Odio questa americanata chiamata Hallowen.
Colleghi molto più dotti di me mi hanno spiegato che è una cosa seria: il capodanno celtico, il demonico in Platone e in Eric Pryzwara, il timore della morte che viene esorcizzato…
Ma a me sembra soltanto una drittata dei commercianti per vendere la loro paccottiglia a un target particolmente indifeso: i bambini!
Un po’ come San Valentino e la festa della mamma. Anzi peggio, perchè l’amore (anche se estremamente banalizzato) merita rispetto. Ma qui si fa leva su istinti particolarmente torbidi: la paura (e insieme il fascino) della morte, il culto dell’irrazionalità, il sadismo.
Già, il sadismo: si vendono dei ragni di plastica o di stoffa molto realistici che, gettati all’improvviso sui vestiti o sul banco di bimbe o bimbi, non mancano di un certo effetto. E così via.
Non voglio fare il moralista. Ma se penso che negli anni sessanta i cartoni di TOM E JERRY erano stati messi fuori legge in Svezia (c’era troppa violenza, dicevano) mi sembra che siamo passati da un eccesso all’altro.
Vabbè, cambiamo discorso…
Nel gioco didattico BOOKLAND, quest’anno viene proposto anche il romanzo TWILIGHT (=crepuscolo) dell’americana Stephenie Meyer. Sono state le ragazze della nostra scuola a propormelo.
Ho dovuto leggerlo per dovere professionale. Non è malaccio. C’è un discreto approfondimento psicologico nei due protagonisti Isabella (detta Bella) e il vampiro “buono” Edward. Direi qualche gradino più su di Harry Potter (di cui mi occuperò un’altra volta), con qualche sfumatura di humour nero, tipo il fantasma di Canterville di O.Wilde.
Alla fine dell’anno valuterò, dopo aver chiesto il voto dei lettori, se riproporlo ancora. Temo però che il giudizio verrà influenzato dal film, che uscirà nelle sale tra 20 giorni.