in questo post si risolve un enigma e se ne propone un altro

Questo blog (come avrete notato) è gestito da uno squinternato particolarmente pigro.

Non solo non ha visto tutti i miei film, ma di molti non sa riassumere decentemente la trama. Gli ho dato perciò 48 ore di tempo per documentarsi. Poi vedremo come se la cava.

Per il momento vi informo che io sono un GRANDISSIMO ATTORE (non è bello lodare se stessi, ma io lo faccio lo stesso), capace di spaziare da ruoli drammatici a ruoli brillanti.

  • sono morto più di una volta e in molti altri film sono arrivato a un soffio dal fatal sospiro
  • ho indossato varie uniformi (poliziotto, aviatore, medico militare) e spesso ho salvato l’umanità, ma sono anche stato dichiarato Nemico dello Stato
  • in quella grande ruota che è la vita sono salito in alto (fino al titolo mondiale) e sceso in basso, molto in basso…
  • in un film recente un ragazzino mi ha scambiato per il Presidente degli Stati Uniti

Chiaro, no? 

Arrivederci a presto. E (se proprio ci tenete) leggete dopo le immagini come è andata a finire la storia dei TRE CAVALIERI DELL’APOCALISSE
cavalleria

cavalli

ussaroPer semplificare la spiegazione, da questo momento

  • il tenente degli ussari Von Hocheccetera (quello che ha ricevuto l’ordine di far morire Pavel al più presto) sarà chiamato Primo Cavaliere
  • il tenente Von Schacht (che lo insegue e ha ricevuto l’ordine opposto) sarà chiamato Secondo Cavaliere
  • il sergente Schwartz (che ha l’ordine di uccidere il Secondo Cav e farne sparire il cadavere) sarà il Terzo Cavaliere

Secondo Cav raggiunge Primo Cav. Gli ordina di fermarsi. Primo Cav spara in fronte al collega e lo osserva sprofondare (col cavallo e tutto) nel fango. Poi riparte verso Poznan.

Arriva Terzo Cav. Da lontano vede un ufficiale del reggimento ussari. Lo uccide con il suo fucile (è un’arma eccezionale). Già che c’è uccide anche il cavallo e li osserva sprofondare eccetera.

TOTALE: Pavel è salvo, proprio perché gli ordini del Feldmaresciallo Von Ecceteren sono stati eseguiti alla lettera.

Published in: on marzo 10, 2013 at 9:15 am  Commenti (2)  
Tags: , ,

Due enigmi: perché nessun oscar a Di Caprio e, soprattutto, PERCHE’ L’ ORDINE DEL FELDMARESCIALLO VON GROCK NON FU ESEGUITO?

Prima di parlare di LDC, per rispettare l’ordine alfabetico, mi occuperò di GKC.chester

Questa volta Padre Brown non c’entra. I TRE CAVALIERI DELL’APOCALISSE, però, può essere considerato un “Mistery story” (un “giallo”). Oppure  una “grottesca tragedia militare” con le parole di Alfredo Giuliani.

Ascoltate, gente, ascoltate.

Primi anni del Novecento. La Germania imperiale domina la Polonia occidentale. Un poeta dissidente, chiamato Pavel, è stato condannato a morte.

Ma il feldmaresciallo Von Grock (temendo -a ragione- che dalla capitale arrivi la grazia per Pavel) invia il tenente Von Hocheimer con un  cavallo velocissimo perché l’esecuzione abbia luogo subito. Certo che con un telefonino avrebbe fatto prima, ma l’economia del racconto esclude l’uso di telefonini.

Dopo pochi minuti parte (con un cavallo ancora più veloce) il tenente Von Schacht con l’ordine opposto (liberate Pavel con tante scuse!!!). Von Grock ordina segretamente al tiratore scelto Schwarz di inseguire Von Schacht, di ucciderlo e farne sparire il cadavere.

Cosa succede poi nelle nebbie della Poznania NON VE LO DIRO’ (magari nel prossimo post…).

Voglio solo aggiungere che in queste 20 pagine (che J. L. Bòrges considerava GENIALI) si descrivono con un certo sarcasmo le caratteristiche degli ufficiali tedeschi, “coraggiosi come bulldogs e fedeli fino alla morte”. Virtù canine, più che umane.

CAMBIAMO LEGGERMENTE DISCORSOleonard

The question is: COME MAI DI CAPRIO, pur avendo lavorato con grandi registi (da Scorsese a W. Allen, da Spielberg a Tarantino) NON HA MAI BECCATO UN OSCAR?

  1. Invidia verso un attore TROPPO fortunato (a soli 23 anni, dopo il successo titanesco, era la star più pagata di Hollywood)
  2. Puro caso. Ogni anno per assegnare il Premio al miglior attore GIRA LA RUOTA come ai tempi di Mike. Perciò l’Oscar può andare a mezze calzette (Benigni lo meritava davvero? e l’interpretazione di Nicolas Cage in VIA DA LAS VEGAS vi sembra davvero un capolavoro?) o a grandissimi attori (Jack Nicholson, Daniel Day-Levis, Sean Penn…). Se le cose stanno così, dear Mr. Di Caprio, devi solo provarci ancora: prima o poi la Ruota ti premierà.
  3. I giurati dell’Academy sono (notoriamente) alieni e sanno che se un attore che si chiama Leonardo (o Donatello o Raffaello o Michelangelo) toccherà una Statuetta acquisterà SUPERPOTERI (un po’ come le noccioline per SuperPippo) che gli permetteranno di rintracciare l’Arca dell’Alleanza (attualmente si trova nel retrobottega di una farmacia di Casalpusterlengo, ma non fatelo sapere in giro) e, con la kriptonite in essa contenuta, di ritrovare le Sfere del Drago della Stella nera…

 

Anna e Emma

No, non è un nuovo episodio della GALLERY DELLE ATTRICI.

(anche perché, tenendo conto del vostro parere sul fondamentale quesito del post precedente, ho deciso di lasciar perdere le attrici; a marzo comincerò a postare sugli attori)

Stavolta non parlerò di cinema. Voglio solo parlarvi di due o tre cose che so su Anna Karenina, intesa come risposta russa a Emma Bovary.

In attesa di vedere il film della premiata ditta Knightley, Macfadyen & Wright, mi sono riletto sul Kindle questo bel romanzo.

L’avevo letto nei lontani anni del liceo. Adesso (se fate i bravi) ve lo riassumo.

  1. Anna ha un marito noiosissimo. Anche Emma. Commento di mia moglie: “Se tutte le mogli che hanno un marito noioso si dovessero ammazzare se ne vedrebbero poche in giro”.
  2. Anna in Russia si innamora del conte Vronsky (che però non è un granché), mentre Emma colleziona avventure. Si nota il diverso livello sociale: Anna è straricca (gioielli, pellicce, feste sfarzose); ha in sostanza tutto quello che Emma sogna nella sonnacchiosa provincia francese; ma “i milioni non impediscono di essere molto infelici”.
  3. Quello di Anna è un GAR (Grande Amore Romantico) e Tolstoj la segue con profonda simpatia. Emma si fa corteggiare per sfuggire alla noia (Flaubert la descrive con compassione, ma sottolinea realisticamente come lei si copra spesso di ridicolo).
  4. Mentre nel mondo meschino che circonda madame Bovary NON C’E’ NIENTE DA SALVARE, Tolstoj affianca alla tragica storia di Anna un matrimonio felice (tra Kitty e Konstantin Levin) in cui raffigura il proprio con Sonja Andreevna (o meglio, come avrebbe voluto che fosse: Tolstoj e sua moglie vissero insieme 48 burrascosissimi anni, “tra terribili uragani e meravigliose bonacce”).

E adesso andiamo tutti a vedere il film.

A proposito di film, dopo le immagini parlerò delle MIGLIORI INTERPRETAZIONI di Marion, Jodie, Scarlett, Judi, Renèe e Helena.

bovaryanna
Marion Cotillard – Best Performance as Adriana (MIDNIGHT IN PARIS)

Jodie Foster – BP as Clarice (IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI)

Scarlett Johansson – BP as Nola (MATCH POINT)

Judi Dench – BP as Queen Elizabeth (SHAKESPEARE IN LOVE)

Renée Zellweger – BP as Roxie (CHICAGO)

Helena Bonham-Carter – BP as Elizabeth Bowes-Lyon (IL DISCORSO DEL RE)

LO HOBBIT, inteso come romanzo (per la verità, l’oggetto di questo post DOVEVA ESSERE quello che un giorno mi disse MARCELLO DELL’UTRI… ma le canne di ben 4 lupare mi hanno convinto a cambiare argomento)

Correva l’anno 1965 e Marcello mi disse… ehm, un amico di cui non ricordo il nome mi parlò di certi amici suoi delle differenze tra lo Hobbit e il Signoredeglianelli.

In attesa di vedere il film, dirò qualcosa su Bilbo Baggins e sulle sue avventure tra la Contea e la Montagna Solitaria.

PREMETTO che appartengo alla categoria (siamo in molti) di chi ha letto IL SIGNORE DEGLIecc  prima dello HOBBIT. Molti di più sono però quelli che hanno comprato 50 SFUMATURE DI DIARREA ma non lo ammetteranno mai (ma non divaghiamo). Fine della premessa.

Marcell un consigliere fraudolento mi disse che THE HOBBIT era un libro per bambini di quintaelementare/primamedia, per cui diedi una breve scorsa al romanzo, allora non ancora tradotto in italiano. Effettivamente molti episodi mi sembravano piuttosto infantili, mentre THE LORDecc era tutta un’altra zuppa.

  • Soprattutto è diverso il concetto base. Frodo fa di tutto per DISTRUGGERE l’Anello del Potere (che promette onnipotenza e immortalità), mentre Bilbo si IMPADRONISCE dell’Anello e di parte del tesoro di Erebor. Ai bambini riesce difficile capire che è meglio rinunciare che tesaurizzare, purificare lo spirito piuttosto che riempire le tasche…
  • la gara di indovinelli tra Gollum e lo spaurito hobbit ha molto della fiaba per bambini (infatti in molte scuole anglosassoni la mettono in scena): che ci azzecca un gatto-davanti-a-un-tavolino-a-tre-piedi nelle caverne di Moria?
  • e cosa mi dite dell’episodio dei TROLLS (sciagurato chi tradusse con VAGABONDI… bleah!)? e di BEORN, the shape-shifter (si trasforma da uomo a orso e viceversa)? Sa di Walt Disney, non vi sembra?

Comunque nelle edizioni successive Tolkien adattò il testo alla cornice epica della GUERRA DELL’ANELLO, ampliando la parte di Gandalf, facendo balenare la figura di Sauron ecc. Nel film (a quanto sento dire) ci metteranno anche Galadriel…

Beh, ne riparleremo dopo che avrò visto la versione cinemesca.

Dopo le immagini, tuttavia, provo a esporre una mia teoria.

hobbittrollsfirst
Non dimentichiamo che, in quei felici anni pretelevisivi, Tolkien raccontava fiabe ai suoi 4 figli (Christopher e Priscilla sono ancora vivi).

Da quelle fiabe è nata, secondo me, la storia di Bilbo. Più vicina alle LETTERS OF FATHER CHRISTMAS che al SILMARILLION. Non alta letteratura, ma tenera passione di un papà.

Published in: on novembre 24, 2012 at 5:55 pm  Commenti (3)  
Tags: , , , ,

Intervista su L’ULTIMA ESTATE DI JOAN (Marco Goi) e su DI TUTTE LE RICCHEZZE (Stefano Benni)

Intervistatore: Da cosa cominciamo?

Io: Dal libro di Marco Goi. Anche se la B precede la G in ordine alfabetico HO I MIEI MOTIVI per occuparmi prima di Goi e poi di Benni.

Sentiamo questi motivi.

Anzitutto perché si chiama Marco e noi Marchi siamo una specie di mafia. Ci spalleggiamo. E perché è un esordiente e gli esordienti vanno incoraggiati.

Cosa ci dici di questo esordio?

L’ULTIMA ESTATE ECCETERA è una serie di racconti, l’ultimo dei quali, IL PAESE DELLE MERAVIGLIE, si può definire romanzo breve per la complessità dell’ordito (in 46 pagine succedono veramente molte cose). Genere horror, quasi sempre. Mi ricorda Ammaniti.

L’Ammaniti di IO E TE?

Anche. Soprattutto i racconti di Ammaniti. Ad esempio ALBA TRAGICA (dove il protagonista è divorato da un mostro che assume via via l’aspetto di Albaparietti, di Cocciante e di Bruce Springcoso) o LA FIGLIA DI SHIVA (la protagonista esplode letteralmente). Cose così. Cose allegre.

Tornando ai racconti di Goi, quale ti è piaciuto di più?

Direi A LA PLAYA, dove il ruolo del narratore è affidato… beh, non voglio rivelare la sorpresa. Mi è piaciuto anche APOCALYPSO dove la fine-del-mondo ha come premessa la scomparsa di tutti i giornalisti, seguiti dai politici (scomparsa che nessuno nota, tanto inutile è la loro presenza) e che contiene una massima lapidaria: DIO CREA. IO, UOMO, DISTRUGGO.

Cosa vorresti dire a Marco Goi?

Se fossi in confidenza con lui, gli direi NON AZZARDARTI PIU’ a usare la parola SORTA (una sorta di gioco… pag 23). Lasciala all’Accademia della Crusca. Non ha senso mettere SORTA sulle labbra di una teenager… Ma non siamo così amici da poterci dire tutto. Perciò gli dico solo CONTINUA A SCRIVERE e magari trovi una casa editrice seria… Magari cerca di usare meno nomi come Jeremy, Franklin, Amy, Krispin e Bob. Se una storia funziona può avere personaggi che si chiamano Nicola.

Sarà che gli italiani sono provinciali e non vogliono nomi casarecci?

Sarà. Gli italiani hanno molti difetti, molto peggiori di questo. Ma poi CHI HA DETTO CHE GOI NON ARRIVI UN GIORNO A UN PUBBLICO INTERNAZIONALE? Agli occhi di un lettore russo, ad esempio, nomi come Luigi o Paola o Piero sono esotici come Joan per noi. E ambientare un racconto a Chivasso fa figo come ad Harlem o a Coruscant.

E questo ci porta a Stefano Benni, un autore veramente internazionale. Da quello che hai scritto tempo fa abbiamo dedotto che DI TUTTE LE RICCHEZZE non sia il tuo romanzo preferito.

E’ vero, a una prima lettura non mi era piaciuto un granché… ma l’ho riletto altre 2 volte (mai fermarsi alla prima impressione) e ora sono pronto a una palinodia…

Stop! Se cominciamo con le parole difficili l’intervista finisce qui!

Hai ragione, mi scuso… Diciamo che ho cambiato prospettiva e sono pronto ad elencare CINQUE MOTIVI PER AMARE QUESTO ROMANZO

Elenca.

  1. Cita molti autori a me cari: Poe, Dostoevskij, Melville, Borges, Flaubert, Gadda.
  2. Parla (bene) del rugby.
  3. Ricrea in diverse pagine lo stile inconfondibile del Bar Sport: nel ristorante chez Bollini (con il vendicativo Re dei Cinghiali), nel bar Marlon (approfitto per inviare i saluti di Scheggia junior e Scheggia senior, elettricisti molto noti in via Andrea Costa) e nella Sagra del Cavaliere Incerto, che riecheggia la festa di inaugurazione del Give Me More di Barsport2000
  4. Contiene ricette “filosofiche” come la Pasta alla Separati, il Vitello Souviens-moi e il Vitello tonnato (quando hai dimenticato la fettina sul fuoco carbonizzandola, puoi aprire una scatola di tonno).
  5. Descrive un personaggio divertente: si chiama Vudstok; fricchettone attempato, ostenta “…una lunga coda cavallina di capelli biancastri e una bandana sulla fronte… pensa di assomigliare a Keith Richards, a me ricorda una mia bisnonna…”

A proposito della Sagra del Cavaliere, a un certo punto arriva il ministro Biondello. Pensi che si alluda all’ex-ministro Bondi?

Non lo so. Forse. Ma mi sembra più probabile identificarlo con il sen Berselli (già sottosegretario di qualchecosa) che non manca mai a certe sagre paesane. Però vorrei andare al nocciolo del problema.

Vale a dire?

Mi chiedo come un brillante scrittore come Benni abbia costruito una storia così deprimente. Sarà l’età, saranno i dispiaceri… Ma come fa Martin (il protagonista, proiezione dell’Autore) a chiudersi in una stamberga tra i boschi, lontano dal consorzio umano, a parlare con tassi, corvi, volpi, istrici, grilli ecc? Senza pensare che quei posti sono molto mal frequentati di questi tempi (circolano dei balordi che ucciderebbero per un motorino). Quanto all’occhiglauca Michelle (attrice trentenne in cerca di scritture) QUANTO MAI SI E’ VISTA UNA BELLONA SIMILE IN MEZZO AI CASTAGNI? Tipe così non le vedrai mai alle sagre di paese. Frequentano i corridoi della RAI, i salotti che contano, i festival di Cannes o di Berlino eccetera. Hanno troppo da fare per suscitare platoniche cotte a misantropi 70enni (mollandoli). Facciamo così: E’ STATO UN SOGNO, UNA FANTASIA DI UN VECCHIO SOLITARIO CHE FAREBBE BENE A TORNARE IN CITTA’. Dico davvero, Martin, torna tra noi…

benni

Published in: on ottobre 31, 2012 at 12:14 am  Commenti (5)  
Tags: , , , , , , , , ,

come diventare un famoso SERIAL KILLER in 22 pagine (chi indovina il titolo del racconto vince un incontro ravvicinato con Hannibal Lecter)

“Sono diventato anch’io un serial killer… se ce l’ho fatta io, ce la potete fare pure voi. Basta crederci; e impegnarsi quel tanto che basta. Sono tanto felice. Pensate che sono stato invitato (viaggio e soggiorno tutto gratis!) al congresso internazionale dei serial killers che si tiene a Reggio Emilia ogni novembre. Come rosicano i miei vicini di casa!”

Se non avete riconosciuto da questo incipit lo stile di un affermato scrittore romano VI DO QUALCHE AIUTINO

  • Suo padre (con cui ha un ottimo rapporto) si chiama Massimo e lavora come psichiatra. Viene citato nel racconto in questione
  • Antonio Riccardi (il protagonista) ha un amico carissimo che fa lo scrittore (scrittore dandy e vanesio, nonché abilissimo nell’usare una mitraglietta Uzi: proprio come l’Autore vorrebbe essere)
  • Detto protagonista è un cinefilo da paura: cita con competenza YOL, IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI, FARGO, Besson, Scola, Lars Von Trier ecc
  • Lo spunto del Popolo Sotterraneo (che si nutre esclusivamente di merendine, pop corn, Sprite e Fanta) sarà sviluppato con successo nel successivo romanzo CHE LA FESTA COMINCI
  • Anno 2009 operis COME DIO COMANDA gratia Premium Strega accepit

Una volta indicato il nome e cognome dell’Autore, il candidato aggiunga il titolo del racconto. Illustri altresì i motivi per cui ogni persona sana sente, in certi momenti della propria esistenza, il desiderio di compiere una STRAGE (non solo nei negozi di videonoleggio).

P.S. Per il torneo delle TRILOGIE passo ufficialmente la mano ad AGEGIOFILM (ha più competenza di me).

killer

Published in: on settembre 12, 2012 at 11:45 am  Commenti (5)  
Tags: , , ,

Non solo Montalbano (in allegato, novità nel TORNEO DELLE TRILOGIE)

Andrea Camilleri non è un mostro di simpatia, ma scrive veramente bene.

Segnalo, a chi non li conosce, un racconto (IL GIUDICE SURRA) e un romanzo breve (L’INTERMITTENZA) che mi hanno tenuto compagnia in un pomeriggio piovoso sull’altipiano.

Cominciamo dal racconto (35 pagine) contenuto in GIUDICI, Einaudi edit.

Chi è Surra, giudice torinese (di origine sarda) che si ritrova nella Sicilia del 1861 a ristabilire la legalità dopo l’unificazione italiana?

E’ un ingenuo, che non conosce i rituali mafiosi (gli mandano una testa d’agnello mozzata e lui non batte ciglio, non sapendo cosa rischia) e quasi senza accorgersene sconfigge la malavita?

O è un eroe, capace di sfidare la morte e di sottrarsi alla corruzione e alle connivenze dei politici (non perdetevi il colloquio col sibillino sen. Midulla)?

La VOX POPULI propende per la seconda ipotesi: “pari un omo da nenti, ma devi aviri cabasisi di acciaro timpirato!”

(occorre spiegare che i CABASISI non sono i datteri?)
giudici
Nel romanzo L’INTERMITTENZA (Mondadori ed.) la Sicilia non c’è. Tutto si svolge tra Milano, Roma e Capri, in un intreccio di affari, politica e corna. Mauro de Blasi, il protagonista, è uno squaletto che sale sempre più in alto.

Soltanto le due ultime parole dell’ultima riga sciolgono tutti i nodi con un raggelante predicato verbale.camilleri

Non è un romanzo perfetto, ma l’ho letto provando un autentico piacere. Anche per le poesie d’amore (da Ungaretti a D’Annunzio e a Neruda) che vengono frequentemente citate.

Cambiamo discorso.

Nel Torneo delle Trilogie avevo insistito sulla clausola STESSO REGISTA. Ma ho cambiato idea.

Perciò, ringraziando Cecilia per avermi ispirato, propongo un derby italiano tra:

  • la trilogia AMICI MIEI (1975-1985), di Monicelli (i primi due) e Nanni Loy.
  • la serie PANE, AMORE… (1953-1955), di Comencini e Dino Risi (l’ultimo dei 3)

Nel post prossimo venturo le analogie e le differenze tra le due trilogie saranno messe sotto il microscopio.

ciao, grande Ray

Voglio onorare la memoria di Ray Douglas Bradbury, scrittore che ho amato fin dai tempi del liceo.

Mi capitò di leggere allora FAHRENHEIT 451, un romanzo indimenticabile (tanto è vero che tutti gli anni lo ripropongo ai lettori di Bookland).

Ma non è di Fahrenheit che voglio parlare qui: lo conoscono tutti (meglio, lo dovrebbero conoscere) anche per la fortunata versione di F. Truffaut.

Dirò qualcosa di un altro suo romanzo, intitolato in italiano IL POPOLO DELL’AUTUNNO.

Titolo originale: SOMETHING WICKED THIS WAY COMES (Qualcosa di malefico viene da questa parte). E’ un verso di Shakespeare (Macbeth, atto IV scena I). Bradbury era uno scrittore colto e ha citato più volte il Bardo.

TRAMA: In una cittadina dell’Illinois arriva la “Compagnia teatrale Pandemonio” con annesso luna park. Due ragazzi, Jim e Will, si accorgono subito che si tratta di qualcosa di demoniaco. Dark e Cooger, i due titolari, sono esseri malvagi “che si nutrono di anime, delle loro passioni e delle loro sofferenze”. Con i loro straordinari poteri hanno trasformato decine di uomini e donne in schiavi che ora devono lavorare in eterno come “fenomeni da baraccone”.

Alla fine Dark e Cooger sono annientati e tutte le loro vittime liberate.

Questo romanzo (pubblicato nel 1962) rientra nel genere fantasy. Non scorre il sangue, ma vi sono situazioni di grande tensione, come quando la Strega della Polvere tenta di uccidere Charles, il padre di Will, o quando l’anziana miss Foley (che spera di ringiovanire grazie a una giostra magica) viene trasformata in una spaurita bambina di 4 anni.

Ha avuto una versione cinematografica, nel 1983. Sceneggiatura dello stesso Bradbury. Jason Robards era Charles, Jonathan Pryce il malvagio mr. Dark.

Così Bradbury descrive se stesso a 13 anni nel protagonista Jim Nightshade: “Certe persone sono come le zampe delle cavallette, tutte antenne vibranti e continuano eternamente ad annodarsi e riannodarsi; ardono in una fornace per tutta la vita, sudano le proprie labbra e fanno risplendere i propri occhi divorando le tenebre…”

bradbury

Ciao Tonino…

Voglio ricordare Tonino Guerra con una citazione da STORIE DELL’ANNO MILLE.

E’ una specie di romanzo picaresco, utilizzato per molti anni nel gioco didattico Bookland.

TRAMA ESSENZIALE. Tre poveracci (Millemosche, Carestia e Pannocchia) si aggirano in uno scenario altomedievale. Sempre affamati, spesso in pericolo di morte, riescono comunque a sfangarla.

 In un episodio una banda di mercenari assedia un castello e i 3 si arruolano. Anche perché Millemosche (che si atteggia a veterano) spiega agli altri due che la condizione degli assedianti è invidiabile.

“-Un assedio è comodo. Magari va avanti degli anni… Si sta lì, si mangia, si beve E NON SI FA FATICA. Basta non avvicinarsi troppo alle mura. Io ho già fatto un assedio: è durato due anni! I più belli della mia vita…-

-Ho sentito dire che gli assediati ti tirano addosso l’olio bollente…- intervenne Carestia.

-QUESTE SONO BALLE che non so chi le ha inventate! Io sono pratico e ti dico che l’olio costa caro e se ne trova poco al giorno d’oggi. Gli assediati (se ce l’hanno) sta’ tranquillo che se lo tengono da conto!”
guerrguerra

Published in: on marzo 21, 2012 at 5:08 pm  Commenti (4)  
Tags: , ,

due quadri, due romanzi

LA PRIMAVERA di Sandro Botticelli è agli Uffizi (Firenze, Italia), LAS MENINAS di Diego Velasquez è al Prado…

Scusate. Ho sbagliato incipit. Dovevo dirlo in fondo dove sono questi due quadroni. Vabbé, ricominciamo.

Ho un amico libraio. Quando vado a trovarlo mi presta qualche romanzo. Sa che non li sciupo e vado velocissimo, secondo un metodo di lettura selettiva che in America chiamano SKIMMING.

In pratica, io SORVOLO i romanzi. Me ne FACCIO UN’IDEA e decido se vale la pena leggerli nel dettaglio.

Ad esempio HO SORVOLATO a grande velocità LA LADRA DELLA PRIMAVERA (edizioni Nord) e ho deciso che non vale la pena di dedicargli altro tempo.

Non solo per gli anacronismi, soprattutto lessicali (tutti i personaggi, principi o popolani, papi o poeti, usano lo stesso linguaggio, più o meno simile a quello di Paperino e di zio Paperone).

Ma in fondo è la protagonista a non convincere: una giovane prostituta fiorentina che unisce una bellezza straordinaria (le sbavano dietro tutti, compreso Botticelli che la sceglie come modella) a un’intelligenza e un’astuzia che neanche Sherlock Holmes.

In più, in un’epoca in cui spostarsi da Pisa a Lucca era un’impresa, gira instancabilmente per la penisola (Firenze Roma Napoli Venezia Bolzano Genova ecc) come una pallina da flipper. Chissà che scarpe aveva. Insomma, sa fare tutto benissimo: “Mens Montalcini in corpore Bellucci” avrebbe detto Giovenale se l’avesse conosciuta.

Passiamo oltre. A un altro romanzo (guarda che coincidenza, riguarda anche questo un quadro famosissimo) intitolato L’INVIDIA DI VELASQUEZ (Sironi editore). Sorvolando sorvolando, ho avvistato tre cose che mi riempiono di gioia:

  • Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Gadda
  • la sangria
  • il museo del Prado

L’ho letto per bene. Niente di che, ma si può arrivare in fondo senza provare bruciori di stomaco.

TRAMA. Un commissario frustrato (proprio come Ingravallo) non ci capisce un acca di una serie di omicidi e più ancora non si spiega come quel fetente di Alvarino Mostocotto, che prendeva sempre 18 all’Università, sia diventato questore di Roma. Scoprirà che i delitti e la carriera del fetente sono connessi, perché tutto (in Italia, in Spagna e in altri luoghi) è da secoli nelle mani di una potentissima setta (un po’ Templari, un po’ Rosacroce, un po’ Cielle). Ma chissenefrega? A pag. 83 ha conosciuto Mafalda, una madrilena todo fuego e gli interessa solo andarci a letto, cosa che avviene a pag.221.

Ripeto: poca roba, ma può piacere. Soprattutto se siete molisani.

Aggiornamento del 21 marzo. Sull’altro blog ho parlato di un altro famosissimo dipinto


http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2012/03/21/un-capolavoro-che-sfida-i-secoli/
 

arte

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 39 follower