ancora su MY FAIR LADY (e sulla fonetica)

Domanda. Perché gli inglesi non sanno parlare inglese?

Risposta. Non se lo spiegava Shaw, figurati io…

Mi illumina Robin Hill che, essendo bilingue (madre napoletana, padre di Harrogate, Yorkshire), va alla radice storica del problema.

“Gli anglosassoni non avevano una lingua scritta e per trascrivere i grugniti e i rutti con cui comunicavano tra loro dovettero usare l’alfabeto LATINO. Per più di mille anni le consonanti e soprattutto le VOCALI latine sono state imposte (la Chiesa parlava latino e i Normanni una specie di francese) a popolazioni germaniche il cui palato e la cui ugola sono materialmente incapaci di pronunciare la A come la pronunciamo noi…”

STOP. Mi rendo conto che questo post sta diventando incredibilmente palloso.

Perciò mi fermo qui e inserisco un video (in inglese) in cui si dimostra che LA FONETICA NON E’ TUTTO.

Infatti Eliza finalmente si esprime con un linguaggio forbito e impeccabile (nessuno riesce a dire “How do you do?” come lei) ma il suo vissuto emerge inesorabilmente nella conversazione.

I suoi interlocutori vengono così informati che la zia è morta ammazzata “e che fine ha fatto il cappello di paglia che doveva venire a me? Qualche marrano l’ha fregato… e io dico che chi ha fregato il cappello ha fatto fuori la vecchia…”

Published in: on marzo 4, 2012 at 8:58 pm  Commenti (5)  
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Presepio 2011

Nel presepio di quest’anno ci sono nuove figurine.

Anzitutto ci sono i NEUTRINI, arrivati attraverso il tunnel GINEVRA-GRAN SASSO (prolungato per l’occasione fino a Betlemme dalla ditta Gelmini). Sono incorporei (lo so, lo so…) ma per Natale sono provvisoriamente VISIBILI e indossano un paio d’ali ciascuno, cosa che permette di superare la velocità della luce.

Accanto alla grotta ci sono DE LAURENTIIS, NERI PARENTI e CHRISTIAN DE SICA. Dopo il fiasco del loro film cercano una location per il prossimo anno. Ma Giuseppe e Maria non mollano: “Natale a Betlemme? L’esclusiva è nostra…”

In un angolo buio si può vedere MOGGI. Tanto per non smentirsi sta confabulando con re Erode a motivo dello scudetto del 2006 (attribuirlo all’Inter, alla Juve o venderlo all’asta?).

In un altro angolo un arcangelo arrabbiatissimo prende per un orecchio il sig. dott. mascalz. farabutt. Luigi Verzé. “Proprio il  mio nome dovevi coinvolgere nelle tue porcherie?  Adesso vieni con me e NON PROPRIAMENTE IN PARADISO!!!”

Accanto ai Magi c’è Mario Monti che NON PORTA DONI (anzi, sta meditando di far pagare l’ICI per la grotta di Betlemme).

Cosa farò nell’ora che non c’è?

Mi spiego. Alle ore 3 del mattino del 30 le lancette torneranno indietro di un’ora (si torna all’ora solare) per poi ripartire dalle 2.

Quindi avrò 60 minuti in più (un’ora regalata, da riempire a mio piacimento).

Cosa ci metterò?

  • pubblicherò un racconto dark che più dark non si può?
  • pubblicherò un racconto di fantascienza? (anche di questi ne ho molti nel cassetto)
  • spiegherò per quali motivi l’on. Fabio Garagnani continua a emettere atroci assurdità?
  • ambienterò una nuova edizione dei Promessi Spesi nel mondo attuale, fidando nell’indulgenza di don Lisander?
  • proporrò un nuovo quiz per cinefili, essendo i quiz l’asse portante della nostra società, come insegna Davide La Rosa in arte Lario3?


Published in: on ottobre 18, 2011 at 2:50 pm  Commenti (5)  
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Lo strano caso di Elisabeth Canning

Mi hanno raccontato questa storia di tanto tempo fa a Londra.

Ho detto Londra? Approfitto dell’occasione per aprire una parentesi relativa al post precedente.

Tra Hamlet e Shakespeare in love si delinea un pareggio. Probabilmente resteranno entrambi nello Scaffale dei Preferiti, ma lascio ancora aperta la tenzone. Chiusa parentesi.

Dunque, Elisabeth Canning.

Era una housemaid (servetta) di 18 anni. Scomparve il 1 gennaio 1753 e riapparve 28 giorni dopo vestita di stracci e piena di lividi.

Dichiarò che due vecchie donne, Mary Squires e Susannah Wells, l’avevano rapita per indurla alla prostituzione e l’avevano derubata di tutti i suoi averi.

Processate dopo un’istruttoria piuttosto sbrigativa curata dal giudice Henry Fielding (dopo vi dirò chi era H. Fielding) la Squires e la Wells furono dichiarate colpevoli.

Rischiavano la forca.

Ma l’opinione pubblica inglese si era divisa su questo caso romanzesco. A proposito di romanzi, Fielding è noto in tutte le storie della letteratura come autore di molti romanzi (il più famoso si intitola TOM JONES), ma per campare faceva il giudice (i romanzieri non guadagnavano molto, allora).

I sostenitori della Canning, dicevo, si chiamavano CANNINGITES, mentre il partito opposto, gli EGYPTIANS, sottolineavano che le testimonianze erano contradditorie e che si doveva rifare il processo.

Ogni giorno i giornali si accanivano sul caso. Cominciò a prendere corpo l’ipotesi che il finto rapimento nascondesse un aborto della Canning.

Allora prese l’iniziativa il sindaco di Londra, Crisp Gascoyne, il quale aprì una nuova istruttoria accusando la Canning di Spergiuro (in Inghilterra a quell’epoca non si poteva processare due volte l’imputato con la stessa accusa).

L’eco di questa faccenda arrivò in Francia. Un certo Voltaire se ne occupò e, anni dopo, scrisse un libello (appoggiando l’operato di Gascoyne) in cui analizzava il sistema giudiziario britannico contrapposto a quello francese. In particolare Voltaire notava che in Inghilterra anche i poveracci potevano essere assistiti (gratuitamente) da avvocati.

Il processo alla Canning iniziò il 29 aprile e si concluse l’8 maggio 1754. L’imputata fu dichiarata colpevole di spergiuro e deportata nel Connecticut (allora colonia britannica). Le andò bene comunque: presa sotto l’ala della Chiesa Metodista, si sposò con tale John Treat ed ebbe 4 figli.

Naturalmente Susannah Wells e Mary Squires furono scarcerate.

Qualche anno fa la BBC ha dedicato una fiction al caso, concludendo che la verità non la conosceremo probabilmente mai.

Published in: on agosto 16, 2011 at 10:54 am  Commenti (1)  
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Marina vs. Sgarbi: SCONTRO DI TITANI

Come recita il sottotitolo, questo blog tratta del meglio e del PEGGIO della nostra cultura.

Nel caso in questione, documentato nella bella città di Spoleto, non ci sono dubbi sulla valutazione: PEGGIO DEL PEGGIO DEL PEGGIO…

Se mai qualcuno potrebbe chiedersi se la parola CULTURA non venga utilizzata a sproposito.

Ebbene sì: è cultura anche questa. Di bassa, bassissima lega… ma cultura, SE PER CULTURA SI INTENDE L’INSIEME DEGLI ATTEGGIAMENTI E DELLE ABITUDINI di una popolazione.

Così è cultura la televisione italiana (compreso B. Vespa!!!) e l’uso dello Sciacquone (sul quale Sciacquone posterò nel prossimo futuro).

In sintesi, è stato lanciato contro Sgarbi un barattolo contenente liquido escremento. Episodio emblematico dellariachetira che ha come protagonisti

  • un’arrivista, nota all’anagrafe come Marina Punturieri, che non ha lavorato un solo giorno della sua vita, a meno che per LAVORO non si intenda comparire nei peggiori  programmi della tv o aver firmato la regia di uno dei più brutti film della storia (correva l’anno 1992: chi indovina vince una bambolina)
  • uno snob, ex-critico d’arte, ex-parlamentare (bisogna dire che in Parlamento hanno poggiato il deretano figuri peggiori di lui…), attualmente frequentatore di un obbrobrio come LA PUPA E IL SECCHIONE nonché estimatore di quadri (si fa pagare molto bene) e Curatore del padiglione italiano alla Biennale di Venezia (basterebbe questo per capire come siamo messi in Italia).
Comunque, niente di nuovo sotto il sole. Futuristi, surrealisti e Dada ricorrevano spesso a queste trovate scatologiche QUANDO SI ACCORGEVANO CHE NESSUNO SE LI FILAVA e volevano farsi un po’ di pubblicità.
Quindi non parliamone più. Buon sciacquone a tutti.

Alberto Talegalli, attore

Domanda. Perché voglio dedicare un post a un attore che ormai solo pochi vegliardi come me ricordano?

Rispondo. In realtà voglio salutare un blogger (spoletino come Talegalli) che ci ha lasciati.

Non lo conoscevo da vicino, anche se ci eravamo sentiti al telefono (una sola volta, più di un anno fa) perché volevo visitare Spoleto con mia moglie. Adesso mi rendo conto che ho perso un’occasione che non si presenterà mai più…

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2011/05/28/in-memoria-di-alessandro-nemmi/

Premesso ciò, onoro la memoria di A. T. Dimmi tu, Alessandro, se ho scritto bene.

Era un attore di teatro, ma conquistò vasta fama negli anni ’50 con un programma radiofonico, “Rosso e nero” condotto da Corrado Mantoni. Talegalli arrivava al microfono accompagnato da una marcetta; poi raccontava le avventure del suo alter-ego, il SOR CLEMENTE, dei suoi conflitti con la moglie GERZA e della complicità di ZIO ‘NGILINO (il Sor Clemente diventò poi sindaco del paesello di Pinzano e ivi ospitò personalità di tutto il mondo, che non trovavano posto negli alberghi di Spoleto, per via del Festival dei Due Mondi).

Sor Clemente era quindi diventato collega di Peppone, il sindaco guareschiano “nemico” di don Camillo. I baffi effettivamente erano gli stessi (vedi foto) e un filino di bonario anticlericalismo c’era anche nei suoi monologhi.

Poi lavorò nel cinema (spesso duettando con Aldo Fabrizi e con Virginio Riento) e in televisione. Un destino cinicoebaro gli sbarrò la strada nel 1961.

Lo stesso destino che mi ha impedito di incontrarlo a Spoleto.

DESCOLARIZZARE LA SOCIETA’ di Ivan Illich

Ogni tanto mi torna in mano questo volume. Lo rileggo sempre con interesse.

Mi ha aiutato a comprendere l’evoluzione del sistema scolastico negli ultimi 2 secoli, fino ad arrivare all’attuale SCUOLA DEI BUONI SENTIMENTI.

Prima però devo fare alcuni passi indietro, per prendere la rincorsa. Diciamo che da quando c’è civiltà c’è scuola: c’era nell’antico Egitto (“impara a scrivere, figliolo, e diventerai un rispettato scriba”) c’era nell’Atene di Pericle, c’era nel medioevo ecc.

Serviva a trasmettere le tecniche, i modelli culturali e lo stile delle generazioni precedenti. Non era per tutti. Chi non era in grado di apprendere era espulso dall’istituzione scolastica senza troppi complimenti.

Rivoluzione francese. Dall’ideale dell’UGUAGLIANZA deriva la scuola meritocratica: ai privilegi della nascita e del censo si deve sostituire un’ARISTOCRAZIA BASATA SUL MERITO.

Da cui i voti dall’Uno al Dieci, le verifiche, il foglio protocollo piegato in due, il registro, la pagella,  il diploma ecc. Insomma la scuola tradizionale come l’abbiamo conosciuta e come, formalmente, è ancora oggi.

Arrivano gli anni ’60 e io mi iscrivo a Pedagogia. Primo shock: dalla cattedra sento sminuire l’attendibilità dei Test sul Quoziente Intellettuale“molti alunni rispondono a casaccio, non sono motivati, ritengono (per diversi motivi) che la scuola e la società stessa non abbiano nulla di buono in serbo per loro…”

Poi arrivano LETTERA A UNA PROFESSORESSA, Fachinelli, Freire, Illich…

Per Illich la scuola è diventata una costosissima struttura, che ha come scopo la formazione di individui adatti e utili alla produzione industriale.

“La scuola è l’agenzia pubblicitaria che ti fa credere di avere bisogno della società così com’è”

Le teorie sovra esposte hanno influito sulle finalità della scuola pubblica italiana (e di molti altri paesi) con un risultato paradossale.

Inizialmente la scuola pubblica era MERITOCRATICA e si sforzava di selezionare gli alunni (ve le ricordate le solenni bocciature di qualche decennio fa? nella mia classe di liceo dei 39 che partirono in prima solo 9 arrivarono alla maturità senza ripetere almeno un anno). Al contrario, la scuola gestita dai religiosi si basava sui BUONI SENTIMENTI (fioretti, adorazione eucaristica, “il Vangelo ci insegna ad amare i poveri”, buona azione quotidiana ecc).

Adesso è proprio la scuola pubblica (abbandonata la meritocrazia) a basarsi sui buoni sentimenti. Infatti i FINI che si prefigge di fatto sono i seguenti:

  • permettere la socializzazione dei timidi e degli handicap diversamente abili
  • favorire una mentalità tollerante, multietnica e multiculturale
  • combattere il razzismo, il bullismo, le droghe, il tabagismo e l’alcoolismo
  • prevenire il disagio adolescenziale, l’anoressia e altre forme di malessere
  • evitare che la fragile psiche degli alunni sia traumatizzata dagli insuccessi scolastici, sostituendo le bocciature con i debiti formativi e gli esami di riparazione con brevissimi corsi di recupero.
E le scuole cattoliche? Per la verità non ne ho esperienze dirette, ma nutro il sospetto che il loro vero problema sia quello di far quadrare i bilanci e che degli ideali evangelici e dei buoni sentimenti in genere non gliene importi una beata cippa.

Published in: on maggio 14, 2011 at 3:22 pm  Commenti (6)  
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Tetro Duse

Siamo passati ieri davanti al caro vecchio teatro di via Cartolerie. CHE TRISTEZZA…

In questo luogo mia moglie ed io abbiamo goduto tanti spettacoli (prosa, danza, operette) e ora il sipario è sceso tetramente per l’ultima volta.

Sugli stipiti delle porte si stanno formando cospicue ragnatele.

Per gli spettacoli di “evasione” (da Sanremo a Panariello, dal carnevale di Cetraro a Missitalia) i soldi si trovano, per la cultura NO…

P.S.: il gioco di parole TEATRO-TETRO l’ho copiato da Alessandro Bergonzoni

Published in: on gennaio 6, 2011 at 1:51 pm  Commenti (7)  
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nuove figurine per il presepio

La tradizione vuole che nei presepi (soprattutto a Napoli) si introducano personaggi legati all’attualità. C’è stata la Loren, ci sono stati Lauro, Modugno, Moshe Dayan, Totò, Maradona, Giovanni Paolo II, Gorbaciov, Pino Daniele, Obama ecc

Quest’anno chi ci metteranno?

Provo a immaginare il presepio 2010. In primis Silvio I (sire di Bungabunga) circondato dal suo harem (ben riconoscibile Mara Carfagna) e ci metterei anche la signorina Belen Rodriguez, magari senza la testa, come la disegna Stefano Disegni.

E poi Sarkozy contestato dai francesi, Carlo e Camilla contestati dagli studenti inglesi… e mi fermo qui perché non c’è abbastanza posto (anche nel presepio più grande) per mettere tutti i simboli della protesta giovanile.

Ma non possono mancare Bertolaso e i suoi terremoto-boys. E sullo sfondo ci stanno bene un paio di autocompattatori carbonizzati.

Al posto d’onore dovrei mettere LIU XIAOBO, premio nobel per la Pace. Ma la statuina non ce l’ho… Ovvio, tutte le statuine sono prodotte in Cina.

Comunque, BUON NATALE a tutti!!!!

Published in: on dicembre 22, 2010 at 10:25 am  Commenti (6)  
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la befana riciclata

Questa notte mi sono ricordato che dovevo comprare i peperoni e sono andato dal pakistano di turno. Mentro ero per strada ho incontrato una strega.

Niente di strano, mi sono detto: è Halloween…

Ma mi sembrava una fisionomia nota. E poi quell’accento romanesco…

“MA TU SEI LA BEFANA! E COME SEI CAMBIATA!!!”

-Zitto, nun me rovinà! Me sò fatta la plastica per non essere riconosciuta! E ci ho speso una cifra, mortacci loro!!!-

-LASCIATI DIRE CHE STAI BENISSIMO! SEI UNO SCHIANTO!! MA PERCHE’….?-

-E’ il mercato, figlio mio! Come Befana non mi filava più nessuno! Adesso vanno di moda le donne vampiro, le streghe, gli zombi… Insomma, me sò riciclata! E vado fortissimo: mi vogliono in tutte le discoteche! Anzi, scusame tanto ma devo proprio annà…-

-MA DIMMI UN’ULTIMA COSA: NON SENTI UN PO’ DI NOSTALGIA PER LA GERLA DEI REGALI, PER IL CARBONE…-

-Neanche un po’, credimi! Ero diventata una babbiona dolciastra che non portava manco il carbone per non traumatizzare le creature! E pensa che io in origine ero proprio una stregacattiva: in Grecia mi chiamavano LAMIA e servivo a spaventare i bambini! “State bboni che sennò arriva Lamia e ve se magna!!!” Ma lassame annà che vado a fà un provino: forse ce rimedio una comparsata nel prossimo film di Tuailait!!!!-

A quel punto mi sono rigirato nel letto brontolando: “Che sogno scemo… lasciatemi dormire fino a fine Marzo, quando torna l’ora legale… io proprio non ci sto a vivere nell’illegalità…”

Published in: on ottobre 30, 2010 at 11:52 pm  Commenti (2)  
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