evviva dunque l’Alzheimer! E questo (ennesimo) lieto fine mi fa venire in mente una priapesca considerazione, raccolta in una tavolata di medici.

“Emerge da serie ricerche che da molti anni grandi somme di denaro sono investite nella ricerca sull’impotenza maschile; molto meno viene destinato in ricerche sulla cura dell’Alzheimer. In prospettiva possiamo ipotizzare un futuro in cui milioni di vecchietti saranno dotati di un uccello durissimo, ma senza la più pallida idea di cosa farne!”

Published in: on agosto 26, 2009 at 11:09 pm  Commenti (5)  
Tags: , , , , ,

avvisi ai naviganti

Avviso numero uno. E’ giunta in mio possesso (non chiedetemi come) una missiva di Milvio Berlusconi indirizzata alla Consorte, Miriam Bartolini in arte Veronica Lario.

In attesa di verificarne l’autenticità, l’ho pubblicata nel blog semiufficiale (quello della fragolina) http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/04/29/cara-veronica-consentimi!!!!/ 

Se (come penso) ci sarà risposta, la pubblicherò QUI. Par condicio.

Avviso numero due. Domani comincia il mese di maggio, mese particolarmente adatto ai giochi di abilità. PERCUI, aspettatevi a breve il QUIZ DEL MESE.

Prometto che sarà più facile del precedente. Buon Maggio a tutti.

POST SCRIPTUM  Quei “gentiluomini” di Libero pubblicano in prima pagina foto enormi di Veronica (santa subito!!!!) con le tette di fuori e il titolo Veronica velina ingrata.

Hanno torto marcio. Non regge l’analogia con le letteronze che (forse) saranno elette al Parlamento Europeo. UN CONTO E’ USARE IL PROPRIO FASCINO PER TROVARE UN MARITO (così fan tutte, e che male c’è?) e un conto è pretendere di rappresentare gli elettori italiani a Strasburgo.

Qualcuno può spiegare al Berlusca-Napoleone che differenza c’è tra un’aula parlamentare e la camera da letto?

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 38 follower