telenovela (da Dallas al lago di Como passando per il Vaticano)

Ieri sera ci siamo riuniti in pizzeria. Ma non abbiamo parlato di un film (avendo visto una fetecchia tale -dopo magari vi dico quale- che avremmo perso l’appetito parlandone).

Abbiamo parlato dell’ultima fiction di Raiuno. Una specie di DALLAS alla comasca.

Non vi ricordate com’era DALLAS? Ve lo riassumo io:

  • famiglia di industriali, in continua altalena tra il fallimento e il trionfo
  • ranch con qualche kilometroquadrato intorno
  • amori&corna
  • “me la pagherai, GEIAR” (qualcuno gli spara, ma lui ha la pelle dura)
  • clamorosi colpi di scena (Bobby era morto, gli avevano fatto il funerale… e poi salta fuori che non era morto!)
UNA GRANDE FAMIGLIA è la stessa menata. Solo che al posto del petrolio c’è un mobilificio e al posto del Texas c’è Inverigo e il lago di Como.
E ci sono dei bravi attori: Gianni Cavina, Piera Degli Esposti, Stefania Sandrelli.

dallas
Poi ci siamo messi a DALLASSARE, cioè abbiamo messo insieme una trama un po’ truzza (ciascuno ha proposto un personaggio e li abbiamo frullati insieme). Ecco, in sintesi, il risultato.

Danubio Azul, patriarca del Rancho Grande, ha battuto la testa perdendo completamente la memoria. Amarilla (sua quarta moglie) è disperata per questo dramma mnemonico e per il fatto che Danubio era il solo a conoscete gli IBAN delle decine di conti correnti sparsi in vari paradisi fiscali. Fugge dunque Amarilla dal Rancho insieme a Semaforo Rojo, giovane chirurgo estetico che forse è figlio naturale di Danubio ma forse no. Intanto Estrelita Azul, figlia di primo letto del patriarca, è attratta irresistibilmente da Principe Azul, suo fratellastro (in realtà non sono neanche lontani parenti, perché Principe è il frutto dell’adulterio di Caja de Seguros, seconda moglie di ecc; ma questo lo scopriremo solo all’ultima puntata). Intanto l’avvocato Cabròn de Putamadre, cugino di sedicesimo grado di ecc, scopre che il testamento con cui l’antenato Vitruvio Costa Azul lasciò il Ranchogrande al bisnonno di Danubio è un falso, per cui il Rancho spetterebbe a lui; ma interviene sua zia, Hija de Putamadre, ricordandogli il solenne giuramento pronunciato davanti al nonno morente, Desmentegado de Putamadre, che lo obbliga a sposare la cugina Loca de Putaecc, la quale però (lo scopriremo poi) è un transessuale, essendo nato maschio col nome di Goliardo e avendo cambiato sesso proprio nella clinica svizzera di Semaforo Rojo (quando si dice il caso, eh?) e questo segreto, letto da Cabròn nel fondo di una tazzina di caffè, gli permette di ricattare l’astuta Crema Azul (sorella minore di Estrelita) che per sposare Goliardo vuol cambiare sesso anche lei… (continua nella prossima serie).

Ah, dimenticavo!

La fetecchia che abbiamo vista ieri pomeriggio si intitola 100 METRI DAL PARADISO. Credo che possa vincere il Premio CHIAVICA 2013.

PROBLEMA. Calcolate il valore di X (100metriecc) in base alla seguente equazione

(Y+Z)/10.000=X

Dove Y è il valore di MOMENTI DI GLORIA (la finale olimpica acchiappa sempre) e Z quello di HABEMUS PAPAM (bonaria satira di monsignori&cardinali che parlano in romanesco, ‘tacciloro…).

S.O.S. TATA (attenzione: contiene alcuni suggerimenti agli autori!!!!!!)

E’ uno dei programmi più seguiti dal pubblico de LA7.

Dal 2005 cattura una fetta di audience di tutto rispetto (lo share ha superato l’8% in alcune puntate)

Qualche volta lo vedo anch’io. E apprezzo la metodologia comportamentale che viene proposta. Che in sostanza sostituisce al permissivismo del dr. B. Spock (non quello dell’Enterprise, quella è un’altra storia) un sistema di regole precise e rigorose.

Però mi permetto di avanzare alcune critiche.

Cioè no: lo farò dopo. Prima descrivo il format a chi non lo conosce (gli altri possono saltare le prossime 32 righe).

ANTEFATTO. Più che una casa è un casino. Mamma e papà (raramente c’è una nonna) sembrano aver perso il controllo dei (2 o più) pargoli: urla selvagge, risse, dispetti, schiaffi… Sembra di essere in Parlamento. La mamma (è sempre lei a prendere l’iniziativa) invoca l’intervento delle Tate.

Si riunisce il tatesco terzetto per decidere chi va: LUCIA (la Tatenfuhrer, un’energica milanese sui 70), ADRIANA (un’italo-brasiliana, sui 40) o MAY (italo-nigeriana, la più giovane)?

-Vai tu?-

-Occhèi, vado io!-

IN SETTE GIORNI DIO CREO’… no, scusate… in sette giorni tutto è risolto!

  • nei primi due giorni la Tata osserva in silenzio (prendendo appunti e scuotendo la testa): -fate come se non ci fossi…-
  • poi, la svolta a 180°; dopo un’incontro a 6 occhi (in cui la Tata spiega ai genitori dove hanno sbagliato) si tiene una riunione plenaria e vengono promulgate le REGOLE (si mangia insieme e senza fare capricci, si va a letto senza discutere ecc) che vengono scritte su enormi cartelli e attaccate in posizioni strategiche
  • nei giorni successivi le REGOLE vengono osservate e il menage familiare cambia da così a così; per rilassare ulteriormente la tensione la Tata programma un momento soft, tipo una serata in pizzeria o un pomeriggio sulla spiaggia
  • la mattina del settimo giorno la Tata annuncia immancabilmente che il suo compito è terminato; -Vi lascio una lettera; la leggerete tutti insieme dopo che sarò partita- leggendo la quale tutti o quasi si commuovono (spesso la mamma arriva ai lacrimoni) e vivono felici e contenti.

Non ho visto tutte le puntate, naturalmente. Mi sembra comunque di notare una certa RIPETITIVITA’. Tutte queste storie sembrano fatte con lo stampino.

Mi permetto perciò di suggerire al team degli autori di VARIARE un po’.

  • (in primis) NON C’E’ MAI UN INSUCCESSO. Anche a Freud qualche volta andava buca. Non si potrebbe qualche volta ammettere che qualche obiettivo è stato raggiunto solo parzialmente? Magari aggiungendo 2 o 3 giorni di terapia tatesca?
  • NON CI SONO PIU’ FIGLI UNICI IN ITALIA? A me sembra che siano più frequenti i nuclei familiari monobebé che quelli proposti da SOS TATA. E NON VENITEMI A DIRE CHE “gestire” la figliaunica o il figliounico è FACILE. Ma quando mai????
  • Cambiare genere di famiglie, qualche volta?
    Siamo sempre nel ceto medio-alto (case belle, macchine nuove, abbigliamento di qualità). Mi piacerebbe vedere una famiglia in difficoltà finanziarie, che abita nei casermoni del Giambellino o della Garbatella, invece che in villette mono o bifamiliari. Almeno una volta.
  • SOLDI SI’, CULTURA NIENTE? Non ricordo di aver mai visto UN LIBRO in queste case, a parte quelli dei bambini. Una famiglia di insegnanti magari ne ha, ma non ne compare mai una. Credete che in queste case non si presentino casi di bimbi ribelli o disordinati?
  • INFINE, mi piacerebbe vedere (magari alla fine della serie) una puntata SPECIALE. In cui si inquadrassero le telecamere e i riflettori (quasi tutte le scene sono in interni) mentre si prova e si riprova. E le scene mal riuscite: “Eccheccazzo, mi hai fatto male davvero! Dobbiamo solo far finta di picchiarci…”

tate

Published in: on maggio 5, 2012 at 10:27 am  Commenti (5)  
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le nozze con i fichi secchi, ovvero…

… come coprirsi di ridicolo, riducendo le spese al minimo, nella produzione de LA CERTOSA DI PARMA.

  • Ridurre al minimo (3 minuti o poco più) l’episodio di Waterloo (le pagine più riuscite del romanzo, secondo me; Stendhal la guerra l’aveva fatta davvero e sapeva descrivere per esperienza diretta quel caos di fango e sangue che erano le battaglie napoleoniche): le comparse costano, i cavalli costano…
  • Scegliere attori di serie C: Fabrizio è interpretato da un divetto delle telenovelas argentine, adatto alla parte come io al salto triplo, e l’attrice che interpreta la Sanseverina è una canadese dalla faccia equina che non dimostra i 18 anni in più… (come? ha 41 anni? il fatto è che le donne di quell’epoca a 41 anni erano già vecchie e non delle quasi-adolescenti come adesso: era più adatta una 50enne come Elena S. Ricci per questa parte, MA LA RICCI COSTA…)
  • Ambientare buona parte degli esterni a Villa Albergati (Zola Predosa, Bologna). Scelta strategica: il villone che Francesco Albergati si fece costruire nel ’700 dista pochissimo dall’aeroporto di Bologna. Così gli attori/ici non hanno perso tempo a prendere l’aereo (tutto l’insieme dà l’impressione di una certa frettolosità; ripetere le scene? ma siamo matti? il tempo è denaro; “buona la prima” e vai così!)
  • I dialoghi. Ridotti all’osso. Si risparmia anche così: gli attori non fanno fatica a imparare le battute. Un esempio: il colloquio di Fabrizio (tornato da Napoli) con il Principe nel romanzo occupa 3 pagine, nel fumettone meno di un minuto. Idem per i dialoghi tra Fabrizio e Clelia: “Perché sei qui?” “Perché ti amo” “Ti amo anch’io” e BUM… subito in orizzontale.

Post scriptum. Mi chiedo quale sia la PATACCA più ignobile tra le seguenti versioni “soap” di romanzi celebri:

  1. I PROMESSI SPOSI (Salvatore Nocita, 1989). Ve lo ricordate Albertosordi, un don Abbondio all’amatriciana?
  2. LA FRECCIA NERA (Fabrizio Costa, 2006). Scamarcio e Martina Stella si innamorano nel medioevo fasullo di Canale 5.
  3. LA CERTOSA DI… insomma questa roba qui (passerà alla storia, non vi pare?)

burino

Published in: on marzo 6, 2012 at 12:19 pm  Commenti (2)  

drogati dalla televisione…

DOMANDINA FACILE FACILE. Cosa hanno i comune i sottoelencati personaggi, oltre ad essere protagonisti di film di grande successo (in fondo al post, se ci arrivate vivi, potete leggere la graduatoria)?

  • Paola Cortellesi
  • Claudio Bisio
  • Checco Zalone
  • Ficarra&Picone
  • Luca&Paolo
  • Antonio Albanese
  • Luciana Littizzetto
  • Raoul Bova
  • Alessandro Preziosi
  • Aldo Giovanni&Giacomo

Risposta: devono la loro popolarità alla TV.

NON VOGLIO DIRE che non siano bravi. Alcuni sono bravissimi (Albanese, per esempio), ma non si può negare che il “piccolo schermo” è il trampolino che li ha lanciati.

Se non li vedessimo continuamente in TV, magari negli spot di un telefonino o di un supermercato, non si riempirebbero le sale per i loro film, spesso mediocri (IMMATURI) o meno che mediocri (FEMMINE CONTRO MASCHI).

Mi rendo conto di non esagerare in fatto di originalità, ma LO DICO LO STESSO: il pubblico italiano è drogato dalla tv. Vediamo la faccetta o la facciona di X o Y sul piccolo schermo e l’andiamo a rivedere al cinema.

GRADUATORIA dei film più visti in Italia dal 1° gennaio

  1. CHE BELLA GIORNATA (Checco Zalone)
  2. IMMATURI (Raoul Bova, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu)
  3. QUALUNQUEMENTE (Antonio Albanese)
  4. PIRATI DEI CARAIBI
  5. FEMMINE CONTRO MASCHI (Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Ficarra e Picone, Paola Cortellesi, Alessandro Preziosi)
  6. FAST AND FURIOUS 5
  7. IL DISCORSO DEL RE
  8. UNA NOTTE DA LEONI 2
  9. NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Paola Cortellesi, Raoul Bova)
  10. LA BANDA DEI BABBI NATALE (Aldo, Giovanni&Giacomo)

(AGGIORNAMENTO del 14 luglio). E’ sorprendente che HABEMUS PAPAM abbia già fatto staccare più di 800.000 biglietti, nonostante Nanni Moretti non sia “televisivo” 


TELEVIDEO

Con il tramonto dell’analogico e l’avvento del digitalterrestre ho dovuto modificare alcune mie vecchie abitudini.

Ne ho parlato in http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2010/11/23/arriva-il-digitale-si-salvi-chi-può/

Mi dicono che i teletext dei vari canali si vedono anche sul digitale. Bisogna saperli cercare, però, premendo il tasto X del telecomando Y…

Io non ci riesco (sono un disastro in queste cose, si sa), ma riesco a vedere il Televideo Rai su internet… e mi basta.

Aggiungo, per chi non le conoscesse, alcune differenze tra il televideo della Rai e il suo omologo, il Mediavideo Mediaset.

Le prime pagine di Televideo sono dedicate alla politica interna (da 120 a 129) poi vengono le pagine economiche (130-139) la cronaca nazionale (140-149) le notizie dall’estero (150-159) quelle culturali (160-169) sul volontariato ecc

Ben diversa l’impostazione berlusconesca.

L’argomento più importante è la CRONACA ITALIANA (per lo più una serie di delitti e fattacci vari) che occupa 16 pagine (da 112 a 127), poi vengono 5 sole pagine di POLITICA (da 128 a 132) e 12 pagine di NOTIZIE DAL MONDO (da 133 a 144).

Seguono le notizie dal mondo dello Spettacolo (10 pagine, da 145 a 154) della Televisione (altre 10 pagine) e del Gossip (altre 10, per sapere quale attricetta ha litigato con quale attricetto e quali capezzoli sono visibili sulle pagine di quale settimanale gossiparo).

In sintesi, è come vedere STUDIO APERTO, il TG di Italiauno (in confronto al quale perfino il TG4 di Emilio Fido è un modello di serietà e di professionalità).

Published in: on dicembre 6, 2010 at 3:40 pm  Commenti (1)  
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la pupa e il secchione

Quando bloggai per la prima volta, nel settembre 2008, mi chiesi se ci fosse qualcosa di peggio del Grandefratello.

La risposta è SI’.

GF veicola il concetto “tu vai in TV e ti fai notare per qualsiasi minuzia, magari per la sonorità dei rutti, e DIVENTI FAMOSO”.

Qui è peggio: il messaggio è Studiare? Imparare qualcosa a scuola? Macché!!! Tu, donna, impara a provocare un’erezione nei maschi presenti: è tutto quel che ti serve! E tu, maschietto, non perdere tempo sui libri! I secchioni sono ridicoli e antipatici! Impara a rimorchiare, piuttosto!”

Tutto ciò è funzionale alla filosofia del nostro “miglior statista degli ultimi 150 anni” che ancora non riesce a distinguere la Camera dei Deputati dalla sua camera da letto.

E si inserisce perfettamente nella linea politica dell’attuale governo: “ABBASSO SCUOLA, VIVA PAESE DEI BALOCCHI, URCA!!!!!”

eri forte, Raimondo…

Non sono uno specialista in elogi funebri.

Mi limito a citare il grande Raimondo con un video che mi sembra ben fatto (non perdetevi il finale) e con una preghierina “romanista”.

Se è vero, caro Raimondo, che ti piaceva sfottere la Lazio e che lo scudetto alla Roma ti darebbe ulteriore gioia… già che sei lassù… vedi un po’ che si può fare…

Published in: on aprile 16, 2010 at 11:41 am  Commenti (3)  
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SISSI, ovvero alla corte di Vienna mancava solo Scamarcio….

Non ho potuto fare a meno di seguire “Sissi” su Raiuno. Sono cresciuto a pane e Romy Schneider, ero curioso di vedere questa versione.

UN PIANTO. Non solo perchè la vita di Elisabetta fu infelicissima, piena di amarezze e di sventure. Un pianto per la recitazione. E per la regia.

Dovevo aspettarmelo, per la verità. Come ha scritto Aldo Grasso, il pubblico televisivo è di bocca buona, “non vuole sapere cose nuove (generano ansia); vuol vedere quello che sa già”. Ama gli stereotipi.

Che gli attori sappiano recitare è un optional. L’importante è la messa-in-scena (palazzi, carrozze, uniformi ecc) e, secondariamente, la musica.

Ad attrici e attori, in queste fiction, basta aver un bel faccino (per i frequentissimi primi piani) e imparare battute molto brevi: “L’aspetto fisico non conta: l’importante sono i sentimenti”… “Sono tanto sola. Tu non mi ami più!” ….”Non so quale vestito mettermi” …”Qualsiasi cosa indosserai, sarai certamente la più bella di tutte!”

E le scene non vengono (normalmente) ripetute. Costa troppo tenere sul set le comparse (contesse, ussari, nobili magiari). Buona la prima.

A un certo punto ho riconosciuto l’attrice che “faceva” la contessa Ferency, dama di compagnia dell’imperatrice. Era Katy Saunders, attricetta già ammirata come protagonista di TRE METRI SOPRA IL CIELO. “Mi è sembrato di sentire il tintinnio dei lucchetti sul Ponte Milvio” (questa è di Roberto Levi, non potevo non citarla).

A me il telecomando. Ho messo su il DVD di “I love radio rock”.

La banca romana e l’immunità parlamentare

Raiuno ha mandato in onda, in due puntate, la rievocazione di un famoso scandalo politico-bancario di fine Ottocento.

Bel lavoro. Ottima ricostruzione storica, eccellente regia (di Stefano Reali) e buona interpretazione di Lando Buzzanca e Giuseppe Fiorello.

Per me, al di là della valutazione estetica, è importante sottolineare un aspetto giuridico di quella vicenda. Cioè l’istituto dell’IMMUNITA’ PARLAMENTARE.

La conclusione della storia (una storia vera, ripeto) è che TUTTI gli imputati di quel clamoroso processo FURONO ASSOLTI.

E furono assolti proprio perchè la maggior parte di loro erano parlamentari (tra loro Giovanni Giolitti, che era Presidente del Consiglio, e Francesco Crispi, che lo diventò in seguito) e quindi non perseguibili.

Per quelli che non erano parlamentari si ricorse all’argomento: “perchè gli altri sì e loro no?”

Infatti, come spiega uno dei personaggi, “se venissero condannati solo i non-parlamentari e gli altri la facessero franca, l’indignazione popolare potrebbe sfociare in una terribile rivolta”.

Quindi, grazie a quel privilegio di casta, TUTTI ASSOLTI.

Oggi l’immunità parlamentare (più esattamente, l’obbligatorietà dell’autorizzazione a procedere) non esiste più (è stata cancellata nel 1993, ai tempi di Mani Pulite), ma qualcuno la rimpiange.

Già: se ci fosse ancora, Cesare Previti sarebbe ancora deputato.

Magari presidente di una commissione della Camera. Magari ministro.

Dr. House, Medical Division

GC mi fa notare la somiglianza tra Sherlock Holmes e Gregory House.

Più che giusto: House è la versione moderna di Holmes. Hanno tantissime cose in comune.

  • entrambi hanno un brutto carattere e un’altissima opinione di se stessi
  • entrambi vogliono solo casi straordinari da risolvere: la routine li deprime
  • entrambi si basano sullo stesso metodo: l’osservazione di particolari apparentemente insignificanti porta a conclusioni spesso imprevedibili
  • entrambi si drogano (nel caso di Holmes, DOYLE LO VOLEVA MORTO e quindi preparava i lettori alla sua imminente fine fin dalla seconda avventura, THE SIGN OF THE FOUR)
  • entrambi sono in conflitto con i mediocri: SH con l’ispettore Lestrade di Scotland Yard, House con i dirigenti del suo ospedale
  • entrambi hanno una “religione della scienza”, non si interessano di politica e non si lasciano coinvolgere emotivamente dai loro casi
  • H-o-u-s-e è quasi l’anagramma di H-o-l-m-e-s
  • al posto di John Watson (medico bravo, ma non geniale) c’è James Wilson (come sopra)
  • chi più ne ha, più ne metta
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