IN MEMORIA DI SANTA F. BONANDRINI

Non avevi ancora 57 anni. Non ci dovevi lasciare tanto presto…

La mattina del 14 febbraio 2003 la segreteria ci avvisò. “E’ morta questa notte”.

Non ci volevamo credere.

Cosa posso dire dire di te? Che univi una incredibile capacità di lavoro e una ammirevole professionalità a una simpatia e una umanità che nessuno di noi ha dimenticato.

Nel corridoio del primo piano, tra la biblioteca e la segreteria, una targa di ottone dorato ti ricorda. Sopra c’è il poster dei girasoli di Van Gogh.

Ciao, Santuzza. Per me tu sei sempre viva.

Pubblicato in:  on Novembre 1, 2009 at 7:15 pm Lascia un Commento
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gentile navigatrice/navigatore…

…che questa mattina hai visitato il mio bloggaccio, GRAZIE DELLA VISITA e SALUTE A TE.

Non so e non saprò mai (credo) come ti chiami, che faccia hai e se sei capitata/o qui per un puro caso o per un motivo preciso.

So che sei il numero 10.000: stamattina ho dato un’occhiata alla posta e ho annotato il numero 9997; ora ho riacceso il PC e il numero delle visite è 10002.

Mi dispiace: NON VINCI NIENTE.

Però ti ringrazio di cuore e con te tutti gli altri. Fa sempre piacere ricevere visite.

Già che sono in argomento, elenco i post che (sempre secondo Worpress) hanno ricevuto più visite dal settembre scorso.

  1. Marcovaldo al supermarket (postato il 15/9/2008); 563 visitecommenti zero: credo che SUPERMARKET sia la parola magica che ha attirato tanta gente. Boh.
  2. IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE, il libro e il film (21/1/2009) 345 visite – commenti sette. Tra i miei post “cinematografici” è di gran lunga il più visitato.
  3. il computer è una macchina stupida o sono stupido io? (19/1/2009) 300 visite – commenti otto: forse, ripensandoci bene, sono vere entrambe le cose…
  4. il Gabibbo (2/5/2009) 275 visite – commenti quattro. Personaggio televisivo, notorietà assicurata…
  5. THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST (7/1/2009) 198 visite – commenti tre; chissà come sarà contento il vecchio Wilde…
  6. Eulalia Torricelli di Forlì (11/2/2009) 145 visite – commenti tredici; un post che ha avuto più successo di quanto pensassi…
  7. AUSTRALIA, il film (27/1/2009) 131 visite – commenti quattro. Due film in uno.
  8. TWILIGHT, il (brutto) film (22/11/2008) 127 visite – commenti dieci. Film meno che mediocre, commenti più che polemici.
  9. Cos’è mai la vita? Da G. Carducci a R. Arbore (2/4/2009) 124 visite – commenti quattro. Argomento da riprendere.
  10. PRINCIPESSA, film di Giorgio Arcelli (16/5/2009) 117 visite – commenti dodici. Uno dei film meno visti della storia, però ha portato fortuna alla pallavolo piacentina. Aspetto con ansia il sequel.

Grazie ancora della visita e ALLA PROSSIMA.

che cos’è un blog?

C’è un angolo di Hyde Park (Londra) chiamato SPEAKERS’ CORNER, dove chiunque può prendere la parola e cazzeggiare su quello che vuole: abbasso la monarchia, il vero problema è quello climatico, agli elefanti piace mangiare il castagnaccio caldo, ecc.

I presenti possono ignorare, commentare, fischiare eccetera. Libertà di parola, libertà di disapprovazione.

Ecco. IL BLOGGER è situato in questo angolo virtuale della rete. Se parli di cose che non interessano nessuno, non ti aspettare commenti. Se parli di Berlusconi e delle sue intemperanze verbali, i commenti superano il centinaio, come allemanda ben sa.

http://allemanda.blog.kataweb.it/2009/01/26/quando-la-leggerezza-offende/

Per verificare questa teoria, ho pubblicato un post su un argomento di nicchia.

Molto di nicchia.

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/03/12/vareghi-in-carelia/ come esempio di come non si fa un blog.

Adesso, in ossequio alle regole del metodo sperimentale, conterò il numero dei contatti. Magari mi sbaglio, ma credo che i contatti non saranno numerosissimi.

Al contrario, il post che continua a incrementare contatti è Marcovaldo al supermarket (pubblicato il 15 sett scorso); non tanto per Marcovaldo e per Italo Calvino, suo creatore; quanto per la parola magica SUPERMARKET.

Più di 270 contatti e ogni giorno nuovi visitatori. Vi sembra significativo questo dato?

Pubblicato in:  on Marzo 13, 2009 at 9:17 am Commenti (11)
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Bologna non è più la stessa….

Avevo promesso già un mese fa di affrontare questo tema.

Comincio col dire che sarebbe assurdo (per non dire peggio) pretendere CHE IL MONDO NON CAMBI, che la mentalità, lo stile e il modo di esprimersi resti sempre quello. Sarebbe come voler trasformare una città in un grande museo. Tutto scorre.

Tuttavia questo vecchio brontolone vuole approfondire il discorso.

Cominciamo col dire che i cambiamenti a Bologna sono di due tipi

  • quelli in comune con tutta la società (diciamo così) occidentale
  • quelli specifici di Bologna

Nella società di nevrotici in cui ci tocca vivere i cittadini sono stati trasformati in consumatori, la pubblicità ci perseguita dappertutto (mi dispiace dirlo, anche nei banner di Repubblica) per suscitare in noi desideri più o meno superficiali.

La vita è un continuo accumularsi di oggetti, di immagini, di sensazioni sfuggenti. Riempiamo le case di mobili nuovi, il frigo e la pancia di carboidrati, grassi, zuccheri, ecc.

Manca sempre il tempo per riflettere, calmarsi un po’, rilassarsi e dire: “Fèrmati, attimo fuggente! Sei bello!”

Siamo sempre in coda. Al supermercato, al semaforo, alle poste, negli uffici, all’aeroporto, alla cassa del cinema. E, a me sembra, sempre più impazienti, affannati, tesi.

Meno male che si va in pensione (è un gran momento, credete a me) e possiamo, se siamo furbi, organizzare meglio tempo ed energie. E pensare che alcuni simpaticoni vorrebbero elevare l’età minima a 65 o 70 anni! Ma scherziamo?

INSOMMA, il nostro mondo va così. Ma mi accorgo che sto collezionando banalità. Questi concetti sono stati trattati da sociologhi come Adorno e Marcuse. Niente di nuovo quindi.

Bisogna passare allo specifico bolognese. Ma lo farò la prossima volta. E non qui.

Informo i miei eventuali lettori che questo blog è d’ora in poi riservato alle categorie letteratura e cinema.

Argomenti concernenti attualità, politica e sociologia sono trasferiti in http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/

Vi aspetto lì.

Pubblicato in:  on Novembre 13, 2008 at 1:08 pm Commenti (2)
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ANCHE GUZZANTI NEL SUO PICCOLO S’INCAZZA

(dal Vangelo secondo Emilio Fede)

In quel tempo Silvio propose ai suoi discepoli questa parabola.

Un uomo ricco aveva due figli.

Un giorno raccolse le sue cose, lasciò i figli e partì per un paese lontano dove visse da dissoluto.

In quel paese venne una grande carestia e lui andò a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le ghiande che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava.

Allora rientrò in se stesso e disse: Cribbio! Sono ridotto proprio male! Andrò dai miei figli e dirò: ho peccato contro il cielo e contro di voi… non sono più degno di essere vostro padre! Trattatemi come uno dei vostri garzoni, magari come raccattapalle del Milan…-

Partì e si incamminò verso casa. Quando era ancora lontano, sua figlia Mara lo vide. Commossa gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

E poichè quello continuava a dichiararsi indegno di essere suo padre, Mara si rivolse ai servi e disse: -Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo! Mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi! Portate il vitello grasso e ammazzatelo! Mangiamo e facciamo festa, perchè mio padre era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato!-

E cominciarono a far festa. Solo il vitello grasso non era contento e pensava: -Va sempre a finire così, tutte le volte che si riconciliano! Alla prossima reincarnazione rinasco come Giuliano Ferrara, che è più grasso di me e nessuno lo mangia!-

Al ritorno dai campi il figlio maggiore, Paolo, sentì la musica e le danze e si indignò.

Mara allora uscì di casa a pregarlo. Ma lui disse: -Ecco io lavoro da tanti anni qui e non ho cuccato nemmeno una poltrona di sottosegretario, una presidenza Rai, un telegiornale! Tu almeno sei ministro delle Pari Opportunità, ma io? E adesso nostro padre ha dissipato i suoi beni con le mignotte (non ti offendere, Mara, non alludo a te) e noi dobbiamo riprendercelo in casa!-

Gli rispose Mara: -Dai, Paolo, non fare il pirla! Ce n’è per tutti, adesso! Vuol dire che farai anche tu il ministro, magari il ministro delle Pari Inopportunità! E non dimenticare che papà è stato per noi un impareggiabile mestro di vita!-

 Silvio disse allora ai suoi discepoli: -Avete compreso questa parabola? Cessino dunque tra voi rancori e rivalità! La torta è talmente grande che una fetta toccherà a tutti e quindi come arraffo io… arraffate anche voi!-

IN MEMORIA DI ZIO AUGUSTO

Lo chiamavamo sempre Augusto, anche se all’anagrafe era Ernesto Rossi. Era lo zio acquisito di mia madre, nata Natalina Parenti.

Nato nel 1888, lavorava nelle ferrovie. Alto, ben piantato, occhi chiari.

Lo voglio ricordare qui, affidandolo alla virtuale immortalità della rete, per due motivi:

  1. è stato il primo ad iniziarmi al sapore della grappa di pere (in modica quantità, andavo alle medie)
  2. mi ha raccontato tante volte della sua vita ai tempi del fascismo (direi che questo è più importante della grappa)

La prima bastonatura la ricevette nel 1921, sotto il ponte delle Lame, in quella che adesso si chiama via Zanardi. Ma non gli fecero molto male. Almeno così raccontava.

La seconda volta fu più seria. Nel plebiscito del marzo 1929 votò NO e lo fece sapere a tutti. Girava spavaldamente per Bologna dicendo HO VOTATO NO!!!

Ora, il regime fascista si sentiva talmente sicuro da permettere a qualcuno di manifestare dissenso. Ma fino a un certo punto. Una sera lo aspettarono sotto casa e lo mandarono all’ospedale con una abbondante razione di manganellate.

Evitò guai maggiori perchè era molto apprezzato sul lavoro, tanto che avevano cercato di cooptarlo nel sindacato fascista dei ferrovieri. Rifiutò.

Insomma, gli andò bene. Tornò ad iscriversi al PCI nel 1945 e rinnovò la tessera fino alla morte, nel 1966.

A proposito, mi aveva promesso di lasciarmi in eredità la sua tessera del 1922, che conservava come prezioso cimelio. Ma quando ci lasciò quella famosa tessera non si trovò più. Pazienza.

Ciao, zio Augusto. Tu per me sei sempre vivo.

Pubblicato in:  on Novembre 2, 2008 at 7:54 pm Commenti (1)
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ACCADDE SUL 38 (Bus Tale)

Avete presente Via Collegio di Spagna?

La strada serpeggiante che costeggia l’antico Collegio ibero-americano che Egidio de Albornoz ecc. ecc.?

Era meglio (sta pensando il conducente del 38) se facevano una strada più dritta, come via Urbana. Ma allora non usava…

Ed ecco che un’auto parcheggiata male (ma veramente male, credetemi) ostacola il passaggio. Repressa a stento una di quelle colorite espressioni che contraddistinguono l’idioma bolognese da altri dialetti meno espressivi e sanguigni, il conducente lancia nell’etere due colpi di clacson e, siccome non arriva nessuno, altri tre.

I passeggeri si innervosiscono. E non vi dico gli altri automobilisti, bloccati in coda all’autobus. Alcuni passanti si fermano per vedere come va a finire. La tensione aumenta, come quando la polizia aspetta il secondo squillo per andare alla carica.

Finalmente arriva di corsa (mica tanto di corsa…) una DAMA abbronzatissima, carica di borsine da shopping. Prima di salire sulla pietra-dello-scandalo-a-quattro-ruote rivolge un sorriso (anzi un sorrisetto, se no si scuce il lifting) al conducente, come a dire: “Mi dispiace tanto, ma in fondo è un peccatuccio veniale, no?”

Al che questi replica a mezza voce con un’esortazione ad “andare a fare dei grugni“, nota espressione idiomatica che può essere tradotta così: “Rècati subito davanti allo specchio e atteggia il volto a grottesche smorfie affinchè il detto specchio te le rimandi indietro!”

Finalmente si riparte, ma si va poco lontano. Alla confluenza di via Collegio di Spagna in via Saragozza… olè! è nato un estemporaneo parcheggio-fai-da-te che impedirebbe il transito anche a un Pollicino (minibus) che avesse fatto una cura dimagrante.

A questo punto l’espressività del conducente raggiunge livelli omerici. Anche quello che pensano e dicono i passeggeri del 38 e gli automobilisti in coda non può essere riportato neanche in forma eufemistica. Qualcuno auspica, in tutta serietà, che i mezzi dell’ATC siano presto muniti di una piccola gru che rimuova in 4+4=8 gli ostacoli alla marcia.

Un patito della fantascienza (qual io sono e fui) si chiede quali effetti avrebbe un raggio laser.

Nuovo assolo di clacson. Passano i minuti.

Arriva il carro attrezzi, dopo un’attesa che (in base al paradosso di Einstein sulla relatività del tempo) è parsa interminabile. Si riparte.

ECCO. Questo avvenne in un tardo pomeriggio di qualche anno fa (quattro? cinque?)… ERAVAMO SOTTO NATALE.

Mi piacerebbe tanto ritrovare il conducente di quella corsa (si fa per dire) e gli altri protagonisti dell’odissea bolognese. Con particolare riferimento alla DAMA abbronzatissima. Che forse oggi siede alla Camera dei Deputati.

Pubblicato in:  on Ottobre 30, 2008 at 4:51 pm Commenti (4)
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COME SILVIO RISOLSE OGNI PROBLEMA

(dal vangelo secondo Emilio Fede)

In quel tempo Silvio attraversando la Samaria si fermò presso il pozzo di Sichar.

Mentre i discepoli erano andati a fare shopping, si avvicinò una donna piangente.

-Perchè sei così triste, donna?- Egli le chiese.

Lei rispose: -Sono stata cacciata dalla città! Nessuno mi vuole bene! Non voglio più fare il ministro dell’Istruzione della Repubblica di Samaria!!!-

Silvio stava per concedersi una delle raffinate facezie per cui andava famoso (tipo Samaria, Samaria, la più troia che ci sia), ma vide il dolore di lei e ne ebbe compassione.

Le disse: -Donna, i tuoi peccati sono perdonati! Ora va’ e non fare più il ministro! Lo farò io, ad interim!-

Infatti risolse tutti i problemi della scuola samaritana nel modo seguente:

  1. Non fece alcun taglio al personale, anzi assunse una turba di precari (creando così un altro milione di posti di lavoro in vista delle elezioni europee);
  2. Gli edifici scolastici furono adeguatamente ristrutturati e diventarono carceri (soprattutto CPT) adempiendosi così la profezia-slogan di FORZA SAMARIA: più carceri e meno extracomunitari in circolazione;
  3. I tagli ci furono, naturalmente, ma non quelli previsti dalla sventurata: FURONO TAGLIATI GLI ALUNNI e si ottenne così un enorme risparmio di libri, banchi, cattedre, lavagne, gessetti, carta igienica… ; e Silvio disse: -Se possiamo avere la birra senza alcool e le sigarette senza nicotina, la scuola sia senza alunni, che sono un elemento nocivo alla salute-

Ma dove andarono le giovani samaritane e i giovani samaritani, esclusi dalla scuola? Ve lo dirò dopo la pubblicità…

SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT-SPOT… E SPOT!!!

Per loro Silvio creò una megadiscoteca, chiamata TOYSLAND (il paese dei balocchi), circondata da sale giochi, palestre per arti marziali, e da ben forniti pornoshop (solo per maggiorenni, si capisce, sennò il Papa si incazza…). Così smisero di confondersi la mente con problemi inutili e diventarono dei tranquilli e mansueti CONSUMATORI.

Silvio completò la Sua opera affidando il Ministero dell’Istruzione a Valeria Marini, mentre nelle mani di Mariastella concentrò il Ministero delle Pari Fregature, quello degli Oroscopi e quello dei Sudoku (quelli facili, si capisce).

Pubblicato in:  on Ottobre 26, 2008 at 10:59 pm Commenti (1)
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IL RISANAMENTO DELLE FINANZE

Care tele-elettrici, cari tele-elettori,

il mio amico Tremonti è sempre alla ricerca della pietra filosofale per aumentare le entrate dello stato e IO ho escogitato un’altra drittata.

La chiameremo L’ENTRATA NEL POSTERIORE e sono sicuro che avrà un successo mai visto! Sarà una lotteria molto speciale, perchè il premio non sarà il vile denaro, ma la facoltà di PENETRARE ANALMENTE un ministro/a (a scelta del vincitore) del mio governo.

Ogni giorno (anzi ogni 12 ore, mattina e sera) un supershow di Mediaset incollerà gli italiani al video. Lo slogan sarà: TI HANNO INCULATO FIN AD ORA? ADESSO TOCCA A TE!!!!!!!

Come mi è venuta in mente questa genialata?

Ho pensato che i soldi sono una bella cosa (ci mancherebbe altro!), ma ENTRARE IN CONTATTO COL CONSIGLIO DEI MINISTRI in questa maniera attizza molto di più!

So che alcuni ministri/e storceranno il naso…ma mi appellerò al loro patriottismo! Si tratta di risanare il deficit delle finanze italiane! Altri invece aderiranno con entusiasmo, anzi si offenderanno a morte se nessuno li sceglierà!

E se toccasse a me? Nessun problema! Interverranno subito EMILIO FEDE e SANDRO BONDI per offrire al posto mio le loro chiappe nel supremo sacrificio!

Prevengo l’obiezione. Come faranno le vincitrici a riscuotere il premio?

Ho pensato a tutto, IO.

Alle vincitrici sarà offerto in dono un comodo VIBRATORE A PILE che potrà utilizzato in molte maniere. Sarà anzi l’occasione per un messaggio promozionale, durante lo show…

Vostro 4ever, SUPERSILVIO

Pubblicato in:  on Ottobre 22, 2008 at 11:11 pm Commenti (2)
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DAL VANGELO SECONDO EMILIO FEDE

In quel tempo Silvio si ritirò nel deserto per meditare.

Mentre calcolava quanto gli sarebbe costato costruire anche lì una città giardino come Milano 3, Gli si avvicinò il Diavolo per tentarLo.

-Silvio, se Tu sei davvero l’Uomo della Provvidenza, ordina che queste pietre diventino panini con la mortadella!-

-La mortadella è roba da barboni! Piuttosto, signor Diavolo, mi consenta: lei è un tipo veramente in gamba, proprio simpatico! Perchè non si mette comodo e parliamo un po’ di affari?-

Mentre così parlava, Silvio trasformò le pietre del deserto in tartine al caviale, vol-au-vent, trote salmonate e bottiglie di champagne. Altrochè mortadella!

E si misero d’accordo, progettando un polo televisivo, un movimento politico, un gruppo bancario-assicurativo e una squadra di calcio, di cui il diavolo sarebbe stato la mascotte e l’amministratore delegato.

Appena il diavolo lo lasciò, comparvero alcuni mafiosi. Silvio li trasformò subito in specchiati galantuomini e li assunse al Suo servizio. Dimostrò così chiaramente la Sua natura divina, perchè come Egli disse poi parlando a un convegno del Rotary: -…è più facile che un cammello piloti una Ferrari che un mafioso diventi onesto!-

Ma il diavolo si comportò molto male in seguito. Non per niente è dipinto col colore rosso, quindi è comunista! Questo spiega come mai il mondo sia così pieno di errori e sofferenze, nonostante la presenza di Silvio.

In particolare il Diavolo creò

  1. I Magistrati, una oscura setta di fanatici che, invece di farsi i fatti loro, perseguitano la brava gente intenta ad arricchirsi onestamente
  2. La Lega Nord, con quel pirla di Calderoli
  3. Le regioni, le province, i comuni e tanti altri enti inutili
  4. I professori, una stranissima razza di balordi che si ostinano a riempire la testa dei loro ingenui alunni di nozioni assolutamente inutili… Come infatti Silvio disse, parlando all’assemblea della Confindustria, -Cosa giova ai giovani sapere che la terra gira intorno alla luna, se non imparano a fare i soldi? Cerchino dunque la via di un cospicuo conto in banca e non perdano il loro tempo in vane questioni filosofiche!- 
Pubblicato in:  on Ottobre 19, 2008 at 11:05 pm Commenti (4)
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